CHIUSI, OLTRE GLI ETRUSCHI C’E’ DI PIU’. MA IL TOURING CLUB LO IGNORA

martedì 04th, aprile 2023 / 12:24
CHIUSI, OLTRE GLI ETRUSCHI C’E’ DI PIU’. MA IL TOURING CLUB LO IGNORA
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CHIUSI – Sulla pagina “Le proposte del Touring Club: Colline toscane”, compaiono appunto una serie di proposte, per il week end pasquale. La prima è Chiusi che viene così descritta:
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Luogo dove la storia di un popolo straordinario si fonde con le peculiarità di un paesaggio unico nel suo genere. I musei, i cunicoli sotterranei e le vie del centro storico testimoniano la grandezza di una cittadina fra le più importanti della dodecapoli etrusca.
Il lago con il Sentiero della Bonifica, i piatti tipici come i pici e il brustico e un’atmosfera irripetibile ti aspettano per trascorrere una vacanza slow all’insegna del benessere”. Il Touring rimanda al sito www.visitchiusi.it.
Tra le altre proposte figurano il Monte Argentario, Montefollonico, frazione di Torrita di Siena con l’niziativa “Lo gradireste un goccio di vinsanto?”, poi Montaione, un paio di cantine, una del Morellino di Scansano e una dell’etichetta Col d’Orcia…
Fa piacere, senza dubbio, vedere Chiusi fra le proposte del Touring. E giustamente in molti nella cittadina etrusca hanno rilanciato il post, con likes a profusione. Lo hanno fatto anche il sindaco Sonnini e l’assessore Maura Talozzi, più alcuni operatori commerciali e turistici. Il Touring Club è un mezzo di promozione straordinario. Una “firma prestigiosa”. Qualcuno la proposta del Touring la raccoglierà e verrà a visitare Chiusi. Qualunque iniziativa che promuova la città e il territorio è benvenuta. Ovvio.
Però non è che quelli del Touring, cui il Comune di Chiusi paga una quota annuale, si siano sprecati. La descrizione della città è giusto il minimo sindacale. Forse anche un pochettino meno. Perché Chiusi non è solo “una città tra le più importanti della Dodecapoli etrusca” e un luogo in cui si mangia e si beve bene in un paesaggio bello a vedersi. Chiusi è la città più importante della Dodecapoli, l’unica che giunse a sfidare la nascente potenza di Roma. E’ una città che ha avuto grande importanza anche dopo gli etruschi, in epoca Romana come crocevia di comunicazioni e come uno dei principali insediamenti paleocristiani; ha una cattedrale che è tra le più antiche, se non la più antica della Toscana; è stata una “capitale” per più di 300 anni in epoca Longobarda, al pari di Lucca; è stata baluardo orgoglioso, l’ultimo a cadere, della Repubblica di Siena. A Chiusi lasciò la pelle il signore di Perugia Ridolfo Baglioni e il suo sodale Ascanio Della Corgna fu fatto prigioniero proprio nella notte di un venerdì santo. I due erano intenzionati a far polpette della città e finirono loro nel “buglione”. Chiusi è il luogo dell’antefatto che portò alla realizzazione del dipinto più importante del Perugino e di uno dei più importanti di Raffaello: Lo sposalizio della vergine. Chiusi è l’unica città della zona ad esser citata nella Divina Commedia…
Ecco, questo per dire che è assai riduttivo, banale, alla fine anche ingiusto, descrivere Chiusi solo come una importante città etrusca.  Chiusi è ANCHE una importante città etrusca, ma non solo questo. E’ molto altro e dopo gli etruschi ha avuto una importanza anche superiore, per secoli. Non per qualche decennio.
Il Touring Club può anche sintetizzare, per carità. Ma oltre gli Etruschi c’è di più. Di cose da vedere e visitare e da conoscere a Chiusi ce ne sono tante, anche relativamente ad epoche successive. Ignorarle non depone a favore.
Applaudire e rilanciare certe “semplificazioni” come fossero manna dal cielo denota – lasciatecelo dire – un provincialismo e un “minimalismo” da paesello che a Chiusi non si addice. E non giova. Dà un’immagine sbagliata e fuorviante della città.
Chiusi è una cittadina in declino, come tante altre, non riesce ad entrare nei circuiti turistici che fanno la differenza, stenta a farsi notare, a far parlare di sé e quando qualcuno lo fa, anche al minimo sindacale, sembra un fatto straordinario. E invece no, dovrebbe essere la norma. Chiusi può e deve pretendere di più di 7 righe, banalotte, su una pagina del Touring Club. Chiusi, per la storia che ha, per ciò che può ancora mettere sul tavolo (e non solo in tavola) tra cattedrale, catacombe, chiese e storie da raccontare non può essere descritta e trattata come Montefollonico o una cantina in Valdorcia…
E se Montefollonico val bene una gita domenicale, Chiusi, anche se non sembra, è un’altra storia.  E vero che Chiusi la discesa l’ha cominciata molto tempo fa e già Dante ne parla come di una città esempio di declino e di disfacimento (nel ‘300), ma nonostante le avversità e una lunga striscia di devastazioni ha salvato buona parte dell’argenteria; nonostante la decadenza, ha mantenuto intatto il patrimonio immobiliare che tutt’oggi può essere mostrato con orgoglio e non a capo chino; è rimasta importante crocevia di comunicazioni, comoda da raggiungere sia in auto, che in treno e pure con i mezzi del turismo slow come la bicicletta…
Insomma, per farla breve, fa piacere che il Touring ne parli, fa incazzare la superficialità e la parzialità di quelle righe.  Chi accoglierà la proposta e verrà a passare il week end di Pasqua a Chiusi se ne renderà conto di persona. E resterà stupito.
Marco Lorenzoni
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