“CARO LETTA TI SCRIVO”… DECINE DI LETTERE AL SEGRETARIO E DEPUTATO PD SULLA CENTRALE GEOTERMICA IN VAL DI PAGLIA. E’ UN MITRAGLIAMENTO, LA BASE DEL PARTITO ALZA LA VOCE

martedì 14th, giugno 2022 / 16:34
“CARO LETTA TI SCRIVO”…  DECINE DI LETTERE AL SEGRETARIO E DEPUTATO PD SULLA CENTRALE GEOTERMICA IN VAL DI PAGLIA. E’ UN MITRAGLIAMENTO, LA BASE DEL PARTITO ALZA LA VOCE
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SAN QUIRICO D’ORCIA- E’ una vera e propria campagna mediatica. Un bombardamento di fila, all’indirizzo del segretario nazionale del Pd Enrico letta che è anche deputato, elette nel 2021, del collegio senese della Camera.
Una “lettera al giorno”, forse anche qualcuna in più. Da una decina di giorni a questa parte. “NOI CI METTIAMO LA FACCIA, E TU LETTA?” scrivono tutti così, al segretario-deputato e sono cittadini comuni, amministratori, ex amministratori, gente che vive il il territorio e nel territorio.
Quello della Valdocrcia-Amiata- Val di Paglia. Un territorio tra i più belli e fotografati d’Italia, in larga parte Patrimonio dell’Umanità (Unesco). la terra dove si parla il miglior italiano, dove la mano dell’uomo (più corretto dire il sudore dei contadini) ha modellato colline e calanchi, punteggiati da cipressi, vecchie torri e antiche grance e “spedali” per i pellegrini che percorrevano la Francigena… Il tema delle lettere a Letta è uno, uno solo,  sempre lo stesso: la centrale geotermica le Cascinelle, cui tutti quelli che scrivono si oppongono.
Caro Enrico,
devo brutalmente metterla giù così:
– sul piano nazionale: non si può fare uno sgarbo a Sorgenia;
– sul piano regionale: non si può contraddire Giani;
– sul piano locale: non si può smentire il Sindaco di Abbadia SS.

La politica, anche per quanti non hanno difeso la democrazia in carcere o in esilio o con la vita, impone coraggio e capacità di scegliere, decidere.

E dunque:
– sul piano nazionale: l’emanazione del Ministero, la Soprintendenza, per 5 volte ha detto no, il Ministro Franceschini, ha detto no.
– sul piano regionale: l’allora capogruppo Pd in regione, Marras, impedì analoga operazione nel suo collegio elettorale, oggi, divenuto assessore, diserta la seduta di giunta che approva il VIA per Cascinelle.
– sul piano locale: i due Sindaci PD di Castiglione d’Orcia e Radicofani, dicono no, Pienza dice no, Wwf e Italia nostra, dicono no, albergatori del termalismo dicono no, agricoltori e dieci associazioni e gruppi consiliari, dicono no. Dunque, caro Enrico, si tratta di scegliere. I rischi, commisurati ad un risultato, tutt’altro che certo, di 9.9 Megawatt in esercizio, forse, nel 2027, impongono il coraggio di una scelta. In tempi di guerra non sembrerebbe un gesto così eroico, tuttavia, sembrerebbe divenirlo. Per chi porta il fardello delle massima responsabilità politica nel proprio partito, se un disastro è in divenire, il silenzio è ancora peggiore del sostenerlo. Ti saluto cordialmente.
Giorgio Scheggi
Questa è una delle tante. Ed è di un militante o elettore del Pd. Che teme come il silenzio del segretario-dputato, su una questione del genere possa essere devastante. E sono tutte più o meno dello stesso tenore le lettere che vengono via via pubblicate sulla pagina Fb di “Ecosistema Valdorcia” il rassemblement che  raccoglie tutte le associazioni e comitati che stanno facendo la battaglia contro la centrale. E non solo.  A chiamare Letta a pronunciarsi ci aveva già provato un paio di mesi fa il comitato stesso, con una lettera aperta. Ma siccome le risposte non sono arrivate, ecco la campagna “noi ci mettiamo la faccia, e tu?”.
Sono voci critiche, certo, ma anche appelli accorati da parte di gente che vota Pd, che vede in Enrico Letta un interlocutore e non un nemico. Ma proprio per questo sono più significative. Non è la solita azione di pressione da parte di qualche comitato “antagonista” rispetto all’establishment. Qui siamo di fronte alla rivolta culturale, politica, sociale, della base stessa del partito di Letta. Da queste colonne definimmo un autogol l’assenza dichiarata e teorizzata del segretario provinciale del Pd Valenti (che è pure amiatino) ad un convegno organizzato dai Comitati, tenutosi a Pienza, ma il silenzio di Letta, di fronte a questa levata di scudi, può segnare la definitiva  debacle del Partito Democratico in una zona in cui è ancora maggioritario. Letta deve fare attenzione, perché non si tratta di una “rivolta di peones”, di una cosa alla Masaniello, a chiamare il segretario a prendere posizione è in qualche modo la punta dell’iceberg, l’intellighentia locale, la parte più “pensante”, più attiva, più partecipe di quel territorio e in particolare della sinistra di quel territorio.  E sotto la punta dell’iceberg può esserci il grosso del ghiacciaio vagante… Che può essere anche un focolaio che brucia sotto la cenere, in profondità, sottotraccia, ma è pronto a esplodere lapilli e lava. Del resto l’Amiata era un vulcano e la geotermia ne è la prova…  Enrico Letta farà bene a tener di conto le “letterine” che gli arrivano dalla Valdorcia-Amiata-Valdi Paglia. Tutto sommato sono ancora abbastanza amichevoli… Oltre che segretario del Pd, lui è anche il deputato di riferimento della Provincia di Siena. Non può fare orecchi da mercante. Pena la perdita totale di credibilità sua e del suo partito.
m.l.
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