SIENA, MANI (KAZAKE) SULLA CITTA’. E SU PIAZZA DEL CAMPO. DO YOU REMEMBER SALVATORE CAIATA?

venerdì 08th, febbraio 2019 / 17:28
SIENA, MANI (KAZAKE) SULLA CITTA’. E SU PIAZZA DEL CAMPO. DO YOU REMEMBER SALVATORE CAIATA?
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SIENA – “Le mani sulla città” è il titolo di un film di Francesco Rosi del 1963, un film memorabile, una denuncia spietata della corruzione e della speculazione edilizia nell’Italia che si avviava al boom economico. «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce.» c’era scritto nella presentazione del film, in cui accanto a Rod Steiger (il costruttore senza scrupoli) recitava tra gli altri altri un sindacalista vero, poi senatore comunista, nei panni di un consigliere di opposizione:  Carlo Fermariello.

Oggi deputati e senatori vano a canticchiare a “Sanremo da pecora”, trasmissione radio e tv , effetto collaterale (devastante a dire il vero) del festival della canzone diretto da Claudio Baglioni.

Ma “Le mani sulla città” è anche il titolo di un libro del nostro amico senese Raffaele Ascheri, che lo diede alle stampe, in proprio, nel 2009. E se il film parlava di Napoli per parlare dell’Italia degli anni ’60, il libro di Ascheri parla di Siena e della provincia di Siena. Prima del crollo della grande mucca, cui tutti attingevano: il Monte dei Paschi. La banca più antica del mondo, praticamente dissanguata in  pochi anni da un management asservito alla politica (o da una politica asservita ai management, che poi è la stessa cosa alla fine)…

Un libro, che, insieme ad un altro dello stesso Ascheri, “La casta di Siena”, raccontava come anche la città e la provincia più rossa d’Italia, la città che per prima chiuse il centro storico al  traffico in Europa, la città che ha due affreschi trecenteschi sugli effetti del buono e del cattivo governo nel palazzo comunale, che già si era data una forma di governo repubblicano nel ‘400, fosse ormai tutt’altra cosa rispetto a quell’isola idilliaca di benessere e di solide tradizioni democratiche, e pure di sinistra era stata e che rimaneva solo nell’immaginario colletivo. Non più nella realtà.

Ci tornarono in mente il film di Rosi e i due libri di Raffaele Ascheri un anno fa quando in vista delle elezioni comunali nella città del Palio, scoppiò un putiferio tra i 5 Stelle per la candidatura al parlamento nelle fila grilline di tale Salvatore Caiata, un imprenditore meridionale finito sotto inchiesta dal 2016 per riciclaggio in relazione ad una serie di compravendite di immobilim e attività commerciali in Piazza del Campo. Caiata fu eletto. E i 5 Stelle senesi che si erano opposti alla sua candidatura non furono autorizzati dallo staff nazionale del Movimento a presentarsi alle Comunali, che avrebbero anche potuto vincere…  La motivazione ufficiale lo staff dei 5 Stelle non l’ha mai fornita, Pinassi e gli altri grillini senesi (alcuni ormai diventati ex grillini) ancora l’aspettano. Ma la vicenda Caiata (poi assolto dall’accusa di riciclaggio) certamente influì…

Adesso torna tutto d’attualità, sia Caiata che il film di Rosi che i libri di Ascheri. Il gruppo politico di Potere al Popolo ha infatti lanciato nei giorni scorsi un vero e proprio grido d’allarme sulla “pericolosa convivenza tra politica e affari che a Siena sono intimamente intrecciate da oltre 30 anni” . “Un cancro – scrive Potere al Popolo – che ha causato i disastri socioeconomici che tutti conosciamo e che crea ancora oggi monopoli e intrecci pericolosi a prescindere dal colore delle amministrazioni che si sono succedute.  Insomma, dov’è il tanto sbandierato slogan del cambiamento? Anzi, noi sottolineiamo che con l’attuale amministrazione si è addirittura consolidata la cordata politico affaristica che ha le mani sulla città“.  Ecco che torna il titolo del film e del libro, in maniera letterale.

Ma se un tempo tutto avveniva con i soldi e intorno ai soldi del Monte dei Paschi, oggi che il Monte non è più quello di una volta ed elargisce poco o niente, l’intreccio trova linfa – secondo PaP – in un grande flusso di capitali esteri. Sui quali, scrive, “c’è da stare poco tranquilli”. E in effetti, lo stesso allarme, o quantomeno la conferma del fatto che il “flusso” esiste davvero,  trova risontro anche in un recente articolo de La Stampa di Torino. Articolo nel quale si parla di un imprenditore del Kazakistan, tale Igor Bidilo, che avrebbe acquistato e starebbe acquistano, pezzo per pezzo, una dopo l’altra quasi tutte e attività commerciali e di ristorazione situate proprio in Piazza del Campo. Roba da milioni e milioni di euro. Soldi che Bidilo ha messo insieme operando nel campo del  petrolio e del gas russo, con società off shore con sede in diverse repubbliche dell’ex impero Sovietico.

A Siena Igor Bidilo possiede l’80% delle quote della Sielna spa, la società che sta investendo appunto nel settore turistico, ricettivo e alimentare. Tra le acquisizioni recenti quella dello storico marchio della pasticceria Nannini, rilevata pochi mesi fa e con una previsione di investimenti  intorno ai 40  milioni di euro. Negli ultimi due anni, sono stati inoltre acquistati dieci dei quindici locali che si affacciano su piazza del Campo: bar, ristoranti e gelaterie. Non solo. Nel novembre ha acquisito anche per due storici negozi attigui, uno di fotografia e l’altro di scarpe. Al loro posto nascerà un altro ristorante con annesso  pastificio per la produzione di alimentari bio, per stare al passo coi tempi e con le mode…

Al gruppo appartengono inoltre altri bar in città e un albergo nei dintorni  di Siena. Il restante 20% della società Sielna appartiene al rumeno Maxim Constantin Catalin che ricopre anche il ruolo di amministratore unico. Manager in carriera il signor Catalin che ha quote anche in altre società in giro per l’Italia e  che fino a pochi anni fa lavorava in una casa di riposo per anziani.

Ma come è arrivato nella città del Palio il magnate Bidilo? Do you remember Caiata? Nel corso delle indagini a carico dell’ex grillino, ora deputato del Gruppo Misto, emersero prove che il magnate kazako era il principale e praticamente unico finanziatore delle attività di Caiata, ovvero dei bar e ristoranti di Piazza del Campo che aveva acquisito e che ora fanno parte del gruppo Sielna.

Ecco che affiora dunque un nuovo intreccio. Non più tra i politici, per lo più del Pd (ma non solo loro) e i banchieri del Monte dei Paschi, ma tra un candidato dei 5 Stelle (parcheggiatosi nel gruppo misto e pronto a rientrare nel Movimento, dopo l’archiviazione dell’inchiesta a suo carico, avvenuta a fine agosto 2018) e il mondo degli oligarchi del petrolio russo. E’ il nuovo che avanza. Il cambiamento. Anche se Caiata non sta più dentro il Movimento 5 Stelle, ma… un passo di lato.

E’ notizia recentissima quella che dopo aver acquisito il marchio Nannini e lanciato un piano di rilancio e acquisto di locali e ristoranti nel cuore di Siena, il Gruppo Sielna sia interessato ad acquisire anche  la Pernigotti, marchio storico dell’industria dolciaria italiana, in mano ad una azienda turca, il cui stabilimento di Novi Ligure ha appena chiuso i battenti.

L’operazione sarebbe seguita direttamente dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio e a mettere in contatto Bidilo e Catalin con chi segue la vicenda Pernigotti, quindi anche con Di Maio, sarebbe stato proprio Salvatore Caiata. Ancora lui. Il presidente del Potenza Calcio, con le mani in pasta nei panforti. Anzi con le mani sulla città, quella del palio, del Monte dei Paschi, dei ricciarelli e del buongoverno dipinto da Ambrogio Lorenzetti, che da lassù si guarderà intorno spaesato, stentando a riconoscere la sua Siena… E non solo perché dai supi tempi son passati 700 anni…

Nell’ultima campagna elettorale amministrativa vi furono polemiche per la ventilata apertura di un Mc Donald’s in Piazza del Campo, che sarebbe stato a detta di molti, un’offesa alla tradizione. Il Mc Donald’s per ora non è arrivato nella piazza del palio, sono arrivati e stanno arrivando i rubli, a fiumi, via Potenza.

M.L.

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Farida
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