DA SCARAMELLI A SALVINI, LA POLITICA AL TEMPO DELLE RUSPE. MA PERCHE’ ADESSO NESSUNO SI INDIGNA?

martedì 27th, novembre 2018 / 17:08
DA SCARAMELLI A SALVINI, LA POLITICA AL TEMPO DELLE RUSPE. MA PERCHE’ ADESSO NESSUNO SI INDIGNA?
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CHIUSI –  Ruspe in azione a Gallarate in Lombardia per sgomberare un campo Sinti. Agli abitanti del campo è stato dato un ultimatum. Poi via ai motori e alla demolizione di roulottes, baracche e casette abusive…

E’ il metodo Salvini.

Quasi 5 anni fa, su queste colonne prendemmo per il culo il sindaco di Chiusi che “di buona mattina andò ad assistere ad una demolizione e volle dare lui, senza indugi, il primo colpo si benna”… Il sindaco era Stefano Scaramelli e la struttura de demolire il casotto della biglietteria del campo sportivo, con copertura in eternit (amianto)…

Prendemmo per il culo Scaramelli perché si fece fotografare dal suo addetto stampa ai comandi dell’escavatore, con il casco da operaio in testa. Come il Mussolini mietitore a torso nudo o Berlusconi con il cappello da ferroviere. 

Quello che scrivemmo allora si può leggere qui. E viene da ridere, a pensarci. E allora ridemmo in molti. Tutti quelli, almeno,che stavano all’opposizione…

Oggi invece c’è gente che sta all’opposizione e non ride più, anzi applaude ai colpi di benna e ai selfie del ministro della paura Salvini a bordo della ruspa, in giacca e camicia bianca, ma anche lui con il casco in testa. O quasi (foto in copertina).

Diciamolo, la “comparsata” di Scaramelli era abbastanza innocente. Lì si trattava di demolire un casotto dismesso e dare un segnale di attenzione all’ambiente (l’eliminazione di una copertura in amianto). La cazzata la fece scrivere all’addetto stampa facendogli dire che “il Comune di Chiusi cambia faccia per diventare sempre più bello e sicuro per i propri cittadini e mai come adesso, vista la nuova veste operaia, è proprio il caso di dire che il sindaco di Chiusi è in prima linea”.  Come se essere operai volesse dire essere automaticamente simpatizzanti di “Prima linea”. Una cazzata grossa come un palazzo di 30 piani, non solo come una casa…

Ma allora almeno noi la facemmo notare e ci fu chi fece notare che “tra l’altro, per guidare una ruspa ci vuole la patente e i sui mezzi comunali ci possono salire solo i dipendenti debitamente formati. E per smaltire l’eternit ci vuole un preciso piano di smaltimento. Con ditte specializzate. C’era?

Ora invece, a 5 anni di distanza, è tutto normale. E’normale che Salvini salga sulle ruspe, si prenda meriti che sono di altri (nel caso delle villette di Casamonica, di Marino, della Procura della Repubblica e anche del Presidente della Regione Lazio…), è normale che il ministro si faccia fotografare mentre fa jogging con la felpa della Polizia di Stato… ed è normale che si trattino allo stesso modo un clan di criminali e gli abitanti di un campo nomadi, che tra l’altro, sono italiani, magari poco integrati o con tradizioni diverse, ma italiani…

Non abbiamo visto un post, uno che uno, da parte di tanti amici e conoscenti di area 5 Stelle per esempio, su questa sovraesposizione mediatica di Salvini, se non per dire che va bene, che la legalità deve essere fatta rispettare…

Certo, c’è la legalità da rispettare e far rispettare, ma c’è anche la decenza e quella ogni tanto sfugge… Quelli che a Chiusi si associarono alla presa per il culo di Scaramelli ruspista, adesso dove sono? tutti in letargo come le marmotte oppure tutti allineati e coperti intorno al nuovo verbo gialloverde? I podemos non c’erano ancora nel 2014, ma qualcuno di loro dalle fila della Primavera sbeffeggiò Scaramelli… Adesso niente. Silenzio totale.

Non è buona politica, la politica al tempo delle ruspe. Chiunque ci salga sopra e si metta ai comandi…

M.L.

 

 

 

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