DUE AZIENDE UMBRE SPINGONO PER L’ACQUISTO DEGLI F35. MA ALL’ITALIA SERVONO I CACCIABOMBARDIERI? PER BOMBARDARE CHI?

mercoledì 09th, aprile 2014 / 19:07
DUE AZIENDE UMBRE SPINGONO PER L’ACQUISTO DEGLI F35. MA ALL’ITALIA SERVONO I CACCIABOMBARDIERI? PER BOMBARDARE CHI?
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“Gli F35 sono un’occasione importante per l’Italia e l’Umbria, non solo in termini di crescita occupazionale e di aumento generale dei livelli di ricchezza, ma anche di innovazione tecnologica”. Lo anno affermato Renato Cesca, presidente della Ncm, e Umberto Tonti, presidente della Oma SpA, due aziende meccaniche con sede a Foligno a margine di un incontro al quale hanno partecipato i massimi vertici del ministero della Difesa, della Lockheed Martin (l’azienda americana costruttrice degli F35), della Alenia e delle principali aziende italiane coinvolte, in partnership, nella realizzazione di questo aereo militare
Le due aziende umbre (Ncm e OMA) sono coinvolte nel programma. Entrambe da molti anni sono partner dei principali gruppi industriali internazionali nei settori dell’aeronautica, dell’aerospaziale e della meccanica di precisione in genere e a livello locale sono referenti di reti di imprese coinvolte nelle diverse produzioni. Proprio per partecipare al programma di realizzazione degli F35 le due aziende hanno avviato nuovi e consistenti investimenti, che hanno portato anche a un sensibile incremento della manodopera specializzata. Secondo i due manager “gli F35 consentiranno un concreto rafforzamento della difesa aerea del Paese e anche un modo concreto per valorizzare al meglio le competenze esistenti nel nostro tessuto produttivo e rilanciare l’economia italiana”. Compresibile il loro punto di vista. E dal loro punto di vista è comprensibile che spingano perché il Governo non ci ripensi e non faccia un passo indietro sui cacciabombardieri da acquistare.

Ma la domanda è: servono all’Italia 90 cacciabombardieri? E per fare cosa? Per bombardare chi? Perché gli F35 servono a bombardare, oltre che come deterrente verso possibili attacchi (ma di chi?).

Ora, dopo le polemiche delle ultime settimane e qualche accenno di ripensamento in Parlamento, l’Italia avrebbe confermato l’ordinativo alla Lockheed Martin: 90 F35 da comprare entro il 2025. Per la precisione sessanta F35 A e trenta F35 B, con un prezzo (al momento) fissato attorno ai 117 milioni di dollari per aereo (nel 2019, secondo i calcoli della Lockheed Martin, dovrebbe scendere tra gli 80 e gli 85 milioni).

In totale una cifra compresa tra i 13 e i 17 miliardi di euro. Ecco, in una fase di crisi come quella che attraversa l’Italia ben vengano gli investimenti che possano portare sviluppo, occupazione e innovazione, ma proprio nei cacciabombardieri si deve investire? L’Italia può permettersi di spendere dai 13 ai 17 miliardi di dollari negli F35?

Tagliare quella spesa (o almeno parte di essa) sarebbe un segnale importante. Un segnale che però che per ora nemmeno Renzi è sembrato in grado di dare. Anzi, la sua ministra della difesa, in una intervista televisiva ha dato pure l’impressione di non sapere nemmeno cosa siano e cosa servano gli F35. Ma questo è un altro discorso.

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