LA GARA A CHI LE SPARA PIU’ GROSSE: SCARAMELLI LANCIA LA STAZIONE SOPRAELEVATA, IL SINDACO DI SIENA VUOLE DEMOLIRE E RICOSTRUIRE EX NOVO LE SCOTTE

venerdì 17th, gennaio 2014 / 17:35
LA GARA A CHI LE SPARA PIU’ GROSSE: SCARAMELLI LANCIA LA STAZIONE SOPRAELEVATA, IL SINDACO DI SIENA VUOLE DEMOLIRE E RICOSTRUIRE EX NOVO LE SCOTTE
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UNA NOTA DI LAURA VIGNI E ANTONELLA BUSCALFERRI CONTRO IL SINDACO SENESE. A CHIUSI LA STAZIONE C’E’ GIA’…

E’ partita la corsa alle elezioni. Le Europee di sicuro, le politiche può darsi. E così ecco che insieme alle grandi manovre per posizionarsi in vista dell’appuntamento, molti politici, anche tra quelli di casa nostra,  lanciano anche un’altra gara. Quella a chi le spara più grosse. Tanto per fare boom e magari assicurarsi il classico quarto d’ora di celebrità, confidando soprattutto su giornali compiacenti che pubblicano ormai solo veline e comunicati stampa e giornalisti “a gettone” che scrivono quello che lorsignori vogliono leggere. E pazienza se poi gli articoli vengono fuori “per sentito dire” o costruiti a tavolino…

Qualche giorno fa è stata la volta del sindaco di Chiusi Scaramelli che, su la Nazione si è lanciato nella battaglia per la stazione in linea dell’alta velocità. Non più a Montallese (come si diceva qualche mese fa), ma – alzando l’asticella – direttamente a ridosso dell’abitato di Chiusi Scalo. Precisamente nell’area dismessa dell’ex Centro Carni. Certo l’area è nella disponibilità del Comune e non ci sarebbe da fare nemmeno un esproprio, ma, guarda caso (e questo Scaramelli non lo dice) in quel punto preciso la linea Alta Velocità ci passa, ma su viadotto. Quindi la stazione in linea dovrebbe essere sopraelevata. Con la necessità di realizzare i bue binari di scambio nelle due direzioni, su viadotto…

In seguito all’assemblea del Pd sullo stadio incompiuto e finito oltre che in … primapagina  anche su Striscia la Notizia, dopo che una serie di interventi la sconsigliavano, lo stesso Scaramelli ha detto che l’idea Stazione in linea andrà rivista e valutata bene. Ma intanto la sparata l’aveva già fatta.  E su Facebook continua a stamburare con la claque che lo incita: “Bravo, avanti così, sei tutti noi, facci sognare…”. Qualcuno cerca di fare presente che l’A.V. non è per i pendolari, che i treni Av potrebbero tranquillamente fermarsi alla stazione di Chiusi, uscendo ed entrando a Montallese e Ponticelli, che il tempo di frenata e fermata sulla linea AV (anzi sugli appositi binari di scambio necessari ) sarebbe più o meno lo stesso perché i treni che corrono a 300 all’ora non si fermano di colpo, ma i più vogliono la modernità e i collegamento con l’Europa. Vuoi mettere?

E di ieri un’altra sparata. Sempre di un sindaco, renziano pure lui, della prima ora, come Scaramelli. Si tratta del sindaco di Siena Bruno Valentini che non potendo chiedere una stazione AV sopraelevata perché a Siena i treni vanno ancora a gasolio, ha spostato il cannone sull’ospedale e ha mirato ad alzo zero: Le Scotte? L’ospedale va abbattuto e ricostruito di sana pianta. “E’ obsoleto” dice Valentini, ce ne vuole uno nuovo… E giù anche in questo caso paginate di giornale. Senza che l’idea sia stata nemmeno lontanamente presentata e discussa in Consiglio Comunale. Valentini dice di averne parlato con il governatore Rossi. Come Scaramelli per la Stazione. E il bello è che Rossi, nei suoi giri per il contado (la settimana scorsa era in Valdichiana) non avrebbe detto di no, anzi avrebbe addirittura incoraggiato le cannonate…  Chissà, forse avere i renziani dalla propria parte a Siena e altrove può tornargli utile.

Vedremo se anche Valentini, come Scaramelli, ai primi colpi della contraerea, farà anche lui marcia indietro dicendo che “la cosa andrà valutata meglio”… Certo che se questo è il nuovo che avanza. Se questo è il cambio di verso, stiamo freschi.

Sulla proposta di demolire e ricostruire ex novo l’ospedale de Le Scotte, fatta da Valentini, ecco di seguito la presa di posizione congiunta di Laura Vigni e Antonella Buscalferri. Consigliere comunale della Sinistra per Siena la prima e neuroanestesista alle Scotte, già componente della Deputazione Generale della Fondazione Mps la seconda… La nota non è tenera con il sindaco:

“Il Sindaco Valentini ha deciso: l’Ospedale delle Scotte va abbattuto e ricostruito. Ne ha addirittura già parlato con il Presidente della Regione, ma non ne ha discusso nel Consiglio Comunale, ritenendolo evidentemente superfluo. Questa ennesima sortita a chi la spara più grossa, rivela ancora una volta il suo disprezzo verso i rappresentanti eletti dai cittadini e un’idea di governo improvvisata. In primo luogo, se davvero non si tratta di una boutade, lo vogliamo invitare a discuterne nelle sedi preposte e non solo sulle pagine dei giornali.

Quanto poi al contenuto della proposta, è chiaro che gli edifici del complesso ospedaliero rivelano le pecche di una progettazione antiquata, ma non per questo l’unica soluzione è l’abbattimento.
A Marsiglia c’è un ospedale quasi identico alle Scotte, sul quale vengono effettuati regolari interventi di manutenzione e funziona perfettamente. Da noi invece manca un’idea di adeguamento generale del Policlinico, che valuti insieme l’economicità e la funzionalità, visto che anche negli ultimi anni sono stati svolti costosi lavori in alcuni reparti, che così andrebbero sprecati.
In primo luogo quindi bisogna riflettere sulla possibilità di migliorarne l’efficienza con interventi di ristrutturazione, mentre sembra affrettato e semplicistico ipotizzarne l’abbattimento e la ricostruzione, aprendo la strada a qualche grosso costruttore.
Già nel momento in cui si è proceduto alla riduzione di posti letto e alla riorganizzazione di alcuni reparti, era stato chiesto alla Direzione delle Scotte di poter visionare un piano di razionalizzazione degli spazi, ma inutilmente. Il Direttore, in un incontro con la Commissione consiliare Assetto del Territorio, ha parlato di un progetto di ampliamento dell’area di ingresso dell’Ospedale, prevedendo quindi solo nuove costruzioni, non un intervento sull’esistente.
Molto invece c’è da fare per migliorare gli edifici delle Scotte, ma non si parte da una situazione così disastrosa e in questi anni sono fatti investimenti che rendono la struttura sicura e per molti versi all’avanguardia. Di più si può fare per ridurre il consumo e la dispersione di energia impiegando nuove fonti rinnovabili, così come per migliorare la situazione dei parcheggi distribuendone l’utilizzo in tutta la giornata. Se i medici prestassero servizio negli ambulatori anche al pomeriggio, senza concentrare tutta l’attività nella sola mattinata, i pazienti potrebbero trovare posto più facilmente. Per riutilizzare meglio le strutture esistenti si potrebbe ad esempio destinare la nuova palazzina dirigenziale ad Hospice, al posto dell’attuale ospedale di comunità in Campansi, e spostare tutto il personale amministrativo negli spazi liberi del vecchio edificio.
Pensare che una nuova costruzione servirebbe ad attrarre medici migliori e più pazienti da fuori – come ha detto il Sindaco – mi sembra superficiale, perché i posti letto e le attrezzature già ci sono: semmai i primi sono stati ridotti e le seconde sono male utilizzate. A peggiorare la situazione interviene anche la crisi dell’Università di Siena, che determina l’allontanamento delle professionalità più affermate ma anche – con la riduzione dei posti per la Specializzazione – una diminuzione dell’attrazione verso i giovani medici. Eppure la tendenza che sembra affermarsi in Toscana, di diminuire sempre di più gli ospedali più piccoli, imporrebbe al Policlinico delle Scotte di diventare un punto di eccellenza per una zona più ampia, e non rinsecchirsi come sta accadendo.
Le problematiche sono quindi molte e complesse e il Sindaco Valentini, anche nel suo ruolo di Presidente della Conferenza dei Sindaci, dovrebbe muoversi con più cautela nel trattare questi argomenti ed assumere maggiore consapevolezza sulla delicatezza del momento per assicurare ai cittadini il miglior servizio sanitario.
Infine è indispensabile che i lavoratori ed i loro rappresentanti siano coinvolti in questo dibattito, perché sono i primi in grado di dare un contributo basato sull’esperienza e sulla conoscenza dell’organizzazione sanitaria”.

 

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