MPS E L’AUMENTO DI CAPITALE. C’E’ LA NAZIONALIZZAZIONE ALL’ORIZZONTE?

lunedì 09th, settembre 2013 / 18:44
MPS E L’AUMENTO DI CAPITALE. C’E’ LA NAZIONALIZZAZIONE ALL’ORIZZONTE?
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Gli analisti finanziari e la situazione di MPS. Il giornalista economico Pino Mencaroni: “ Era difficile trovare un miliardo, figuriamoci due e mezzo…”.

SIENA – L’accordo c’è, ma è più pesante del previsto e vanno anche anticipati i tempi. Il conto dell’UE presentato a MPS è salato. In questi giorni i media hanno riportato la notizia dell’accordo su MPS da parte dell’Unione Europea.  Un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro per Mps da realizzare nel corso del 2014. È questo l’importo dell’operazione stabilita in accordo tra il Ministero dell’economia e l’Unione europea per la banca senese. L’aumento di capitale disposto per Mps da Ue e Tesoro sarà finalizzato a rimborsare una parte rilevante dei oltre 4 miliardi di Monti bond in anticipo rispetto a quanto contemplato dall’attuale piano. Il piano di ristrutturazione della banca Mps, integrato con le richieste di Bruxelles che ha preteso venga alzato a 2,5 miliardi da 1 miliardo l’aumento di capitale previsto, sarà approvato probabilmente il 24 settembre dal cda che già mercoledì 11 inizierà l’esame delle linee guida.

Le reazioni degli analisti finanziari? Stamani l’agenzia Reuters scriveva: “ Mps pesante in Borsa dopo nuovo piano con aumento da 2,5 mld. Forte calo di banca Mps alla riapertura dei mercati dopo l’annuncio ufficiale che entro il 2014 l’istituto dovrà trovare 2,5 miliardi con un aumento di capitale per ripagare parte degli oltre 4 miliardi ricevuti in prestito dal Tesoro. “Non vedo proprio come il mercato possa prenderla bene. Sarà difficile trovare qualcuno disposto a sborsare tutti quei soldi, non sono davvero pochi”, ha detto un trader. La Fondazione Mps, oggi il primo azionista con poco più del 33,5%, ha già detto che si diluirà non avendo mezzi per coprire eventuali aumenti riservati ai soci e dovendo utilizzare parte delle azioni per pagare un debito residuo da 350 milioni con le banche creditrici. Se la banca non dovesse riuscire a ripagare entro il 2014 il debito con il Tesoro attraverso l’aumento, i Mont bond – sottoscritti dal Mef per oltre 4 miliardi – andrebbero convertiti nazionalizzando la banca. Negativo anche il commento di altri analisti che ritengono del tutto improbabile che Mps riesca a ripagare gli interessi sul prestito del Tesoro e a rimborsare il capitale ricevuto”. Oggi il titolo MPS ha chiusi con un  calo di meno 2,82%. Abbiamo fatto qualche domanda al giornalista economico dell’agenzia ASCA, Pino Mencaroni, co-autore insieme ad Alberto Ferrarese, del libro su MPS, “Il codice Salimbeni”: “ Conseguenze di tutto ciò? Il peso della Fondazione – afferma Mencaroni interpellato telefonicamente – è destinato a ridursi ulteriormente. Un altro dato importante è che il rimborso dei Monti bond doveva avvenire dal 2015 mentre invece una parte dovranno essere rimborsati entro il 2014 se il l’aumento di capitale avrà successo. Il peso della Fondazione è destinato a diventare irrisorio ( si parla del 5% addirittura – ndr). Una cifra così grossa come si trova? Dal punto di vista macroeconomico l’Italia, in questo momento, è il peggior Paese dove investire ed io sinceramente una fila di investitori esteri non ce li vedo. Se prima era difficile trovare un miliardo figuriamoci trovarne 2,5 miliardi è molto più difficile. Strada in salita quindi. Ci sarebbe la possibilità di un aumento di capitale a prezzi molto bassi, stracciati. Attualmente il valore delle azioni è 0,21. Viola il 22 di Luglio aveva detto che la Banca non apparteneva a Siena e parlava di un aumento di capitale di 1 miliardi di euro… ora che sono 2,5 miliardi di euro… MPS come banca non ha la capacità di pagare 350 milioni di interessi di Monti Bond… Dovessi scommettere oggi sulla nazionalizzazione di MPS? Oggi la probabilità è molto più grande di qualche tempo fa – chiosa Mencaroni- “.

Riuscirà MPS in un’impresa che molti analisti considerano titanica? C’è la nazionalizzazione all’orizzonte? E se, alla fine, proprio sulla prospettiva della nazionalizzazione, non avesse ragione chi lo ha detto sin dall’inizio?

David Busato

 

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