CHIUSI: QUANDO UN LIBRO INSEGNA CHE C’E’ VITA “PIU’ IN LA’ DEL SILENZIO”

lunedì 02nd, novembre 2026 / 10:34
CHIUSI: QUANDO UN LIBRO INSEGNA CHE C’E’ VITA “PIU’ IN LA’ DEL SILENZIO”
0 Flares 0 Flares ×

Venerdì 30 ottobre, alle ore 17:30, nella sala consiliare di Banca Tema a Chiusi Città, ha avuto luogo l’evento conclusivo delle celebrazioni per i sessant’anni di Ragazzi in Gamba, la storica rassegna nazionale dedicata alle espressioni artistiche dei giovani e delle scuole di tutta Italia. Per l’occasione, lo scrittore e regista Fabrizio Guarducci e la moglie, la scrittrice Monica Milandri, hanno presentato il loro nuovo libro Più in là del silenzio, edito da Le Lettere (2026).
L’evento è stato introdotto da Antonella Petrellini Fè il cui sguardo conteneva anche le idee ed i sogni lucenti di Marco, suo marito, ideatore e fondatore, insieme a Don Mosè Mannelli, del festival dei ragazzi.
Pierluigi Castelli, presidente di Ragazzi in gamba 2.0 ha condotto l’incontro ed ha alternato magistralmente al dialogo con gli autori la lettura di alcuni passaggi del libro con notevole intensità emotiva.

Un romanzo molto riuscito Più in là del silenzio, nel quale il lettore può ritrovare scampoli della letteratura americana del secondo dopoguerra; le famiglie salingeriane della upper middle class newyorkese si intravedono nei profili di Teodoro e Claudia, i protagonisti della storia, due anime affini le loro, destinate come tutte ad incastrarsi almeno per un po’.

Lo spettro di un finale non voluto, ma assolutamente possibile, la chance di salvarsi solo se si ha la capacità di ridefinirsi, sono i messaggi profondi che gli autori vogliono mettere in luce attraverso la narrazione.
Lui professore universitario, lei donna dall’eleganza minimal e proprietaria di un piccolo negozio d’abbigliamento, si conoscono ad una cena a casa di amici comuni; si notano, si piacciono, si frequentano. Una storia come tante la loro: due vite piuttosto diverse confluite nello stesso presente, spinte verso la stessa direzione.
“Lui rappresentava la profondità, lei la concretezza. Lui portava il pensiero, lei la vita quotidiana” (pag.35).
Silenzi e dialoghi colmi di gratitudine verso quel destino che li aveva fatti incontrare sono l’incipit di una relazione solida ed equilibrata destinata ad evolvere come tutte in quotidianità.

Con il susseguirsi dei giorni quel silenzio iniziale considerato da entrambi come spazio nel quale conoscersi e apprezzarsi e quindi percepito come risorsa, comincia a pesare trasformando la sintonia degli albori in fastidiosa distanza.
Non è più di quel luogo morbido sul quale approdare quando si ha bisogno di tornare ad abitare gli spazio dell’io, quanto piuttosto un istante del quale doversi giustificare quando avvertito come minaccia.
È così che Claudia e Teodoro cominciano ad allontanarsi nonostante cerchino in tutti i modi di trovare un antidoto alla gelida quiete che si cela dietro al non detto e alla mancanza di respiri condivisi.

L’armonia che prima li aveva sintonizzati sulla stessa frequenza si sta trasformando con il tempo in un’ingombrante dissonanza di fronte alla quale comunque la coppia non è orientata a cedere. Entrambi non vogliono arrendersi al vuoto, al nulla, al collasso che potrebbero celarsi oltre quel silenzio. Inconsapevolmente quindi si ritrovano uniti anche nella difficoltà ed insieme decidono di provare a trovare un punto dal quale ripartire.
Riflessioni profonde emergono durante la lettura di questa storia, l’impasse sentimentale che i personaggi attraversano è il cuore pulsante del racconto ed il lettore non può che intravedere se stesso nelle vicende emotive di Claudia e Teodoro.
Come invertire la rotta ed evitare la deriva? Attraverso quali risorse interne è possibile evitare il naufragio? La coppia sceglie di ripartire esattamente dal silenzio.

Una cena con amici organizzata in modalità off, dove nessuno può parlare, è l’escamotage per darsi una nuova possibilità, per vedere le cose da una prospettiva nuova. Nessuno può parlare durante la serata, è consentito soltanto osservare gesti, sguardi, movimenti inconsapevoli e poi è si può ascoltare. Mozart: Sinfonia n.40 in sol minore, in sottofondo.
In fondo assenza delle parole non significa vuota quiete; quella strana proposta per affrontare la serata in realtà non è che un invito per incominciare a vedere le potenzialità nascoste del silenzio e quindi osservare attentamente l’altro e se stessi. La mancanza di rumore permette di richiamare spazio ed aria, contemplare nuove prospettive, cogliere altre verità.
Teodoro e Claudia per non allontanarsi definitivamente decidono di rimodulare la qualità dei silenzi che si trovano ad abitare, li rivisitano e li riscoprono dando loro significati nuovi. Il silenzio quindi cambia forma, diventa una tela bianca sulla quale poter continuare a scrivere la loro storia, una rinnovata vita ed il loro rinnovato amore.
Si ritrovano avvolti in una quiete pari a quella che nella notte dei tempi era stata il grembo della creazione; prima del verbo di Dio l’universo era avvolto dal silenzio e loro erano esattamente lì in quello spazio calmo dal quale poteva di nuovo avere origine il tutto.
È da questo momento qui che i coniugi iniziano ad intravedere le prime luci della salvezza. La barca sta riprendendo la rotta per approdare ad altre possibili verità: amarsi non è una cosa semplice, è un’azione continua che richiede impegno, consapevolezza e coraggio di superare i propri limiti e accogliere quelli dell’altro.

La storia di Teodoro e Claudia ci racconta che perdersi per un po’ è una certezza, ma si ha sempre la possibilità di ritrovarsi se c’è la forza da entrambe le parti di restare, nonché la capacità di gestire con morbidezza i silenzi.
Il silenzio è una grande possibilità, è un terreno neutro al quale dobbiamo noi conferire l’appropriato valore. Può essere muro e allo stesso tempo risorsa, palude o spazio libero nel quale rimodulare il nostro linguaggio per poterci ritrovare.
Il libro di Guarducci e Milandri ci conferma che amare davvero e fino alla fine è un percorso incredibile, un traguardo fugace, un miraggio o forse la più bella e la più complessa delle verità.
Ognuno sperimenta e gestisce questa forza nel modo che sente più proprio, impariamo a starci dentro consapevoli che dovremo affrontare anche diverse mancanze.
Il silenzio non deve essere temuto va semplicemente gestito e trasformato, in fondo è stato la nostra prima casa, il nostro primo cielo, l’alba dalla quale ci siamo incamminati. La condizione alla quale torneremo.
Per Claudia ed il marito è stato il punto esatto dal quale ripartire.

E la copertina del libro con la riproduzione di un quadro di Edward Hopper, che nel dipingere i silenzi e l’incomunicabilità è il numero uno, ci sta tutta e calza a pennello al senso della storia.

A fine incontro, in un’atmosfera di raccoglimento e gratitudine per questo risveglio emotivo straordinario si è levato unanime il plauso della platea.

Bellissimo pomeriggio quello realizzato dallo staff Ragazzi in Gamba 2.0, in collaborazione con la Biblioteca Comunale Ottiero Ottieri e Banca Tema nella figura del direttore Stefano Margheriti che ha concesso gli spazi della meravigliosa sala consiliare dando vita ad un evento così intimo e profondo.
Tra il pubblico anche il produttore Matteo Cichero, molto vicino agli autori, che ha annunciato l’acquisto da parte della Rai del film diretto da Guarducci La partita delle emozioni. La storia è stata girata nei luoghi tra Chiusi e Chianciano ed andrà in onda il due dicembre su Rai 2.
Monica e Fabrizio, un incontro inatteso e splendido, la loro storia che ci ha portati a scavare dentro noi stessi e ripercorrere a ritroso alcune tappe del nostro cammino di coppia facendoci comprendere come sia possibile, se lo si vuole davvero, continuare a crescere Più in là del silenzio.

Paola Margheriti

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Mail YouTube