CHIUSI: RIPRESI I LAVORI ALLO SCAVO DELLA DOMUS ROMANA

venerdì 20th, settembre 2013 / 17:19
CHIUSI: RIPRESI I LAVORI ALLO SCAVO DELLA DOMUS ROMANA
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L’opera finanziata direttamente dal Comune. La speranza è renderla fruibile per Natale…

CHIUSI – Da qualche settimana sono ripresi a Chiusi, i lavori alla Domus Romana, che si trova a poche decine di metri dal Museo Nazionale Archelogico, in via Longobardi che per anni è rimasta sepolta dai teli e dalle tettoie di un cantiere chiuso.

I resti della antica e sfarzosa villa tornarono alla luce durante i lavori di ampliamento della suddetta strada, che porta al posteggio di Porta Lavinia. Secondo gli archeologi della Soprintendenza sarebbe risalente al I secolo d.C ed era costruita su più livelli. Probabilmente era la dimora di una ricca e potente famiglia aristocratica. Sono stati infatti rinvenute tracce di ambienti con pavimento a mosaico e intonaci dipinti alle pareti per circa 500 mq, oltre ad un impianto termale  negli scantinati. Evidentemente la famiglia che l’abitava si trattava bene e sapeva come vivere. Sempre secondo gli archeologi, la struttura sarebbe stata molto più ampia, addirittura di 7.000 mq, la più grande “domus” scoperta a Chiusi e forse nel centro Italia (escludendo Roma, naturalmente). La situazione della Villa romana di via Longobardi però cominciava a prendere le sembianze dell’ennesima incompiuta. Con il rischio che le vestigia tornate alla luce finissero per deteriorarsi e perdersi irrimediabilmente a causa dell’abbandono dello scavo, rimasto, come dicevamo, a lungo fermo. Sarebbe stato uno scandalo vero e proprio, per una città che nelle testimonianze archeologiche ha i suoi tesori più significativi.

L’opera è ripresa grazie all’intervento diretto dell’Amministrazione comunale, che si è sostituita allo Stato. E il sindaco Scaramelli lo fa notare:

“Non potevamo certo lasciare che un patrimonio artistico, culturale e storico restasse sepolto sotto la terra – commenta il primo cittadino – per la nostra Città così come per tutto il territorio era troppo importante trovare le risorse necessarie a far ripartire in tempi brevi i lavori così da poter presto fruire di questa meraviglia. Certo ancora una volta il Comune si è dovuta sobbarcare gli oneri ed i compiti dello Stato centrale, riuscendo a trovare risorse all’interno del proprio bilancio, mentre da Roma ogni governo che negli ultimi dieci anni si è succeduto non ha fatto altro che mozzare le gambe alla cultura quasi come se fosse il capro espiatorio della crisi. A tutto questo però ci siamo abituati e quindi niente di nuovo, noi siamo solo certi che con la cultura si può mangiare e che lo potranno fare anche tante altre generazioni future ed per questo che continueremo ad investire. La nostra Città – conclude il sindaco – ha un patrimonio storico enorme e sono soddisfatto che grazie ai nostri sforzi riusciremo a portare completamente alla luce una grande testimonianza dell’epoca romana che oltre a quella etrusca e longobarda hanno fatto grande la storia di Chiusi che a noi compete di valorizzare, conservare e consegnare alle future generazioni meglio di come noi l’abbiamo ereditata così che possa continuare ad essere tramandata”.

L’intenzione del Comune è quella di rendere fruibile la Domus Romana alla vigilia di Natale. “Sarebbe un bel regalo alla città, speriamo di farcela” dice il sindaco Scaramelli.

Certo, di situazioni, non proprio edificanti, circa il patrimonio archeologico ce ne sono. Il caso della villa romana rimasta a lungo sepolta da teli, tettorie e sterpaglie, non era e non è l’unico. C’è per esempio il sito al parco dei Forti, anche quello coperto da una tettoia (in questo caso non provvisoria) ma per nulla valorizzato. C’è poi l’ipogeo di Poggio Gaiella, più volte esplorato da archeologi (e anche da tombaroli) con il suo labirinto di tombe, resti di un tempio ecc. che alcuni hanno ipotizzato potesse essere il famoso labirinto di Porsenna e che invece langue tra i rovi, con le tombe che come visitatori vedono solo istrici, volpi e  tassi …

Comunque già la ripresa dei lavori alla Domus è una buona notizia. E non è una notizia da poco, perché non si tratta dell’ennesima tomba, dell’ennesimo frammento, come ce ne sono tanti nel territorio chiusino. In questo caso non è un reperto che racconta il culto dei morti, ma una testimonianza imponente, ricca di particolari, della vita quotidiana dei vivi. In particolare di una famiglia ricca e potente. Ma si sa, la storia l’hanno sempre scritta e tramandata i potenti. I poveracci la storia l’hanno fatta e pagata, spesso a caro prezzo, ma non hanno mai lasciato traccia, perché hanno sempre avuto poco da lasciare…

 

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