8 dicembre, Primapagina compie gli anni: se 27 vi sembran pochi…

venerdì 08th, dicembre 2017 / 11:29
8 dicembre, Primapagina compie gli anni: se 27 vi sembran pochi…
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CHIUSI – Oggi è l’8 dicembre. L’8 dicembre del 1990 usciva in edicola il n.0 di Primapagina. In copertina gli studenti in piazza contro la guerra, un editoriale dal titolo “Good morning Valdichiana” e un articolo su “due ospedali verso la chiusura”. Erano quelli di Torrita di Siena e Chiusi. Sono passati 27 anni. Sembra un secolo. I giornali ancora si compravano in edicola e per leggerli bisognava sfogliarli. In Valdichiana c’erano ancora 6 ospedali. E c’era ancora il Pci. Ancora per poco, già nel numero successivo (22 dicembre) primapagina titolava “Comunisti contro”. A febbraio ’91 il Pci si sciolse e nacquero il Pds e  Rifondazione Comunista. Era ancora normale che gli studenti scendessero in piazza contro la guerra. La squadra di calcio più forte de territorio era la Virtus Chianciano che però proprio in quel momento esonerò l’allenatore Mario Naldi.

All’inizio Primapagina usciva nelle edicole della Valdichiana senese più Città della Pieve. Già nel ’91 estese la diffusione a Castiglione del Lago. Nel ’93 ad Orvieto e all’Orvietano e anche al nord del Trasimeno. Il Patto Territoriale VATO (Valdichiana, Amiata, Trasimeno, Orvietano) è del 2000, Primapagina lo anticipò di… 10 anni, mettendo per la prima volta insieme, nella stesa edizione una parte di Toscana e una parte di Umbria.

27 anni non sono un secolo. Ma sono un tempo abbastanza lungo. Se si esclude l’Araldo Poliziano che aveva alle spalle una potenza come la Curia e dagli anni ’90 si è appoggiato al gruppo editoriale dei giornali diocesani toscani, altra potenza –  si può considerare la testata locale indipendente più longeva, senza mai interrompere la continuità.

Il Nuovo Corriere Senese (legato comunque al Pci) durò meno: dal 1967 al 1989. L’Agorà, di Chiusi dal 1980 al 1986, La Città Valdichiana di Montepulciano dal 1981 al 1986 e dall’88 all’89.  Proprio dalle crisi e dalla chiusura di queste tre esperienze nacque l’idea e il progetto di Primapagina. Che puntò tutto, fin da subito su una marcata indipendenza e sul profilo di giornale di confine. Con una struttura anche professionale e non solo volontaristica o “militante”.

Un po’ invecchiati e acciaccati (per l’età, ma anche per i colpi della crisi che hanno cambiato i connotati al panorama dell’informazione) siamo ancora al pezzo. Non più in edicola, dal 2015. Non più su carta. Solo on line, come moltissime altre testate simili, sparse in tutta Italia. Testate che hanno condiviso con Primapagina anche speranze, battaglie, iniziative come il forum nazionale “Cronache Italiane” organizzato proprio da Primapagina a Città della Pieve per 5 anni di seguito dal 2007 al 2011 o, prima ancora, gli incontri de “Le Voci dell’Italietta” tenutisi per lo più a Trento, ma anche a Chiusi, a Città di Castello, a Salerno… Fa piacere vedere giornalisti che si sono formati o hanno frequentato primapagina parlare dagli schermi della Rai o di altre reti televisive nazionali.

Oggi, con la facilità data dalla tecnologia, migliaia di persone ogni giorno “sfogliano” Primapagina sul proprio computer o sul telefonino. Molte commentano gli articoli. E i commenti, le repliche,  arrivano anche da figure delle istituzioni, dirigenti politici, esponenti dello sport o del mondo culturale. Segno che Primapagina un suo peso ce l’ha ed è riconosciuta come una voce autorevole.

E per fortuna aziende e soggetti diversi continuano ad affidare a Primapagina la propria pubblicità. Per noi è linfa vitale. L’unica fonte di sostentamento.

Non è cosa scontata. Nè automatica.  E di questi tempi nessuno regala niente a nessuno. Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno sostenuto e ci sostengono.  A tutti coloro che ci hanno consentito e ci consentono di andare avanti.

Continueremo ad esserci finché sarà possibile. Convinti come sempre, come alla vigilia di quell’8 dicembre di 27 anni fa, che una voce libera, indipendente e professionale sia importante e utile al territorio. Soprattutto ad un territorio di confine come quello a cui primapagina fa riferimento.

Non lo nascondiamo: ci è venuta tante volte la voglia di gettare la spugna. Di lasciar perdere e abbandonare il campo. Troppa fatica, troppe difficoltà, troppo poche le soddisfazioni. Non lo abbiamo mai fatto, abbiamo stretto i denti e la cinghia e abbiamo sempre tirato avanti.  Guardandoci in faccia, consapevoli che non si può piacere a a tutti,  ci siamo sempre detti che se primapagina non ci fosse, se chiudesse i battenti domani mattina, non solo noi, ma tutto il territorio sarebbe più povero e più muto. E allora avanti! Oggi un “prosecchino” per festeggiare le 27 candeline e da domani ancora lì a raccontare.

La redazione

 

 

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