MACRON E RENZI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?

lunedì 24th, aprile 2017 / 18:00
MACRON E RENZI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?
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E così in Francia al ballottaggio andranno Emmanuel Macron e Marine Le Pen. La bionda fascista, populista e sovranista (come si dice adesso) e il giovane ex ministro di Hollande, ex banchiere dei Rotschild che dopo aver frequentato i socialisti si è fatto un partito personale su misura che è risultato il più votato con qualcosa più del 23%. La Le Pen si è fermata poco sopra al 21…

Insomma un’esponente dell’estrema destra (Le Pen) e una sorta di Renzi d’oltralpe (Macron).  Il più votato candidato francese e l’ex premier italiano hanno la stessa età, più o meno, il transalpino sembra forse un tantino più “robusto” come esperienza politica pregressa. Un po’ meno “bomba”. I due però si somigliano. Entrambi hanno puntato tutto sulla “rottamazione” e sulla presa di distanze dal vecchio establishment, pur facendone parte a pieno titolo… Tutti e due sono figure ascrivibili al centro sinistra, sono amici delle banche e non amano i sindacati e la sinistra storica. Sono europeisti. E tutti e due somigliano un po’ anche a Berlusconi che fu il primo 23 anni fa a farsi il partito a propria immagine e somiglianza e  a vincere subito le elezioni.

Macron, per la verità, non le ha ancora vinte. Ha vinto una battaglia non la guerra. Ma può farcela. Perché la la destra moderata e gollista al ballottaggio voterà per lui. I socialisti di Hamon pure. Il voto li ha quasi cancellati, facendo pagare al partito che fu di Mitterrand gli errori e la debolezza di Hollande. Ma non solo di Hollande. Probabile che alla fine voterà per Macron anche una parte (forse una buona parte) della sinistra radicale che al primo turno ha sostenuto Melenchon, portandolo sulla soglia del 20% a pochissima distanza dai due vincitori…

Certo, sull’Europa, sul lavoro, sulla sovranità monetaria, sul liberismo come ricetta non più propinabile, Melenchon e la sinistra radicale hanno assunto e hanno posizioni che sembrano addirittura più vicine a quella della Le Pen che non al “liberal” Macron. Ma il richiamo della foresta si farà sentire. Potranno gli elettori della sinistra-sinistra votare mai per Marine Le Pen? Difficile. Per una questione di “pelle”, di “anima”, anche se la tentazione di dare una spallata al sistema c’è ed è forte. E c’è anche chi caldeggia una alleanza antagonista anche tra gli opposti estremismi…

In Italia il Pd esulta per il successo di Macron. E Renzi ha pure amesso di aver copiato per le primarie e per la recente convention al Lingotto di Torino lo slogan di Macron “en marche“, traducendolo in italiano con “In cammino”… Un po’ meno marziale quello renziano. Ma si sa, gli taliani sono meno marziali dei francesi.  I cugini d’oltralpe l’esortazione “Marchons! Marchons!” ce l’hanno pure nell’inno nazionale…

Dicevamo che Renzi e il Pd fanno festa per Macron. Ma la cosa è strana, perché il Pd fa parte della famiglia del socialismo europeo. Con il P.S. francese, che aveva candidato Hamon, vincitore delle primarie in casa propria. Anche questa folgorazione per il più centrista e ‘liberal’ Macron, rispetto ad Hamon, è l’ennesima conferma dello spostamento a destra del Pd e del suo allontanamento progressivo e inesorabile dall’alveo della sinistra storica.

Poi che Macron possa battere Marine Le Pen e la destra mentre con un candidato di sinistra tipo Melenchon sarebbe stato più difficile è un altro discorso.

Tra il voto di ieri in Francia e il ballottaggio che si terrà il 7 maggio, in Italia si svolgeranno le primarie del Pd previste per domenica prossima, 30 aprile. Temendo ancora una volta un “inquinamento” massiccio del voto da parte di elettori estranei al Pd per far vincere Renzi, c’è a sinistra chi comincia a prendere i considerazione l’idea di andare a votare alle primarie per sostenere Andrea Orlando (Emiliano sembra più indietro nei sondaggi) e provare a sfilare il Pd dalle mani di Renzi e dei renziani. L’idea è comprensibile e in linea teorica apprezzabile, secondo un’ottica di sinistra. Potremmo dire addiritura fiduciosa. Ma…

A parte il fatto che a nostro avviso il segretario di un partito (il segretario, non il candidato premier, magari di coalizione) dovrebbero sceglierlo gli iscritti a quel partito e non gli estranei, abbiamo la sensazioe che una buona affermazione di Orlando ed Emiliano, andrebbe paradossalmente a rafforzare proprio Renzi. Nessuno dei due sembra in grado, ragionevolmente, di vincere, quindi una buona percentuale a loro favore dimostrerebbe solo che il Pd non è un fortino renziano, avvalorando la tesi di un Pd ancora aperto e plurale, quando invece lo è sempre di meno… Meno voti prendereanno i due competitors e più Renzi e i renziani saranno isolati, soli, abbandonati, accerchiati dentro un fortino dove son rimasti solo loro

Questo senza dare giudizi di valore alle posizioni di Orlando ed Emiliano che  hanno certamente dignità. Ma sembra quasi che siano lì apposta per legittimare Renzi e la sua vittoria. Detto dall’esterno naturalmente. Da semplici osservatori. Se fossimo elettori del Pd probabilmente voteremmo per Orlando. Ma non ci sembra giusto mettere i piedi nel piatto di un partito e influenzare in qualche modo una scelta decisiva, ma interna a quel partito.

E quando parliamo di “inquinamento del voto” da parte di estranei al Pd non ci riferiamo solo ai cinesi e ai rumeni pagati per partecipare come è capitato in altre occasioni. Questo giornale ha fatto tante battaglie contro l’inquinamento. Ne abbiamo viste di tutti i colori in quasi 30 anni… Mai una volta però un caso di inquinamento a fin di bene.

Marco Lorenzoni

 

 

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