REFERENDUM NULLO, NIENTE QUORUM. A CHIUSI L’AREA ANTI PD NON SFONDA…

lunedì 18th, aprile 2016 / 11:15
REFERENDUM NULLO, NIENTE QUORUM. A CHIUSI L’AREA ANTI PD NON SFONDA…
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CHUSI – Avevamo scritto, qualche giorno fa, che il Referendum sulle trivellazioni in mare, a Chiusi valeva doppio. Perché , nell’imminenza delle elezioni amministrative, poteva rappresentare un momento di “conta” delle forze alternative al Pd, visto che il Pd con Renzi (e non solo Renzi) aveva invitato a non votare. Invece a Chiusi il referendum di ieri è valso esattamente quanto nel resto d’Italia. Anche nella cittadina di Porsenna infatti ha votato solo il 32,8% degli aventi diritto. Più o meno la stessa percentuale registrata a livello nazionale (31%).  Per la precisione, a Chiusi su 6.526 aventi diritto, hanno votato 2.141 elettori, pari 32,81% . Come prevedibile e previsto i Sì’ sono stati di più: 1.708, contro 402 no. Non è possibile nemmeno l’equazione Voti Sì uguale “area anti Pd”, perché l’appello di Renzi e Napolitano per l’astensione non è stato raccolto da tutti e una buona parte dell’elettorato Pd si è recato a votare. Lo hanno fatto il candidato sindaco Bettollini, gli assessore Micheletti e Sonnini, il segretario di Chiusi Scalo Guccione e molti iscritti e militanti, soprattutto quelli provenienti dai Ds. E non tutti hanno votato No, come Bersani. Ma i NO sono probabilmente quasi tutti attribuibili all’area Pd e un po’ di Confindustria illuminata, che comunque fa riferimento al Pd.

Diciamo che sfrondando il dato del Sì (1.708 voti) del possibile apporto di elettori Pd,  rimane un plafond di circa 1.500-1.600 voti da suddividere tra Movimento 5 Stelle, Lega e sinistra diffusa. Più o meno la quota raccolta 5 anni fa dalla Primavera e dalla Lista Fiorini… Insomma il Referendum, sostenuto a livello locale dal Comitato NO TRIV (che sta pensando ad una lista di sinistra), dalla Lega e dai 5 Stelle ha già dimostrato che salvo cataclismi o tsunami dell’ultimo momento, l’alternativa a Bettollini & C. avrebbe una certa consistenza se fosse unita, ma siccome è divisa, non ha molte chances di vittoria alle comunali.

Certo, alle comunali – si presume – l’astensione sarà in percentuale minore rispetto al 68% del referendum, e ci sta che un certo numero di liste e candidati, aumentando l’offerta, induca più gente a votare e quindi faccia calare la percentuale del NON VOTO, ma, se la matematica non è un’opinione, e non lo è, la possibilità che i 5 Stelle o altre formazioni possano impensierire Bettollini o insidiarne la vittoria appare veramente lontana.

Tra l’altro, la partita del Referendum Bettollini  l’ha giocata piuttosto bene. E’ stato, con Eva Barbanera di Cetona, l’unico sindaco della zona a dire che sarebbe andato a votare. Non ha enfatizzato il messaggio di Renzi e Napolitano, e non ha fatto fatto finta di niente come altri renziani doc (vedi la segretaria locale del Pd Pamela Fatighenti che non ha postato nemmeno una virgola a tal proposito sui social, lei che invece è piuttosto incline ai selfie); non ha denigrato le posizioni avverse…

Naturalmente c’è anche un rovescio della medaglia. Ed è il dato dell’astensione. L’ignavia, l’indifferenza della maggioranza schiacciante della popolazione di fronte al tema posto dal Referendum, ma anche di fronte ad un appuntamento con la democrazia. Questo non è buon segno per chi ha fatto la campagna referendaria, ma nemmeno per Bettolini e per il Pd. Una città “dalle forti tradizioni democratiche, antifasciste e di sinistra” in cui quasi il 70% dei cittadini diserta le urne, non è una città in buona salute. Quel quasi 70% di non voto e di indifferenza vuol dire che anche Chiusi , come il resto d’Italia, ha imboccato una china pericolosa, sicuramente scivolosa.

Giorgio Cioncoloni, leader della defunta Primavera, commentando il risultato referendario ha ricordato i versi di Dante “Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province ma bordello“. Verrebbe da aggiungere che Dante aveva già capito tutto anche di Chiusi: “… se tu riguardi Luni ed Urbisaglia come son ite e come di retro ad esse se ne vanno Chiusi e Sinigallia…

In effetti anche nelle Marche (dove si trovano Urbisaglia e Senigallia), una delle regioni promotrici del referendum ha votato solo il 34%… This is Italy…

m.l.

 

 

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