RIFIUTI, SOTTO INCHIESTA L’APPALTO A “SEI TOSCANA”. TREMA IL SISTEMA DI POTERE DEL PD…

giovedì 10th, marzo 2016 / 16:16
RIFIUTI, SOTTO INCHIESTA L’APPALTO A “SEI TOSCANA”. TREMA IL SISTEMA DI POTERE DEL PD…
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SIENA -Rifiuti: l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento affidato a SEI Toscana nell’area dell’ATO Toscana Sud, ovvero le province si Siena, Arezzo e Grosseto è finito nel mirino della magistratura. Si tratta di una torta da 140 milioni di euro. L’ipotesi di reato è turbativa d’asta.

La Guardia di Finanza nei giorni scorsi ha acquisito parte della documentazione relativa alla gara nelle sedi di Sei Toscana (la società aggiudicataria del servizio), e Sienambiente (capofila del raggruppamento di imprese partecipanti alla gara). Le perquisizioni – secondo quanto riporta l’Ansa – hanno riguardato il direttore generale dell’Ato Toscana Sud Andrea Corti, gli avvocati Marco Mariani e Valerio Menaldi, i commercialisti Eros Organni, Dario Capobianco e Luciano Nataloni (già indagato per Banca Etruria) e anche il presidente di Sienambiente Fabrizio Vigni, ex parlamentare toscano dei Ds. ato

Sulla gara il M5S della Toscana aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti e un’interrogazione in Consiglio regionale.

L’indagine è portata avanti dalla Procura di Firenze ed è in corso dal 2014-. Riguarda la procedura di affidamento del servizio di raccolta nel bacino dell’Ato Toscana Sud conclusasi nel 2012 con l’aggiudicazione al gestore unico Sei Toscana. Quella dell’ATO Toscana Sud è la prima gara di ambito nel settore dei rifiuti in Toscana (prevista dalla Legge Regionale n. 61/2007) e una delle prime in assoluto in Italia. Sei Toscana è un raggruppamento di imprese pubbliche e private. Il socio principale (con il 26,80% delle quote) è Sta (Società toscana ambiente), una holding di imprese cooperative fra cui spiccano il colosso emiliano Unieco e le toscane Cooplat e Castelnuovese (la coop a lungo guidata da Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria). Cooplat detiene da sola anche il 13% di Sei, mentre Sienambiente detiene il 23,79%.

L’attenzione della procura della Repubblica si è concentrata, a quanto risulta, sul bando di gara, che secondo le ipotesi di accusa sembra essere stato tagliato su misura per il raggruppamento vincitore. Colpisce anche la scarsità di concorrenti (tre, di cui due si ritirarono). Ma, dalle pieghe dell’inchiesta emergerebbe anche un particolare in più: gli investigatori starebbero infatti indagando anche su “presunte consulenze per quasi 120 mila euro che Andrea Corti, direttore di Ato Toscana Sud, avrebbe svolto a favore di Siena Ambiente dopo l’assegnazione della gara”. Altro tassello inquietante, diciamo così. Sempre che venga confermato.

Chiaro che la vicenda, al di là degli specifici aspetti, apre una falla nel sistema di potere del Pd, costruito largamente sulla rete di consociate che gestiscono i servizi per conto dei comuni nell’area della Toscana meridionale. Ed è bene che si cominci  a far luce…

 

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