CHIUSI LA PRIMAVERA ABBANDONA IL CAMPO. PER PROTESTA. DIMISSIONI IN BLOCCO DI TUTTI I CONSIGLIERI

lunedì 22nd, giugno 2015 / 19:57
CHIUSI LA PRIMAVERA ABBANDONA IL CAMPO. PER PROTESTA. DIMISSIONI IN BLOCCO DI TUTTI I CONSIGLIERI
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CHIUSI – L’avevano annunciato dopo il cambio di vicesindaco con il siluramento di Sonnini e la nomina del più fedele Bettollini da parte dell’ormai ex sindaco Scaramelli. E a pochi giorni di distanza la decisione irrevocabile è stata presa. Da qui alle prossime elezioni, La Primavera non parteciperà più alle sedute del Consiglio Comunale. Non è un ritiro dei consiglieri sull’Aventino, come avvenne dopo la controversa concessione della cittadinanza onoraria al Cav. Valori, è un abbandono del campo. Per mancato rispetto delle regole del gioco. I tre consiglieri della Primavera Cioncoloni, Barni e Bologni hanno infatto presentato le loro dimissioni dal Consiglio. E così faranno tutti gli altri non eletti della lista che potrebbero subentrare e cioè Rita Storelli, Luca Scaramelli, Tommaso Provvedi, Andrea Benicchi, Agnese Mangiabene, Gianluca Lorenzoni, Luciano Fiorani, Simonetta Bardini, Carla Biscottini e Cecilia Lucenti.

Per il neo vicesindaco, futuro “reggente” Bettollini (salvo decisioni diverse da parte del Prefetto), l’avventura da sindaco in pectore comincia male. Comincia in salita. E d’ora in avanti dovrà lavorare in solitaria. Al massimo con il no della sola consigliera Rita Fiorini che però potrebbe anche seguire le orme della Primavera. Per la maggioranza di centro sinistra non è un colpo ai fianchi, piuttosto duro. Una cosa del genere non era mai successa a Chiusi. Cose del genere succedono di solito nei “paesi di mafia”. Laddove insomma non sussistono più le condizioni di agibilità democratica. Certo, anche in assenza delle opposizioni o della maggioranza di esse (la primavera conta 3 consiglieri sui 4 di minoranza) Bettolini il Pd e gli striminziti cespugli che gli stanno attorno possono andare avanti e governare lo stesso. Ma l’immagine di un Consiglio Comunale e di una città senza opposizioni, o meglio con le opposizioni ritiratesi dal campionato, non è una bella immagine. E non è un bel viatico nemmeno per il sindaco Stefano Scaramelli all’avvio della sua esperienza in Regione.

Lo stesso Bettollini, non molto tempo fa aveva definito la giunta Scaramelli “la migliore giunta che abbia governato Chiusi” e le opposizioni consiliari “le migliori opposizioni”. Adesso le opposizioni hanno deciso di lasciarlo solo. Per protesta. Non per stanchezza. Con la richiesta al Prefetto di nominare un commissario ad acta e non dare l’incarico della reggenza al vicesindaco. E’ un gesto politicamente forte. Il più duro e “antagonista” che la Primavera abbia fatto in questi 4 anni. Vedremo se sarà anche il preludio ad una campagna elettorale altrettanto dura e alla riproposizione di una lista alternativa alle elezioni. Presto per dirlo, ma il segnale è forte e chiaro. Ed è una cannonata ad alzo  zero sulla gestione Scaramelli e sui silenzi della maggioranza.

Ecco di seguito il comunicato diffuco oggi da La Primavera:

I rappresentanti della lista civica “La Primavera di Chiusi” non parteciperanno più alle riunioni del consiglio comunale.

Questa mattina Fulvio Barni, Alessandro Bologni e Giorgio Cioncoloni hanno presentato le proprie dimissioni con l’accordo di tutti i candidati non eletti che rinunceranno ad eventuali richieste di sostituzione.

Questa vuole essere una forte denuncia rivolta ai cittadini nella speranza che aprano gli occhi nei riguardi dell’ascesa di una classe politica “barbara”, senza nessuna base culturale, affamata solo di potere, senza nessun rispetto delle istituzioni che rappresenta né delle persone che la circondano. Pseudo-politici che per raggiungere i propri scopi non guardano in faccia a nessuno, mettendo sotto i piedi sia chi li ha appoggiati, quando non serve più, sia chi cerca di contrastarli democraticamente, senza nessuna considerazione dei cittadini che questi rappresentano.

Negli ultimi dieci anni si sono impossessati del comune di Chiusi e ne hanno fatto una loro proprietà utilizzandolo come trampolino di lancio per carriere personali che niente hanno avuto a che vedere con l’interesse pubblico.

 Prima il sindaco Ceccobao, poi il sindaco Scaramelli hanno governato preoccupandosi soprattutto di ottenere la massima visibilità personale per aprirsi la strada della carriera politica utilizzando, oltretutto, l’ufficio stampa del comune per far apparire il loro operato come risolutivo per lo sviluppo della città che invece è andata sempre più degradando, sia economicamente che socialmente.

Basta leggere tutti i comunicati stampa emessi in questi anni o tutte le pagine del periodico “Chiusi Informa”, dove appare in primo piano prevalentemente la figura del sindaco, per rendersi conto di questo uso improprio e personale delle risorse pubbliche.

Entrambi hanno abbandonato prima del termine il loro incarico per andare a ricoprire ruoli superiori, tradendo così la fiducia dei cittadini che li avevano eletti per governare Chiusi.

Come se non bastasse il sindaco Scaramelli, dopo essere stato eletto consigliere regionale, e quindi in periodo di “decadenza” dalla carica, contro ogni etica politica, ha effettuato un rimpasto di giunta nominando vice sindaco l’assessore Bettolini, quasi a designarlo impropriamente suo successore, come ricompensa per l’aiuto datogli nella campagna elettorale, in modo che anche lui possa usufruire di questo eventuale anno di reggenza per propagandare la propria immagine.

I consiglieri comunali della lista “La Primavera di Chiusi” hanno sempre denunciato questi comportamenti e, nonostante l’ostracismo antidemocratico continuamente attuato nei loro confronti, hanno cercato di svolgere al meglio ed in maniera costruttiva il loro ruolo, nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini.

Adesso però vogliono dire “basta!” perché:

– ritengono che sia stato raggiunto il limite della decenza istituzionale;

– non intendono accettare questa appropriazione indebita degli incarichi pubblici;

– non hanno nessuna intenzione, con la loro presenza, di avallare le manovre di bassa lega che sono state messe in atto, contrarie a qualsiasi etica politica, e finalizzate esclusivamente a garantire rendite di potere personale;

– non intendono riconoscere l’operato amministrativo di un reggente, insediato all’ultimo momento dall’ex sindaco per fargli un favore personale, che non sia l’espressione del voto popolare, come prevede lo spirito della legge sull’elezione diretta del sindaco.

 La carica di consigliere regionale, assunta dall’ex sindaco Scaramelli è, per legge, incompatibile con quella di sindaco e quindi lo stesso si deve dimettere o deve essere dichiarato decaduto con le conseguenze che l’atto comporta.

E’auspicabile, pertanto, che S.E. il Prefetto applichi l’art. 68, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, che prevede la cessazione delle funzioni entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità, e, conseguentemente, l’art. 36 dello statuto del comune di Chiusi che prevede lo scioglimento del consiglio comunale per decadenza del sindaco la cui unica conseguenza non può essere che la successiva nomina di un commissario ad acta in quanto non può essere più assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi.

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