LA GUERRA IN UCRAINA, PARLA IMPRENDITORE CHIUSINO A KIEV

giovedì 22nd, gennaio 2015 / 19:07
LA GUERRA IN UCRAINA, PARLA IMPRENDITORE CHIUSINO A KIEV
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CHIUSI – Paolo Buricca alla fine degli anni ’70 era il centravanti del Chiusi. Adesso fa il rappresentante commerciale per 15 imprese italiane in Ucraina. Lavora lì da anni. Settore arredamento, arredobagno, sanitari… In questi giorni è nella capitale Kiev.

Lo abbiamo raggiunto via facebook , per sentire da lui quale è la situazione nel Paese. I Tg hanno dato oggi la notizia di sparatorie e colpi di mortaio a Donetsk contro un pullman, con morti e feriti.  Insomma la situazione sembra precipitare. Insomma c’è una guerra nel cuore dell’Europa.

Quale è la situazione, Paolo?

A Kiev per ora tutto bene… salvo qualche matto che mette una bomba da qualche parte. Bisogna stare molto attenti. L’aria è pesante anche qui… A Donetsk, Lughanski e in tutta la regione del Donbass però è veramente drammatica. Oggi  alcuni colpi di mortaio hanno colpito la fermata di un autobus,  per ora 12 morti e 6 feriti… 

I Tg dicono che anche l’aeroporto di Donetsk è completamente distrutto e ormai in mano ai filorussi…

Sì,  era molto moderno. L’avevano ristrutturato per i campionati Europei  di calcio del 2012. Ci sono stati circa 300 morti nel giro di 2 mesi ed è in mano ai filorussi… In quella zona si spara sul serio. E i morti sono veri, non invenzioni della propaganda…buricca paolo

La guerra civile sta creando problemi alle ditte che rappresenti?

Certo,  è inevitabile. Ma comunque qualcosa si vende. I soldi ci sono, ma  la gente ha paura a spenderli…

Comprensibile, vista la situazione, no?

Sì, comprensibile. Però è dura…

Hai paura? 

Ora sono a Kiev e qui la situazione è abbastanza tranquilla, ma lavoro in tutta l’Ucraina, a Lughanski in agosto vicino al negozio di un mio cliente hanno sparato con un mortaio, ci sono stati 8 morti e il negozio raso al suolo…

Cosa si dice in Ucraina  su una possibile soluzione del conflitto?

Si dice che Putin vuole un corridoio per la Crimea e non cede…

Si legge che ci sono trattative in corso, che coinvolgono anche Germania, Francia, Usa, per il cessate il fuoco, ma negli ultimi giorni mi pare che la situazione nel Donbass stia precipitando…

Mah… Europa e Usa  finanziano il governo Ucraino, nel quale figurano anche ministri stranieri (*1). E non certo di sinistra. Scelti direttamente dagli americani. Di fare un intervento militare, anche solo come forza di dissuasione non se ne parla… E invece credo che ce ne sarebbe bisogno…Nello stesso tempo impongono sanzioni e restrizioni alla Russia penalizzando l’economia e le imprese straniere, comprese quelle italiane che rappresento io. La Russia dal canto suo risponde comprando dalla Cina, vendendogli il gas a prezzo stracciato… Quindi il problema è anche economico…

Grazie, Paolo, in bocca al lupo. E occhio alla pelle.

Marco Lorenzoni

 

NOTA (*1)- I ministri stranieri nel governo di Kiev sono un’americana,  un lituano e  un georgiano. Il ministro delle Finanze sarà La statunitense Natalia Jaresko, che è di origine ucraina, amministratore delegato di un fondo di investimenti del gruppo Horizon Capital è ministro delle Finanze. Il portafoglio all’Economia è stato affidato al banchiere lituano Aivaras Abromavicius, partner della società di investimenti East Capital. Il ministro ha lavorato in Ucraina negli ultimi 20 anni, dopo aver ricoperto incarichi al Dipartimento di Stato americano. Il georgiano Alexander Kvitashvili, che è stato ministro della Salute e del Lavoro nel governo di Tbilisi, è ministro della sanità.

La cosa curiosa è che la scelta dei candidati stranieri per il nuovo esecutivo ucraino è stata seguita da due società di selezione di personale, Pedersen & Partners e Korn Ferry, che hanno trovato 185 potenziali candidati tra gli stranieri presenti a Kiev e tra i membri della comunità ucraina che lavorano all’Estero, in Canada, Stati Uniti e Regno Unito. Dopo i colloqui, i cacciatori di teste hanno ristretto la rosa a 24 candidati con i requisiti richiesti per lavorare nell’esecutivo da ministri, o funzionari altamente qualificati. Il processo di head hunting è stato sostenuto dalla Fondazione Renaissance, network globale di consulenza politica finanziato dal miliardario americano di origini ungheresi George Soros.   (fonte Il Sole 24 ore)

 

 

 

 

 

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