VALDICHIANA E DINTORNI: MOLTI PIU’ MORTI CHE NUOVI NATI. IL TURISMO NON BASTA. I DATI ISTAT SEGNALANO UNA SITUAZIONE CHE SI FA DRAMMATICA

VALDICHIANA E DINTORNI: MOLTI PIU’ MORTI CHE NUOVI NATI. IL TURISMO NON BASTA. I DATI ISTAT SEGNALANO UNA SITUAZIONE CHE SI FA DRAMMATICA
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Sono stati diffusi nei giorni scorsi i dati ISTAT sull’andamento demografico relativi ai primi 5 mesi del 2026.
A livello nazionale i nati sono 137.288, i morti 279.850, rapporto 0,49 (quasi 1 a 2).
In Toscana 7.586 nati e 18.907 morti, rapporto 0,40 (siamo ad un nato ogni 2,5 morti, media più bassa rispetto al dato nazionale). In Provincia di Siena 552 nati e 1.408 deceduti, rapporto 0,39 (media vicina a quella regionale).
Va molto peggio in alcuni comuni. In Valdichiana spicca come situazione negativa quella di Chianciano Terme: 8 nati, 47 morti, rapporto 0,17, ovvero quasi 6 morti per ogni nato. Montepulciano leggermente meglio, ma non benissimo, anzi: 17 nati, 79 morti, rapporto 0,22 (1 nato, 4,5 morti). Appena sotto la media provinciale invece Torrita di Siena con 15 nati e 42 morti, rapporto 0,36) Chiusi con 19 nati e 51 morti, 0,37; Sinalunga con 29 nati e 79 morti, 0,37. Castiglione del Lago, in Umbria 29 nati e 80 morti, rapporto 0,36.
Da tenere presente il fatto che i comuni citati non sono uguali per dimensioni e numero di abitanti. Per esempio, Montepulciano ha 900 abitanti in più di Sinalunga ma 12 nati in meno e 4-5000 abitanti più di Chiusi e Torrita, con lo stesso numero di nascite (2 meno di Chiusi e 2 più di Torrita). I nuovi nati vengono registrati nel comune di residenza dei genitori (o della madre se non coincidente con quello del padre o di padre non dichiarato).
I dati dicono che a Montepulciano, meta turistica per eccellenza, si nasce meno che altrove e questo significa che la residenzialità delle giovani coppie registra delle criticità. Idem Chianciano. Ma il saldo largamente negativo nascite-decessi e una situazione peggiore dei comuni della zona rispetto alla media provinciale, regionale e nazionale segnala che le criticità sono generalizzate. Chiusi, Sinalunga e Torrita si dimostrano anche sotto questo aspetto cittadine simili, speculari. La vicina Umbria (vedi Castiglione del Lago) mostra la medesima tendenza. In questo caso il confine regionale è come se non ci fosse. Nei comuni sotto i 5.000 abitanti l’andamento è identico, in molti casi con il saldo negativo ancora più accentuato. 
Problema generalizzato dunque. E comune a tutte le realtà delle aree interne, sempre più marginalizzate, private di servizi, spopolate e con la poca popolazione sempre più vecchia. Essendo più i vecchi e gli anziani dei giovani è normale siano di più anche i morti rispetto ai nuovi nati. E’ una questione matematica. Ma è evidente che i nostri paesi, le nostre cittadine, molto appetibili sul piano turistico, lo sono evidentemente meno sul piano dell’insediamento di popolazione giovane. Prezzi delle abitazioni generalmente molto alti, affitti proibitivi, servizi e “confort” sempre meno (posteggi, posti auto, collegamenti di trasporto pubblico, asili nido ecc…)  Solo in alcune realtà (vedi Chianciano o Chiusi Scalo) il costo al mq è calato parecchio rispetto a qualche anno fa, ma è calata anche la domanda. Dove è cresciuto il turismo sono saliti anche i prezzi ed è diminuita la qualità della vita per i residenti: prezzi generalmente più alti anche nei supermercati e negozi, movida molesta, maggiore difficoltà a trovare posteggi, facilità di prendere multe, popolazione espulsa dai centri storici per far posto ai B&B e alla case vacanza, attività artigianali e commerciali tradizionali sostituite da bistrot, enoteche, paninerie e cose per turisti mordi e fuggi. E dove c’è “movimento”, si sa, arriva anche più facilmente il malaffare: droga (cocaina, ma anche sostanze sintetiche), baby gang, prostituzione di vario genere e di vario livello.
Si dirà che queste cose c’erano tutte anche nella Chianciano da bere degli anni ’60-70-80, quando cioè la cittadina termale sembrava Las Vegas. E c’erano anche a Chiusi, che non era Las Vegas, ma è sempre stata un porto di mare ben collegato e facilmente raggiungibile. In parte anche a Sinalunga, perché sull’asse Perugia- Siena-Firenze e Arezzo-Siena. Vero. Ma anche adesso che il turismo sembra apparentemente più colto, più attento alle tematiche green, al buon bere e al buon mangiare, al paesaggio come esperienza da vivere, nessuna realtà ne è immune. Due giorni fa è stato “rastrellato” dai carabinieri  un bosco dello spaccio nei pressi di Trequanda, che è sì vicina a Sinalunga, ma in posizione piuttosto periferica e defilata… Questo per dire che non esistono davvero isole felici.
Tornando al trend demografico, è evidente che manchino politiche abitative che incentivino la residenzialità delle giovani coppie. La precarietà diffusa nel lavoro è un altro dei motivi di incertezza. Da considerare inoltre che una percentuale consistente (in alcuni casi sopra al 50%) dei nuovi nati è rappresentata da figli di immigrati. Pensate cosa sarebbe questo territorio senza di loro. Avremmo ancora asili nido, scuole materne, elementari e medie, ambulatori medici, uffici postali, pronti soccorso? La stessa battaglia ingaggiata anche da Regione Toscana e sindaci per salvare i punti nascita di Nottola, Poggibonsi e Montevarchi significa affermare che i territori non debbono essere sguarniti, che le giovani mamme hanno il diritto di far nascere i propri figli nei territori di residenza. Stesso discorso vale per le scuole, per le fermate dei treni dei bus… Poi c’è la questione della rigenerazione urbana che deve servire sì a riqualificare aree degradate, ma anche a riportare servizi e residenti nei centri abitati, perché senza residenti, alla lunga anche il turismo prenderà altre strade. Il turismo esperienziale in un paese cartolina svuotato e senza più anima non interessa a nessuno…
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