CHIUSI, LO ZIC BOOK FESTIVAL APRE UNA FINESTRA SUI BAMBINI DI GAZA

CHIUSI, LO ZIC BOOK FESTIVAL APRE UNA FINESTRA SUI BAMBINI DI GAZA
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DAL 15 AL 18 OTTOBRE IL FESTIVAL LETTERARIO, CON AFFINATI, RAIMO, ALICE KELLER, VIVIAN LAMARQUE

A Chiusi, per il terzo anno, torna Zic! Bookfestival, che è a tutti gli effetti un festival letterario.  “Le storie sono ponti”, questa l’espressione scelta dalla direttrice artistica Silvia Vecchini per questa edizione che si terrà dal 15 al 18 ottobre. Ed è proprio “il potere delle storie”, il filo conduttore della rassegna, dedicata in gran parte ai lettori più giovani, che saranno coinvolti anche attraverso laboratori, seminari, spettacoli, incontri con le scuole.

“In un mondo che si presenta sempre più complesso, frammentato, spesso violento, ci sembra sempre più urgente tessere reti, creare connessioni autentiche attraverso la parola, risvegliare la nostra capacità di sentire, pensare e immaginare insieme grazie alla condivisione delle storie. Per questa edizione abbiamo voluto mettere al centro la capacità delle storie di creare ponti e stringere legami. Sì, perché le storie sono ponti di parole che ci uniscono, ci portano dove non siamo ancora stati, ci fanno scoprire noi stessi, gli altri, il mondo in cui viviamo. Le storie ci permettono di trasmettere la memoria, di condividere le domande difficili. Le storie ci danno la possibilità di attraversare sentimenti, pensieri, punti di vista. Tutto attorno a noi ha una, più storie da raccontare. Anche la natura, anche la scienza, anche l’universo. Le storie ci permettono di farci più vicini, di ascoltare, conoscere, crescere, cambiare, immaginare il futuro”. Così Silvia Vecchini presenta lo Zic 2026. Che è un festival attento a ciò che succede nel mondo. E per questo apre finestre su situazioni e questioni sulle quali è bene non chiudere gli occhi.

Ci sarà, per esempio una mostra particolare e attualissima. Titolo HeART for Gaza, Children’s Art from the Genocide. Arte dei bambini dal genocidio. Si tratta di disegni realizzati dai bambini di Gaza. Ci sarà l’esposizione dei lavori di Allowasabi, arteterapia tessile, ovvero la Costituzione ricamata sulla stoffa… E ci sarà anche una riflessione sulla scuola democratica, con Christian Raimo e poi con Eraldo Affinati.

Altri autori, attori e musicisti presenti Alice Keller, autrice che ha esplorato diverse tipologie di scrittura, dalla poesia al fumetto, dagli albi illustrati alle storie per lettori più esperti che raccontano l’amicizia, la scoperta del mondo e dei sentimenti; Federica Buglioni, nei cui libri di divulgazione si incontrano le parole della scienza che ci connettono all’ambiente; Luisa Mattia autrice dei romanzi “Segui la tigre”, finalista al premio Campiello Giovani, e “Tempesta Matteotti”, vincitore della XXI edizione del Premio Giacomo Matteotti, prestigioso riconoscimento promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli attori Claudio Milani e Alessia Canducci. Fra gli eventi per il pubblico adulto e non solo per ragazzi, l’incontro con Vivian Lamarque, Premio Strega 2023.

Sabato 17 il Teatro Mascagni ospiterà lo spettacolo “Stardust” ispirato al libro ecologico e rivoluzionario di Hannah Arnesen che ha ricevuto il premio Braw Amazing Bookshelf Sustainability 2025. Lo spettacolo, con musiche di Federico Squassabia, la voce di Alessia Canducci e le straordinarie immagini dell’autrice, attraversa il tempo e lo spazio ed è una riflessione sull’umanità e sul pianeta che abitiamo.

L’immagine di questa edizione festival è stata donata da Veronica Truttero, talentuosa illustratrice che ha più volte collaborato con Alice Keller, ospite del festival. Nella sua immagine, tratta dall’albo illustrato “Di notte” (Camelozampa editore), una civetta sorvola il paesaggio notturno e si dirige verso la città portando nel suo volo un bambino.

Con le storie insomma si vola, si sogna, si costruiscono ponti, si attraversano paesaggi, si creano simbiosi. Leggere e ascoltare fa bene alla salute. E all’anima.

La direttrice Silvia Vecchini scrive storie per ragazzi. E’ un’esperta in questo campo. Il festival chiusino ha nell’attenzione ai lettori e cittadini più giovani ancora in età di formazione, come gli studenti della scuola primaria e secondaria, il suo tratto distintivo, la sua “chiave”, la sua specificità. Troppo sbilanciato verso i bambini e i ragazzi? Forse. Ma… far vedere ai ragazzi di Chiusi (e non solo) i disegni dei loro coetanei martoriati di Gaza è una scelta forte, decisa. Un modo per dire da che parte si sta e da che parte bisogna stare.

Ci fa piacere che una cosa del genere avvenga nella città in cui questo giornale ha sede,  perché del “raccontare storie” anche attraverso altre modalità rispetto al giornalismo, vedi il teatro di narrazione, abbiamo fatto una sorta di secondo lavoro, per far conoscere meglio in territorio che abitiamo e per dire, appunto, da che parte si sta… C’è dunque sintonia in questo.

In un’epoca in cui tutto sembra omologato, appiattito, dove la narrazione mainstream è spesso un “pensiero unico”, volto addirittura a giustificare la guerra, dove i filtri rappresentati un tempo dalla politica, dai sindacati, dall’informazione libera e indipendente sono sempre più labili e dove vige la dittatura dell’algoritmo (che non è neutra, ma al servizio del potere economico dominante), parlare di storie e mettere in mostra i disegni di bambini che vivono fra le macerie di una città assediata come nel medioevo è quasi oro colato.

m.l.

 

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