CHIUSI, COMUNE E ANPI RENDONO OMAGGIO ALLA TOMBA DEL “POLACCO”, IL PARTIGIANO UCCISO DAI PARTIGIANI
CHIUSI – Il Comune di Chiusi, con un post su facebook fa sapere che “questa mattina l’Amministrazione Comunale e la sezione ANPI ‘Tiradritti” di Chiusi si sono recate al Cimitero Militare Germanico di Pomezia per rendere omaggio alla tomba di Joseph Klucine, detto “Il Polacco”. Ovvero il soldato della Wermacht che nei primi mesi del ’44 disertò nei pressi di Chiusi, chiedendo di unirsi ai partigiani della Brigata SIMAR che operava sul Monte Cetona e da questi poi accolto, isolato e infine fucilato il 6 giugno ’44, vicino a Sarteano, per divergenze sulla condotta della guerra di liberazione e sui metodi di lotta.
Il Polacco è il protagonista dello spettacolo “Lo straniero” allestito da primapagina e portato in scena in molti comuni della zona e anche del nord Italia con una trentina di repliche, fra il 2024 e 2025. Spettacolo sostenuto da Anpi, dal Comune di Chiusi e da tutti i comuni che lo hanno ospitato.
La vicenda del Polacco è una pagina scura, amara, dolorosa e controversa della Resistenza in questo territorio. Una “faida” interna alle formazioni partigiane come ce ne sono state tante, ma nel caso specifico viziata anche da pregiudizi: Joseph Klucine era polacco, quindi uno straniero, era un disertore (dell’esercito germanico) e il comandante della Simar colonnello Silvio Marenco non amava gli stranieri e temeva che quel ragazzone biondo venuto dal nord gli insidiasse la leadership, perché aveva carisma e sapeva combattere. Marenco era un militare in pensione, e come tale diffidava dei disertori.
Alla visita al cimitero tedesco di Pomezia hanno preso parte il Sindaco Sonnini, il Consigliere Mario Cottini, il Presidente Anpi Pietro Carloncelli e il Presidente Onorario Stefano Bistarini, cui si deve la fatica di rintracciare la tomba, su cui è stato deposto un omaggio floreale, con il messaggio: “Al Partigiano Joseph Klucine – Il nucleo comunale di Chiusi delle Bande di Liberazione – Gap 1943-1944”. Con i simboli del Comune e dell’Anpi.
“Un gesto – scrive il comune – fortemente voluto da ANPI e condiviso dall’Amministrazione per restituire memoria a una figura profondamente legata alla Resistenza del nostro territorio, riaffermando l’importanza di non dimenticare chi scelse di ribellarsi al nazifascismo”.
Ci dispiace che Primapagina non sia stata coinvolta e invitata all’iniziativa. Avremmo partecipato volentieri. Lo avevamo promesso a Fausto Pacchieri, presidente Anpi scomparso prematuramente a maggio e ci andremo per conto nostro. Ci sono andati Anpi e Comune e va bene lo stesso. Un passo che avvalora, comunque, il lavoro che abbiamo fatto in questi anni su questa storia.
In ogni caso, il nostro contributo alla memoria di Joseph Klucine crediamo di averlo dato. Per 80 anni, il Polacco è passato per “una testa calda” e una “scheggia impazzita” che stava mettendo a rischio la sopravvivenza delle bande partigiane di Chiusi e della zona, e invece era solo un partigiano che voleva combattere i nazisti che lo avevano arruolato a forza e voleva farla finita con loro prima possibile, senza attendismi e senza compromessi con il nemico. Crediamo di avergli restituito la dignità e la verità che meritava.

Prima proponendo e ottenendo di inserire il suo nome fra quelli dei partigiani che figurano sulla stele al Cimitero comunale, poi con lo spettacolo Lo straniero, rappresentato a Chiusi (3 volte), a Cetona, a Villastrada (2 volte), a Città della Pieve, a Chianciano, a Fonte Vetriana, a San Casciano Bagni, a Torrita di Siena e in molte sale, feste e piazze del nord Italia.
Una cosa ci sentiamo di dire e che né l’Anpi, né il Comune hanno detto a margine della visita: se la storia di Joseph Klucine è controversa, è certamente strano e anomalo che i suoi resti riposino in un cimitero di guerra germanico. Il Polacco aveva disertato. Come è possibile che un “disertore” sia stato sepolto insieme ai soldati della Wermacht e delle SS? La lapide spiega poco o niente. C’è solo il cognome, niente altro. 

Sappiamo che all’inizio, dopo l’esecuzione da parte dei partigiani della Simar a pochi giorni dalla liberazione nei pressi della cartiera di Sarteano e a liberazione avvenuta, per un po’ di tempo la tomba si trovava nel vecchio cimitero del paese del Saracino. Sappiamo che alcuni compagni di lotta gli portavano i fiori. Poi è sparita.
Il fatto che si trovi in un cimitero di guerra tedesco fa sorgere un dubbio: quello che possa essere un tentativo fatto a posteriori, per avvalorare le tesi difensive del Colonnello Marenco e della Simar secondo cui Klucine era addirittura un infiltrato, in combutta con il nemico (cosa mai appurata e totalmente senza riscontri oggettivi) e dunque per avvalorarne e giustificarne l’uccisione a sangue freddo. E per non rivangare oltre. Un po’ come l’oblio e la damnatio memoriae che per lunghi decenni ha accompagnato la vicenda e il nome di Joseph Klucine.
Una tomba è una tomba. E l’umana pietà non può fare distinzioni sulla base delle insegne del cimitero, ma i resti del Polacco non dovrebbero essere lì.
Se sono lì, è per avvalorare una tesi diversa, opposta e contraria a quella per la quale il suo nome figura sulla stele al cimitero di Chiusi. Una tesi diversa fatta propria dai vertici dell’Anpi senese e della Valdichiana, che hanno mal digerito anche lo spettacolo Lo Straniero, mai dalla sezione di Chiusi, che invece quello spettacolo – vale la pena ricordarlo – lo ha sempre supportato e promosso.
Va anche detto che, secondo la linea Marenco, TUTTI i giovani partigiani che facevano parte della banda del Polacco avrebbero dovuto essere passati per le armi e dunque rischiarono di fare la stessa fine. Per la cronaca, erano tutti chiusini e “disertori”, in quanto renitenti alle leva della Repubblica di Salò. Questo per dire che il termine disertori, usato di recente da una giovane esponente del Pd per dire NO al riarmo e al bellicismo, non ha una accezione negativa, tutt’altro. Il più delle volte disertare vuol dire scegliere di stare dalla parte giusta invece che da quella sbagliata.
m.l.









Bravo lorenzoni giornalista editore e compagno.
Solo cronaca. Con un filo di ragionamento. D’altra parte sulla vicenda del Polacco abbiamo lavorato parecchio, prima per ricostruirla, poi per portarla in scena e farla conoscere. E se oggi non è più una brutta storia sepolta sotto il tappeto credo si debba in gran parte a quel lavoro che abbiamo fatto insieme. No?
Purtroppo nelle guerre succedono anche questi fatti e cioè quelli che si formino spessissimo posizioni contrapposte ed anche ferocemente avversarie fra loro stesse ma che pregiudicano al fondo delle questioni la storia generale ed il valore per la quale viene combattuta tale battaglia.Chi lo dice che ”il polacco” non fosse un infiltrato nelle bande partigiane ? Purtroppo non lo dice nessuno, come per lo stesso peso non lo dice nessuno che abbia ricoperto un ruolo che impensieriva lo stesso Marenco.Non esistono elementi oggettivi che provino tutto questo,se non l’interpretazione degli atti e dei fatti.Io credo che in questi casi la storia sempre controversa che tende a nascondere le verità e che queste possano venir utilizzate sia dall’una che dall’altra parte, ci dia solo una risposta, una risposta che è quella del dubbio e non quella della sicurezza. Bene avete fatto voi ad interpretare teatralmente la storia perchè per i giudizi è bene portare quanta carne la si possa portare sul fuoco, ma credo-nella mia ignoranza- di comprendere anche dalla parte dei vertici dell’ANPI di poter ottemperare alla salvaguardia del ”nocciolo” duro ed essenziale della Resistenza, senza però chiaramente nascondere o di non ricercare le verità,che devono esere difese se verità siano.Perchè sono le verità che fanno la storia complessiva ed anche quella delle FINALI RAGIONI POLITICHE. iL LATO UMANO DELLE QUESTIONI CHE ESISTE SEMPRE DENTRO TALI VICISSITUDINI E CHE DEVE ESSERE CONOSCIUTO PER UNA NECESSARIA VALUTAZIONE, IN CASO DI GUERRA ESTREMA PUO’ ANCHE ESSERRE SUBALTERNO ALLE RAGIONI ESSENZIALI DELLA LOTTA,CHE SONO QUELLE POLITICHE ! Si,è stata una diatriba interna alla Resistenza quella che ha prodotto quella tragedia anche perchè su di essa si sono innestate le volontà dei vertici di coloro che -guarda caso-si erano ben premuniti di conservare la propria autonomia sul piano militare ed operativo- e tu Marco sai di cosa parlo- perchè Alfio Marchini capo militare della Brigata Risorgimento aveva contattato la SIMAR nella persona di Silvio Marenco per poter unire le forze sul territorio e predisporle a fronteggiare i tedeschi ed i fascisti in ritirata, ma ne ricevette un assoluto diniego, e la ragione di questo si riallaccia alle monteplici ragioni simili e messe in atto in quel periodo quando il fronte di guerra traversava il nostro territorio ( vedi la controversa storia di Lanfranco Bonanni riguardante la strage di Montebuono ) e messa in atto soprattutto dalle forze del controspionaggio inglesi che non vedevano di buon occhio che le bande partigiane che operavano sul territorio a cavallo fra Umbria e Toscana fossero composte prevalentemente da comunisti.La storia del Bonanni è indicativa di quali fossero le forze sotterranee che operavano affinchè nel dopoguerra il colore degli schieramenti politici che si sarebbero formati ed organizzati in partiti, fossero prevalentemente di un colore solo : quello bianco che garantiva quel concone dove si sarebbero smorzate le rivendicazioni dei ceti subalterni,perchè quello rosso sarebbe divenato un problema, ed un problema anche per quei partiti che avevano ospitato al loro interno i fascisti sia repubblichini sia le famiglie che per il ventennio avevano dato consenso al regime. Quando si parla di storie di guerra emerge un sentmento che ritengo giusto da parte della gente comune che è quello del DINIEGO DELLA VIOLENZA ,quella violenza che si stà preparando anche oggi non tanto in sordina nel nostro paese e che rischia di ricondurci alla guerra le cui nubi si stanno addensando in questo tempo. Occorre avere le idee chiare che la violenza nella storia dell’Europa ha sempre formato le sue condizioni perchè si espletassero nella stessa Europa e tale violenza si è sempre dispiegata contro gli interessi del popolo italiano e dei popoli europei, soprattutto quelli i cui regimi hanno lavorato per affermarla.Oggi credo che tutti percepiscano che sia in atto tale movimento di approccio a tale questione attraverso il susseguirsi mediatico di illazioni, provocazioni e smentite, ma il filone principale è quello che ci dicono tramite il comparto mediatico che l’Europa corra il rischio di essere invasa ed allora la risultante sia quella di armarsi, di togliere alla gente comune i soldi dalla sanità, dalla scuola, dal poter fronteggiare la lievitazione dei prezzi e dei costi dell’energia. A tal proposito lGiorgia Mmeloni giorni fà ha detto che la politica del suo governo è stataquella di correre al riparo per diminuire i costi dell’energia, ma qualcuno le dovrebbe ricordare che il suo governo e lei stessa hanno nfrmato in compartecipazione all’europa della Von der Layen le sanzioni alla Russia in conseguenza della quali il prezzo del gas ed anche il petrolio che noi oggi mendichiamo a quasi quattro volte tanto dagli Stati Uniti e da altri paesi arabi come l’Algeria ed anche altri stati africani sarebbero potuti andare a risolvere molti problemi degli italiani e della nostra industria. Invece è successo il contraio seguendo la politica dettata da Draghi, quella delle sue precise parole ”Putin deve perdere ! ”.Questi caro marco sono guerrafondai nel vero e reale senso delle questioni e ci dicono che facciano l’interesse dell’europa ma da una parte premono perchè si acuiscano le tensioni e dall’altra ti portano al ragionamento dell’accettazione delle conseguenze dicendoti che la responsabilità sia della russia e non di coloro che stanno gestendo il sistema Europa. Questa è la verità vera e reale,verità confermata dai fatti e che vede la crescita delle destre nazifasciste e xenofbe in tutat europa ed anche da noi sostenute dalla propaganda verso l’ignoranza pèolitica del popolo italiano che pagherà questi prezzi di sicuro in un gfuturo non tanto lontano. Sono parole grosse quelle che disse qualcuno di mia conoscenza circa 150 or sono quando gli fu posta la domanda” con quale mezzo la borghesia riesce a superare le crisi ?”.La risposta fu : ”Per un verso distruggendo una grande quantità di forze produttive (COSA QUESTA CHE OGGI STA AVVENENDO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI IN PERFETTO SILENZIO DEI TUTTI E CON LA COMPARTECIPAZIONE INDIRETTA DI QUELLA CHE SI FA CHIAMARE SINISTRA ) e per un altro conquistando nuovi mercati e sfruttando più intensamente i mercati già esistenti.Con quale mezzo dunque ? Preparando crisi sempre più estese e violente !” E non è forse tutto questo quello che si stà proflando oggi ? Anche se molti aspetti e dettagli oggi non sono più paragonabili a quelli di 150 anni or sono, le fondamentalità rimangono le stesse, anzi per altri aspetti ancora più rafforzate.E allora credo che valga la pena riflettere sulla natura del sistema in cui siamo immersi e sulla ragione della presenza dei suoi gestori, che rappresentano un arco politico lunghissimo che va dall’attuale sedicente sinistra alla destra più estrema, comprendendo tutti e comprendendo un popolo di ignavi che il mondo soprattutto mediatico ha fatto cambiare nell’arco di soli 30 anni, inducendo e ricorrendo alla tecnologia manovrata del capitalismo ricattatore, che redistribuisce le risorse e le possibilità di vita con grandi squlibri ed occorre capire che tutto questo faccia parte delle prerogative di questo sistema dove viviamo.Non proprio il signor nessuno- e parlo di Bertold Brecht ebbe a dire rivolto alle masse predate dall’ideologia populista e nazista ”…Vi verseranno grappa nella gola, ma voi dovete rimanere lucidi…”.Ecco siamo a questi punti, sia in italia sia in tutta Europa, mentre vediamo riformarsi le stesse basi della natura di quella sua storia che ha portato alla seconda guerra mondiale: la crescita in brevissimo tempo – a causa della crisi degli Stati che hanno perseguito politiche prettamente capitalistiche lasciando ai margini le necessità sociali – e che nella loro crisi automaticamente prendano impulso le idee di destra di pochi uomini al comando che offuscano e fano diminuire la ”democrazia che nel dopoguerra veniva invocata”. E allora sarebbe doveroso chiedersi a cosa sia servita lo strumento di questa democrazia,-non come concetto che è una condizione superiore dell’esistenza umana – ma da cosa sia stata penetrata tale democrazia affinchè venissero raggiunti i livelli che vediamo oggi ? La risposta qual’è,quella che possa essere più plausibile e più evidentemente aderente alla realà ?: io credo che sia quella che il sistema che noi in occidente abbiamo applicato per almeno tre secoli alle nostre politiche ed anche alla nostra idea della vita non sia più sufficiente a comprendere il mondo e che abbia dato adito al formarsi di un altro mondo che bussa alle nostre porte.Fermare tale processo è come fermare il vento con le mano,mentre sale una pressione su di noi che parla di fosche visioni, fosche in tutti i sensi e che prelude ad uno scontro generale dove il sistema vigente cerca spasmodicamente di ributtare indietro le forze che lui stesso ha evocato.Una battaglia impari che può essere vinta solo con la guerra economica e soprattutto oggi con quella sul piano militare.E allora quei due giovani che hanno parlato dal palco del PD dicendo di ribellarsi a tutto questo e che secondo me proprio dalla loro casa verranno dissuasi e riassorbiti in modo da continuare ad appoggiare i governi bellicisti europei, avevano ragione. Purtroppo anche in passato chi aveva ragione è stato costretto a veder annullate le proprie idee ed essere ridotto ai minimi termini.Ma la risposta a tutto questo è quella ipocrita che occorre preparaci a fare la guerra perchè la Russia ci invaderà.. E allora i poveri che nulla hanno a che spartire oggi con quel partito, trovino la forma ed il verso di ribellarsi e sciogliere i cani, come hamno fatto i loro predecessori la cui affidabilità politica, economica e sociale era ben altra cosa e che è terminata 30 anni fa, per la quale anche i poveri hano raggiunto nun certo benessere ma che oggi stanno per essere rigettati all’indietro nella ”Ppubelle dell’Histoire” dove si sono trovati da secoli. Ma la storia spesso si nutre di corsi e ricorsi e le paure ed i timori che queste istanze possano prendere peso dentro a quel partito sono ovunque e la maggior parte si prepara a stopparle. Probabilmente- come si dice ” Dio non voglia” – ci saranno tempi nei quali vedremo altri Klucine…..Ecco perchè quello che si prepara dovrebbe vedere quei ”poveri” assere e pesare dalla parte giusta. Fin’ora questo non è successo perchè sono stati merce subalterna, che ha costituito la forza del sistema che li condanna.
Sulla vicenda e uccisione del polacco c’è stato un processo giudiziario nel 1951. Imputato Silvio Marenco e altri, cioè quelli che sostenevano che fosse un elemento pericoloso, di disturbo, probabilmente un infiltrato e per tali motivi fu isolato e fatto fuori. A Chiusi il comune e l”Anpi hanno ufficialmente ritenuto giusto onorare la memoria del polacco, avvalorando la tesi sostenuta anche dallo spettacolo lo straniero, l’Anpi di Siena e Valdichiana invece ha sempre sostenuto e avvalorato la tesi di chi ne decise l’eliminazione. Questi sono fatti. Il responsabile Anpi Valdichiana Giglioni si incaricò di venirlo a dire alla replica de Lo Straniero che andò in scena a San Casciano Bagni, davanti a tutta la platea.
Appunto, da quanto dici, in questa vicenda si scontrano due tesi,che alla fine sono tutte e due di contenuto politico, indipendentemente dallo spettacolo che è stato fatto, anch’esso di contenuto politico ma con caratteristiche di maggiore vicinanza alla vicenda umana.E’ quanto ho detto nell’intervento e l’ho detto anche con una dose di pelled’oca e che concerne le finalità della lotta e la comprensione che le vicenda umana ed individuale,debba essere subalterna a quella più generale della lotta e del trionfo nel tempo dell’affermazione delle finalità alle quali serve la lotta stessa .Credo che in quell’italia che vide ” uomini contro ” ci fosse un emergere di tali relazioni fra i comportamenti individuali e quelli di chi la lotta organizzava per vincere,anche in presenza certamente di condizioni che erano evidenziate e che si battevano per la parte che tifava per il Centro Monarchico e quindi per il ristabilimento di quelle condizioni che socialmente avevano contribuito tramite le dirigenze all’affermarsi se non proprio del regime fascista ma di certo a quello che era lo Status della Monarchia protetto dalle forze militari fedeli al Re. Con tutto questo voglio solamente dire che in mancanza di testimonianze dirette che volevano far risalire alle responsabilità di Marenco per le quali egli stesso era stato portato in giudizio, il fatto dell’insubordinazione e del rischio ”di frazionismo” quindi della possibile sostituzione della direzione della Simar per la quale si diceva che Marenco avesse fiutato il pericolo di Klucine, la sua cattura ed uccisione credo vada vista sotto una luce più generale che si ricollega alle necesità di quel momento e quando si è in guerra tu m’insegni che non si stia a guardare tanto per il sottile, e questo da ogni parte,sia interna chè esterna.Purtroppo ci sono sempre stati avvenimenti terribili dove il sangue è scorso a fiumi soprattutto da parte dei poveri militari semplici che anche nella prima guerra mondiale si rifiutavano di uscire dalle trincee ed andare con tutta sicurezza a morire sotto le mitraglie austriache.Lo si deve sapere che era in atto la cosiddetta ”decimazione” che consisteva di mettere in fila militari anche che non si erano rifiutati di andare all’assalto e messi in fiila gli ufficiali contavano fino a dieci ed il decimo usciva dalle file e veniva fucilato subito senza guardare chi fosse e cosa aveva fatto.Questa era la legge imposta dalle gerarchie militari che proteggevano il re V.E.III ed il suo apparato di stato sabaudo, ed oggi ancora a pensare c’è chi lo difenda….Anche nella II guerra mondiale in Unione Sovietica chi si rifiutava di andare all’assalto delle truppe invasori naziste doveva fare i conti con il commissario del popolo che doveva a sua volta rendere conto all’NKVD di Berija per ordine di Stalin che aveva decretato ”non un passo indietro !”.Come si vede allora la carne da cannone composta dai poveri è sempre esistita e le condizioni per le quali ancor oggi valgano queste regole non sono troppo sicuro che non esistano più e che in caso di pericolo non vengano applicate, facendo dei poveri la carne da cannone per i detentori del potere.Oggi le guerre si combattono con i droni ma le presenze umane che li comandano sono sottoposti tutti a tutto questo in ogni latitudine e sotto ogni regime.Ecco perchè tali ”poveri” dovrebbero esere coscenti e riflettere in quale direzione vengono spinti e pensare che al vertice di tutto e di tutta la piramide sociale oggi ci sono poche centinaia di uomini che posseggono un potere e ricchezza quasi infinite e che manovrano per restare in sella,come sempre è stato.Sono questi ai quali alla fine s’inchina anche la sinistra-quella che sinistra non è- e che oggi spinge verso il riarmo contravvenenendo ai dettami della Costituzione- e allora non fatevi mangiare gli attributi dalle mosche perchè saranno i più -come sempre è stato-a sopportarne le conseguenze.
Alla fine dei discorsi: 1) questo giornale ha ritenuto e ritiene doveroso e giusto dare risalto e corretta collocazione alla figura di Joseph Klucine, come partigiano; 2) ritiene che la sua uccisione fu una forzatura frutto di pregiudizi e di logiche di comando: 3) ritiene giusto che il comune di Chiusi abbia inserito il suo nome nella stele dedicata ai partigiani (se fosse stato un doppiogiochista e infiltrato ed elemento pericoloso ciò non avrebbe senso); 4) ritiene che la sepoltura in un cimitero di guerra germanico insieme ai militari della Wermacht e delle SS, del disertore Klucine sia una incongruenza inspiegabile, take da ingenerare il dubbio che si tratti di un tentativo a posteriori di avvalorare le tesi che portarono alla sua eliminazione. E che quindi sia improprio e ingiusto che i resti di Klucine riposino lì. E non un cimitero normale insieme ad altri partigiani e resistenti.5) che di questo si dovrebbe discutere.
Non metto minimamente in discussione l’elenco che fai, soprattutto quello che rivesti di incongruenza che le sue spoglie possano riposare in un cimitero di guerra germanico.Ma con il mio discorso volevo mettere l’accento solo su una cosa- e che non è uno scherzo- ed è quella che la sicurezza di quanto dici, di quanto dico io, di quanto afferma l’Anpi non esiste, per il semplice fatto che queste vicende avvenute in quei frangenti e contesti danno spazio ad una ridda di interpretazioni che diventano a posteriori preda di chi voglia far passare ed accostare le tesi esposte ai propri interessi. Ed In questi interessi- beninteso e senza fronzoli- ci posono benissimo stare anche quelli dell’ANPI cosi come quelli di altri, di tutti gli altri che per qualsiasi motivo dopo espressa una idea e se non venga accettata tale idea per motivi o ideologici e di interessi politici, ne rivogano un altra contraria.Al dunque io penso che dove non ci sia una dimostrata ragione e verità su tale natura di fatti, occorrerebbe chiarire proprio per amore della verità oggettiva e dei testimoni (cosa non facile in questo caso se non impossibile ) che tutto quanto ne consegua sono interpretazioni. Sulle interpretazioni poi va anche bene ed è anche normale che si appuntino le rappresentazioni teatrali che ben vengano per far conoscere le vicissitudini e ciò che è passato in Italia, ma a distanza di più di 80 anni da quei fatti e che soprattutto a quel tempo erano tenuti riservatamente ”coperti”per le ragioni che abbiamo esaminato e la storia raccontata prende un valore che suggella quella che diventa una verità agli occhi delle generazioni odierne.Daltronde non potrebbe essere diverso da questo e lo sò, ma sò anche che la sicurezza in questi casi non esiste ed i messaggi che ne escono credo che vadano visti anche e soprattutto alla luce di ”interessi più generali” ed in tal caso credo di capire che l’ANPI sia di Siena ma soprattutto quella nazionale abbia mai perorato il contrario, perchè diversamente sarebbe scaduta in una perdita severa di credibilità, cosa questa che mai è avvenuta e che nel caso di cui si parla ventilando che abbia tentato di offuscare la vicenda della sepoltura in un cimitero di guerra tedesco per celare forse qualcosa.E allora ne consegue che se le vicissitudini del renitente polacco passato ai partigiani non si conoscono o si conoscono relativamente per le sue azioni, va bene imbastirci sopra una rapprentazione teatrale che è doverosissima specialmente alla luce di oggi e che trae le considerazioni finali che condivido perchè lo spettacolo l’ho visto due volte e mi è piaciuto moltissimo, ma credo che occorra dire che tutto questo è e si tratta di una interpretazione e per certi aspetti siamo nel campo delle ipotesi. Per farla finita credo che nemmeno uno come Dino Faleri od altri come lui sapessero la verità vera della vicenda del polacco. Poi oggi nessuno di noi c’era in quei momenti od era stato all’epoca concepito, per cui le sole cose che esistono sono quelle della storia e di ciò che la storia ha lasciato ai posteri. Ma in questi casi parecchia è nebbia e se in fondo alla nebbia si intraveda qualche luce ne và parlato come è stato fatto dalla vostra rappresentazione,che fra l’altro se ben ricordo pone anche alla fine dei giusti e doverosi interrogativi che diventano anche questi ”forza essenziale” agli occhi di chi li ascolta per capire in quali momenti si siano formate certe istanze e vicissitudini delle quali la verità oggettiva debba obbligatoriamente tener conto.
Ma il comune di Chiusi ha messo il nome di un “infiltrato” della stele dedicata ai partigiani nel cimitero comunale? Ovviamente no. E avrà fatto le sue verifiche, per cui se il nome Klucine figura in quella stele è a tutti gli effetti un partigiano, da onorare come Mario Morgantini e gli altri. E un partigiano (e disertore della Wermacht) non può stare in un cimitero di guerra germanico. Tutto qui
Si ,ma alle altre migliaia di vittime,quando gli rendiamo omaggio ?
Ogni anno il 26 giugno viene redo omaggio ai militari del Commonwealth per lo più sudafricani che liberarono la città. Il 25 aprile, ogni anno, si rende omaggio a tutte le vittime del nazifascismo (civili, militari, partigiani) e a tutti coloro che contribuirono alla liberazione o ne pagarono il conto. Il polacco Klucine fu vittima di una guerra nella guerra, oscura e inusitata. Rendendo omaggio a lui, riportando la sua storia fuori dall’ oblio, si rende omaggio a tutti coloro che incapparono nelle medesime incresciose situazioni. Resta il fatto che anche eventi e casi oscuri, che certamente ci furono, non cambiano il senso della storia. Forse se tu avessi visto lo spettacolo Lo Straniero te ne saresti reso conto. Lì non si fanno sconti. A nessuno. Ma il senso della storia non cambia.
Direttore,hai capito benissimo a cosa mi riferivo io !
Il sangue dei vinti !
Chi rende omaggio alle migliaia di vittime continuata fino agi primi anni ’50 ??
Anche a Chiusi ci furono persone uccise ,picchiate fino alla sedia a rotelle, spariti,sotterrat vivi!
Vogliamo ancora negare le vittime dell’ odio,dell’ invidia
e delle rivalse personali ?
Non dimentichiamoci che TOGLIATTI fece un amnistia, 22 giugno 1946,, non tanto per i fascisti, ma anche per tutti i crimini e le nefandezze perpetrate da molti che si credevano ” PARTIGIANI ” !
Basta leggere ,giustappunto, ” il sangue dei vinti ” di Giampaolo Pensa, un giornalista e scrittore ,non certo di destra !!
Sono passati 80 anni ! Un ammissione di reità non farebbe male ,anzi !!!
Niccolò, questo giornale, con lo spettacolo “Lo straniero”, sulla vicenda del Polacco, la sua parte l’ha fatta. Per 80 anni quella vicenda era rimasta sottotraccia, nessuno ne voleva parlare, neanche coloro che stavano con lui e rischiarono seriamente di fare la stessa fine. Tantomeno coloro che per obbedire agli ordini superiori, perché in guerra gli ordini si eseguono e non si contestano, lo fecero fuori. Le storie vanno raccontate tutte e fino in fondo – lo abbiamo sempre detto e scritto – e ogni storia singola è un paradigma di molte altre. E comunque il sangue dei vinti è il sangue di gente che di sangue ne aveva fatto versare parecchio e che aveva partecipato a rastrellamenti, delazioni, fucilazioni, deportazioni, non solo di partigiani combattenti, ma anche di civili inermi e senza alcuna colpa. Gente che aveva scelto di rimanere o di stare, dopo l’armistizio, dalla parte dell’occupante nazista, di condividerne la ferocia. Tra i “vinti” di verginelle senza peccato non ce n’era nemmeno una. Molti erano giovani, certo, e come i partigiani avevano fatto una scelta. Anche in buona fede. Ma una scelta sbagliata.
X Niccolò Martinozzi.Anche tu Niccolo sai benissimo tutto, o quasi….ma del fatto di ciò che dici e che sembra che tu lo metta sul piatto della bilancia quando parli del ” sangue dei vinti” forse ne fai una valutazione che vorrebbe essere paritaria in un senso o nell’altro e questo che fai e che pensi si appoggia su una considerazione che secondo me non valuta completamente i tempi che sono passati e ciò che ha ricevuto l’italia a cominciare dagli ani ’20 del 1900 quando i poveri cristi già tartassati da fame e miseria si videro in parte repressi ed in parte coinvolti in violenze verso le loro stesse fasce sociali. Si parla di miseria, morte e distruzione,di MILIONI – e non esagero dicendo di MILIONI perchè oltre alle vittime della guerra scatenata dal fascismo e le sue spedizioni punitive degli anni 20 ci sarebbero da sommare le conseguenze che si sono abbattute sulla popolazione da parte di un regime che grazie alla propaganda che c’è sempre stata in italia affermante che il fascismo era un ” fascismo da operetta” come per dire che le conseguenze del malgoverno del regime erano poche, superficiali e che non inficiavano la vita delle persone.per decenni la propaganda italiana nel dopoguerra fino a qualche anno fa ha retto questa visione.Vedi Niccolò, In tutti i regimi in specialmodo quelli autoritari c’è gente che stà bene e che accresce le proprie posizioni economiche e sociali prendendo parte al consolidamente del regime perchè le conviene e vi sia invece una grossa parte delle persone che è subalterna a tali decisioni, che non ha voce in capitolo e che le subisce. Allora tu siccome tuitto questo lo sai, per favore non venre a porre sullo stesso piatto della bilancia i meriti ed i demeriti di ciò che è stato e di ciò che per VENTI ANNI ABBIA DOVUTO SOPPORTARE L’ITALIA, perchè se tu facessi questa operazione che sembra ti piaccia fare e riportare all’attenzione dei lettori calcando in senso ”paritario” ciò che sia avvenuto da una parte e dall’altra,non solo manifesti la volontà di riaprire un discorso purtroppo mai sopito ma gli dai un significato di ingiustizia generale che non avrebbe dovuto compiersi al cambio di regime. Sono d’accordo con te che è nella NATURA UMANA LA REAZIONE VIRULENTA DI CHI HA SUBITO PER VENTI LUNGHI ANNI,SOPRATTUTTO LE GUERRE,ANCHE QUELLE SCATENATE NEI CONFRONTI DI ALTRI PAESI COME SPAGNA, RUSSIA, ETIOPIA,GRECIA ED ALBANIA, MA ALLORA PERCHE’ NON MISURI LA QUANTITA’ DI QUEL SANGUE VERSATO DAGLI ITALIANI VISTO CHE TI PIACE FARE I CONFRONTI CREDENDO CHE SIANO CONFRONTI CHE AVREBBERO RICHIESTO L’IMPARZIALITA’? QUANDO SUCCEDONO QUESTE COSE NULLA DIVENTA IMPARZIALE O PARZIALE MA I FATTI PERSONALI CHE TU ANNOVERI E CHE SENZ’ALTRO SONO AVVENUTI NON SONO COMMENSURABILI A TUTTO IL RESTO DURATO VENTI ANNI CON TUTTO QUELLO CHE HANNO PRODOTTO QUEI VENTI ANNI E LE LORO CONSEGUENZE ! E allora la verità oggettiva è anche quella che tu annoveri dell’opera di Togliatti quando era Ministro della Giustizia e che graziò anche diversi assassini sia di destra sia di sinistra, ma il contenuto principale della sua politica fu quello che cercava di ottenere una riappacifiacazione del popolo italiano perchè aveva la coscenza che diversamente ancora di più i ”poveri” avrebbero pagato le discrasie di quel sistema e questo sarebbe stato inevitabile. Si sarebbe ricominciato ancora un altra volta a pienare l’itala di violenza ma purtroppo c’era chi di questa situazione se ne approfittava e se ne faceva scudo e questi erano principalmente quei residui COSPIQUI DEL FASCISMO che non era stato distrutto ma che si era imboscato nello stato ed anche soprattutto all’interno della sue istituzioni, all’ombra e protetto dal grande mantello della DC e del Vaticano,quel Vaticano di Pio XII che forniva ai torturatori fascisti e collezionisti di occhi ( Ante Pavelic e compagni Ustasha ) il lasciapassare diplomatico di quella che era chiamata ”la via dei topi” per espatriare nella spagna di Franco od in Sud America. Stessa cose è avvenuta per le tanto invocate conseguenze che cita anche proprio Pansa quando parlava delle Foibe per mettere l’accento sulle stragi dei ” comunisti titini” i quali ebbero quelle reazioni uccidendo anche italiani innocenti dopo che il fascismo aveva messo a ferro e fuoco i territori della Croazia e facendo 35000 vittime fra donne vecchie bambini.Queste reazioni negli uomini ci sono sempre state e quqndo i tartassati si sono liberati degli oppressori e di chi li aveva invasi hanno fatto quella che ritenevano giustizia di chi li aveva repressi ed ucci a loro volta,anche se in mezzo a questi ci sono stti degli innocenti, ma tutto questo ricade sulle spalle del fascismo del quale oggi non se ne è mai parlato e nemmeno Mattarela ama parlarne quando celebra le foibe. Quella ” giustizia” che comprende le reazioni di chi si vede distrutta la propria vita fino alla morte proprio per i desideri di conquista di eserciti e di regimi che prendono spunto e fomentano le guerre e le stragi e delle quali stragi sono I PRIMI RESPONSABILI SIA DAL LATO MORALE E DA QUELLO PENALE ! E allora come vedi il mettere sulla bilancia della verità pesi diversi delle responsabilità produce solo violenza, risentimento e soprattutto falsità storiche che vengono manipolate dal complesso mediatico di turno che si adatta ipocritamente ai governi di turno ed oggi -nel mondo attuale- le falsità storiche dilagano perchè caro Niccolò le generazioni soprattutto quelle più giovani della nostra non ne vgliono sapere della storia che è passata e non ne vogliono sapere proprio” come formazione che hanno ricevuto” sia dalla scuola sia dalla società così come è stata costituita e dove hanno dominato non ”I comunisti” sia chiaro ai quali Berlusconi affermava con le sue parole ”siete soltanto dei poveri comunisti !…” cosa vergognosa questa perchè sono stati anche i comunisti ad essere stati presenti nel riscatto morale dell’italia con la loro resistenza insiema ad altri che non potevano più sopportare le violenze avvenuto contro chi l’aveva affossata(questo lo si deve sapere ). Oggi come vedi gli hanno intitolato anche un aereoporto a Silvio Berlusconi e questo ti dà la misura a quale punto di putrefazione e di degrado morale siano giunte le istituzioni dopo che per 80 anni dal 1945 l’italia è stata governata da un solo partito che per reggere e governare non ha mai disdegnato di allearsi con i cosiddetti ”quelli di prima” cioè i fascisti, per fare la diga ,ma alla fine i risultati sono sotto gli occhi di tutti e sono quelli che la sinsistra è stata diluita e cancellata ed al suo posto è subentrata la politica che rispecchia la debolezza e l’incocludenza di quella che io ho sempre identificato come ”povertà culturale del popolo italiano” perchè caro Niccolò, me lo insegni anche tu che i ”poveri” quando non si organizzano e non hanno nessun partito serio alle spalle è facile dominarli, soprattutto da parte di chi ha il potere,sia quello economico, politico e che possiede anche quello culturale e quello del dover reagire a questo non basta più quando i partiti sono incancreniti ed hanno perso il loro valore di rappresentatività delle idee e vince e sopravvive solo coloro che seguono il concetto dei soldi nella società perchè solo quello resta ed è quello che domina nella sottocultura generale e politica, l’arrivismo e l’ipocrisia politica e l’arrabattarsi anche da parte degli stessi poveri per tirare a vivere.Questa per la quale mi sono dilungato forse troppo come al solito è’ la storia del mondo Niccolò ed anche una parte della storia dell’Italia moderna, ma credo che chi dovrebbe prendere coscenza di tutto questo dovrebbero essere gli stessi ” poveri” perchè se aspettano che chi difenda i loro interessi siano questi ”venduti morali” al capitalismo più brutale che vediamo nel mondo, allora per loro verràno anche tempi peggiori,che purtroppo sono quelli che si stanno approssimando e si stanno approssimando perchè l’Europa è comandata ed indirizzata con la forza e con la direzione propria che mostra la perversa natura del capitalismo eretto a sistema e se non saranno i popoli a farla terminare sarà peggio per tutti, anche per i cosiddetti ”ricchi” la cui sorte seguirà a ruota, perchè quel ”fungo” che non è un porcino ma ben altro e che non risparmia nessuno e stavolta è probabile che verrà usato perchè il sistema prima di crollare le tenta di tutte,sia chiaro ! Lo ha fatto in passato con i mezzi che aveva in passato e lo farà anche oggi.E allora occorre distinguere da quale parte stare e stare dalla parte della giustizia non da quella che la combatte e che si crede di sopravvivere alla catastrofe.Scusa la lunghezza.