CHIUSI, IL 20 AGOSTO “L’ITALIA CHIAMO'” ALLA TENSOSTRUTTURA: IN RICORDO DI FAUSTO PACCHIERI. E DI GUCCINI

CHIUSI, IL 20 AGOSTO “L’ITALIA CHIAMO'” ALLA TENSOSTRUTTURA: IN RICORDO DI FAUSTO PACCHIERI. E DI GUCCINI
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CHIUSI – Ce lo hanno chiesto in tanti, anche dopo le ultime due repliche a Cetona e Città della Pieve a inizio luglio. E così giovedì 20 agosto riporteremo in scena L’Italia chiamò. L’appuntamento è pe per le ore 21,15, presso la Tensostruttura del chiostro San Francesco a Chiusi Città. Lo spettacolo viene riproposto per chi non lo ha visto, per chi non c’era… Ma soprattutto per ricordare un amico che se ne è andato troppo presto: Fausto Pacchieri. L’iniziativa stavolta non è  promossa da Primapagina, ma dalla sezione Tiradritti dell’Anpi di Chiusi, di cui Fausto era il presidente e l’animatore infaticabile. Con il patrocinio e il sostegno del Comune. Lo facciamo più che volentieri perché Fausto era uno di noi, ha sempre partecipato e condiviso, insieme ad Anpi, il percorso che abbiamo intrapreso con i vari spettacoli sulla storia e la memoria di questo territorio.

Come abbiamo già scritto in altri articoli, in occasione di precedenti repliche, lo spettacolo è un reading cin accompagnamento musicale live, sui primi 50 anni di Italia unita, dall’impresa dei Mille alla Grande Guerra, raccontati attraverso 6 storie minime, alcune anche ignobili, ambientate quasi tutte in queste terre di mezzo, fra Valdichiana, monte Cetona, monte Amiata, Maremma…  Sono storie di poveracci, per lo più giovani, in qualche caso giovanissimi, che si trovarono coinvolti in avvenimenti e situazioni più grandi di loro: garibaldini pieni di speranze che rimangono delusi; contadini abbrutiti che diventano desperados; predicatori mistici scambiati per pericolosi sovversivi; ferrovieri anarchici che vogliono farla pagare cara a lorsignori; briganti con il cavallo veloce e il grilletto facile; fanti 18enni mandati al fronte sul Monte Tomba (un nome che è tutto un programma); mamme e mogli costrette a pagare a caro prezzo la violenza del potere, ma anche le malelingue e il perbenismo…

Siccome una delle storie narrate ha a che fare con una canzone di Francesco Guccini, la replica de L’Italia chiamò, giovedì 20, sarà anche il nostro saluto/tributo al Maestrone che ci ha lasciato, anche lui, una settimana fa… 

Insomma una serata per Fausto e per Guccini. Ma sarà, perché lo spettacolo questo è, anche una “ballata” di parole e musica contro la guerra, contro il bellicismo e il militarismo, contro l’ottusità e la violenza, spesso cieca, di chi pensa di risolvere le questioni con le armi e anche del potere costituito, che a volte non si fa scrupoli ad usare il pugno di ferro e a sparare nel mucchio.

Come sempre le voci narranti saranno Alessandro Lanzani e Carla Roso, la colonna sonora sarà affidata a Dario Perini, mentre Luca Tateo farà la sua parte animando la scena. Non si escludono sorprese dell’ultimo momento. L’ingresso è libero. Il posto è suggestivo, ci si sta benissimo la sera. Noi, come soggetto produttore, insieme ad Anpi e Comune, ce la metteremo tutta per fare una cosa fatta bene. Vi aspettiamo.

 

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