CITTA’ DELLA PIEVE, “INFARINATA ” IN FORMA RIDOTTA E PALIO AL CASTELLO: SESTA VITTORIA CONSECUTIVA, E’ UNA DITTATURA

domenica 23rd, agosto 2026 / 22:01
CITTA’ DELLA PIEVE, “INFARINATA ” IN FORMA RIDOTTA E PALIO AL CASTELLO: SESTA VITTORIA CONSECUTIVA, E’ UNA DITTATURA
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CITTA’ DELLA PIEVE – In una Città della Pieve triste e attonita per la scomparsa improvvisa di Paolo Pausilli, detto Paolino, noto mobiliere, ma soprattutto figura presente e attiva nella società civile pievese, dalla squadra di calcio al Comitato per il Gemellaggio, ad altri sodalizi, si è tenuto oggi il tradizionale e sentitissimo Palio dei Terzieri. The show must go on. E la sfida fra gli arcieri nella “Caccia del toro” è stata come sempre avvincente fino all’ultima freccia. Ha vinto ancora una volta il Terziere Castello: 6 vittorie nelle ultime 6 edizioni disputate, 27 vittorie totali. Una dittatura, verrebbe da dire. Per il terziere neroverde capitanato da Leonardo Rampi, hanno gareggiato Alessandro Tittocchia, Francesco Cesaretti e Daniele Pepponi che hanno totalizzato 129 punti contro i 99 del Borgo Dentro e i 93 del Casalino.

Ma i robinhood della “Maremma” (così si autodefiniscono quelli del Casalino) sono stati battuti e lasciati in ultima posizione solo nella terza e ultima manche. Al termine della seconda Castello e Casalino erano infatti appaiati ad 84 punti con il Borgo fermo a quota 60. Decisiva dunque la terza frazione con le prove straordinarie di Daniele Pepponi (tre teste del toro, quindi 45 punti) e di Michele Pulito del Borgo  che ha totalizzato 39 punti, superando l’arciere del Casalino Federico Brillo che è si è fermato a 9 punti e al totale di 93.

Per il Borgo hanno “tirato” Gabriele Fanfano, Gabriele Mezzetti e Michele Pulito; per il Casalino Michele Sorbino, Alceo Baglioni e Federico Brillo.

Il drappellone 2026 realizzato dall’artista Mario Marco Marroni andrà dunque ad arricchire la già cospicua collezione del Castello, nei sotterranei di Palazzo Della Corgna. Il palio, a Città della Pieve, è una festa di tutti. Ma chi vince festeggia “con grande giubilo”, chi perde mastica amaro, mugugna, recrimina sugli errori e medita già la rivincita alla prossima edizione.

Quanto alla tanto discussa “battaglia della farina”, che il Comune ha spostato a distanza di sicurezza dal corteo storico, per evitare problemi sia ai figuranti, che al pubblico, non senza polemiche da parte dei contradaioli e degli stessi vertici dei terzieri, un accenno c’è stato, ma in forma assai ridotta rispetto agli anni precedenti e senza la partecipazione del Terziere Castello, che appunto per protesta, aveva annunciato il suo “Aventino”. In ogni caso non è successo niente. Nessun incidente, nessun danno collaterale.

 

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