CHIUSI, CRISI CALZATURIFICIO FARIDA: ALESSANDRO DALBELLO SI CHIAMA FUORI. DA 4 ANNI CIRCA GESTISCE UN ALTRO GRUPPO AZIENDALE A FUCECCHIO

venerdì 24th, luglio 2026 / 17:06
CHIUSI, CRISI CALZATURIFICIO FARIDA: ALESSANDRO DALBELLO SI CHIAMA FUORI. DA 4 ANNI CIRCA GESTISCE UN ALTRO GRUPPO AZIENDALE A FUCECCHIO
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CHIUSI – In relazione alla manifestazione sindacale di ieri a Chiusi Scalo promossa dalla Cgil e dalle maestranze del Calzaturificio Farida che da alcuni mesi non percepiscono il salario e anche in relazione all’articolo pubblicato su queste colonne, precisiamo , su segnalazione dell’interessato, che Alessandro Dalbello, citato come figura del management aziendale, da 4 anni circa è totalmente estraneo alla gestione del gruppo Farida e agli stabilimenti di Chiusi e Scandicci, che fanno capo alla sorella Manila e, con quote di minoranza, ai genitori. Alessandro Dalbello ha creato e dirige il gruppo Metodo Srl, che ha sede a Fucecchio nell’empolese e ingloba i brand Calzoleria 180, Borgo degli Ulivi Firenze e Lab Outlet, sempre del settore moda-pelletteria e in particolare scarpe e borse.

Quindi – fa sapere lo stesso Dalbello – non è lui, né la sua nuova compagine aziendale, scissa dal ramo storico, che deve fornire le risposte chieste dal sindacato e dai lavoratori e lavoratrici di Chiusi. Le due aziende, Farida Srl e Metodo Srl, sono due gruppi separati e a sé stanti, pur rimanendo in capo a persone della medesima famiglia.

D’altra parte situazioni del genere sono piuttosto frequenti nei gruppi industriali, grandi, medi e piccoli, che fanno riferimento ad una famiglia.

Va detto che la manifestazione di ieri, 23 luglio, ha creato attenzione sulla situazione di difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori del calzaturificio Farida di Chiusi che hanno ricevuto messaggi di solidarietà e sostegno. Si tratta di 17 persone che da 3 mesi non percepiscono il salario e vedono seriamente a rischio anche il proprio posto di lavoro. A Chiusi e dintorni non c’è (o non c’è più) un tessuto produttivo tale da poter assorbire facilmente e rapidamente tale manodopera. E fra i rischi c’è anche quello che si perda una professionalità acquisita in anni e anni di lavoro e di esperienza. L’auspicio di tutti è che la lotta delle maestranze serva ad aprire un tavolo di confronto e di trattativa azienda-sindacati-lavoratori sia sulle spettanze pregresse che sul futuro del punto produttivo.

m.l.

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