TRENI E STAZIONI, LA FILT CGIL UMBRIA RILANCIA L’IDEA DELLA BRETELLA BORGHETTO-CASTIGLIONE DEL LAGO: PERUGIA-CHIUSI IN 40 MINUTI
PERUGIA – Sulla questione trasporto ferroviario, stazione Medio Etruria, e collegamenti con la Toscana torna a parlare la FILT CGIL, il sindacato dei ferrovieri e dei lavoratori dei trasporti. Lo ha fatto per la precisione il segretario regionale umbro Ciro Zeno in una conferenza stampa che ha tenuto martedì scorso, 12 maggio presso la Camera del Lavoro di Perugia. E Zeno ha ribadito posizioni già espresse in passato, nettamente contrarie alla stazione in linea Medio Etruria, per l’alta velocità.
“Abbiamo organizzato questo incontro – ha spiegato Zeno – perché si torna a parlare di infrastrutture che richiederebbero investimenti enormi, ma che non hanno una visione strategica a lungo termine e che quindi non sarebbero risolutive per i problemi atavici della nostra regione. Basti pensare che solo per arrivare all’ipotetica stazione di Creti, da Perugia ci vorrebbe quasi un’ora di automobile, oppure l’utilizzo di più mezzi pubblici, con vari cambi: improponibile. Noi chiediamo innanzitutto di investire sulle infrastrutture ferroviarie interne: non è possibile che per arrivare a Roma ci vogliano più di tre ore”.
Il segretario della Filt Cgil, oltre a chiedere il raddoppio e il potenziamento delle linee ferroviarie interne, ha infatti rilanciato la proposta di “realizzare una “bretella” tra Borghetto e Castiglione del Lago – “già prevista nel Piano trasporti”, ha sottolineato Zeno –, che colleghi direttamente la linea ferroviaria proveniente da Perugia con la linea Firenze-Roma, così da evitare l’ingresso nella stazione di Terontola e il relativo cambio banco, operazioni che richiedono molto tempo. Soluzione identica – ha aggiunto Zeno – potrebbe essere adottata a Terni, così da evitare l’ingresso nella stazione cittadina e sfruttando al massimo la nuova linea ex Fcu in modo da Perugia a Roma in 2 ore e 30 minuti”.
Quanto alla stazione in linea, secondo Zeno “L’unica stazione Alta velocità concepibile oggi in Umbria sarebbe a Ponticelli di Città della Pieve (dove linee direttissima e lenta si affiancano) località facilmente raggiungibile da Perugia attraverso il potenziamento della via Pievaiola. (…) Ci sono treni e pullman che viaggiano mezzi vuoti, mentre la Regione Umbria dà circa un miliardo di euro a Trenitalia per il nuovo accordo di servizi. Forse sarebbe bene riuscire a saturare la capacità di treni e mezzi pubblici prima di realizzare infrastrutture di cui non si conoscono i reali impatti su mobilità e comunità locali. C’è da fare un grande lavoro da fare per cambiare la mentalità dei cittadini sulla mobilità, facendo in modo che gli utenti preferiscano utilizzare i mezzi pubblici, ma questi devono essere innanzitutto più economici, efficienti ed efficaci. Le istituzioni ci devono credere e investire, anche avendo il coraggio di chiudere ad esempio nei weekend i centri storici alle automobili”.
Anche la FILT CGIL boccia Medio Etruria, ma non dice NO a priori alla stazione in linea. Se venisse realizzata per esempio a Ponticelli andrebbe bene. E’ vero che fra le varie ipotesi messe in campo per posizione e connessioni, sarebbe quella con un minimo di logica in più. Ma sarebbe comunque una infrastruttura da fare ex novo, quindi molto costosa, a meno di 5 minuti da una stazione esistente recentemente rinnovata e adeguata anche alle fermate dei treni AV (che vi si sono fermati dal 2019 al 2023) e che è quella di Chiusi-Chianciano Terme. L’ipotesi prospettata a suo tempo (intorno al 2014) fu scartata a priori proprio per questo motivo, così come l’ipotesi della stazione volante (in sopraelevata), proposta dall’allora sindaco di Chiusi Scaramelli nell’area dell’ex Centro Carni-zona industriale e produttiva di Chiusi e Città della Pieve. Per motivi analoghi è stata depennata anche l’opzione Tre Berte-Salcheto (denominata Chiusi Nord, ma in territorio di Montepulciano), equivalente per distanza e caratteristiche a Ponticelli, ma dalla parte opposta. Entrambe le località infatti si trovano all’innesto della interconnessione fra Direttissima AV e linea normale. Una a sud e una a nord di Chiusi.
Con una stazione di Chiusi-Chianciano rilanciata anche come hub per l’alta velocità, trova senso e concretezza anche la proposta (antica, ma mai portata avanti) della “bretella Borghetto di Tuoro-Castiglione del Lago” (meno di 10 km di ferrovia, che consentirebbe ai treni provenienti da Perugia e diretti a sud di arrivare a Chiusi evitando di arrivare a Terontola, e poi tornare indietro, con un risparmio in termini di tempo considerevole. Con la Bretella la tratta Perugia-Chiusi by trein si potrebbe coprire in 35-40 minuti, forse anche meno a seconda delle fermate.
Con la bretella di Borghetto e alcune fermate di treni AV a Chiusi (e naturalmente anche a Perugia e Arezzo), il territorio avrebbe un servizio ferroviario accettabile. Se poi a tutto ciò si aggiunge anche l’adeguamento del collegamento stradale Perugia-Chiusi, tramite l’ammodernamento completo della Pievaiola e una variante che superi la strozzatura oggi rappresentata dai 10 km della SP 309 detta Moianese (in tutto 35-40 km, con tempi di percorrenza inferiori ai 30 minuti), ci capisce come, anche carta geografica alla mano, la soluzione non è la stazione in linea, ovunque si faccia, ma l’utilizzo delle stazioni esistenti (già pronte all’uso, adeguate e servite di tutto ciò che serve ad una stazione: connessioni ferroviarie, linea bus, taxi, noleggio auto e bici, posteggi, alberghi, ristoranti, bar, poste, banche supermercati…) e il miglioramento dei collegamenti ferroviari normali (la “bretella” citata) e stradali.
M.L.
Nella foto (Umbria Cronaca), il segretario della Filt Cgil umbra, Ciro Zeno durante la Conferenza stampa del 12 maggio.









Quella del sindacato trasporti CGIL dell’Umbria è una posizione del tutto ragionevole e del tutto condivisibile.
Un passo ulteriore auspicabile è quella di confrontare i costi delle diverse soluzioni alternative.