LE OPERE DI UN CHIUSINO IN MOSTRA A FIRENZE
Un chiusino a Firenze. Non è il titolo di un film. Del resto non è che sarebbe un film da Oscar. E di chiusini a Firenze, per un motivo o per l’altro ce ne sono pure parecchi. Ma non tutti dipingono e non tutti espongono le proprie opere. Lo ha fatto invece Raffaello Battilana, per i chiusini Lele, che ha esposto i suoi quadri dall’8 al 12 maggio alla Sala ex Leopoldine in Piazza Tasso. Nel cuore della Firenze-Firenze. Titolo della mostra: “Uno sguardo su San Frediano… e dintorni”. E dire San Frediano a Firenze vuol dire fiorentinità, quella verace. Quella più autentica che sa di trippa e lampredotto. E in effetti i quadri dell’amico Raffaello “Lele” Battilana immortalano non solo scorci paesaggistici, angoli, vicoli, chiese e di quella Firenze lì, ma anche scene di ordinaria quotidianità: il farmacista, le commesse del forno, la barista, il banco della frutta e e verdura al mercatino rionale…
Gli scorci ricordano non poco quelli di Ottone Rosai: i muri intonacati con i cipressi, per esempio. Ma hanno anche un qualcosa di dechirichiano: linee nette, ombre precise, colori definiti. Alberi stilizzati e spazi vuoti. Nelle opere di Lele Battilana i luoghi dipinti si riconoscono. La chiesa di Santo Spirito, che è il cuore pulsante della movida serale e notturna, e che lui ce l’ha dietro casa, l’ha dipinta in assenza totale di persone. E animali. E così Porta Romana co quella strana statua che ne porta in testa un’altra e altri angoli del quartiere San Frediano, appunto: ville gentilizie viste dal cancello appena socchiuso, muri scialbati con la luce del sole di taglio… panorami vari. Sempre piuttosto vuoti. Come le scene del Commissario Montalbano in Tv. In quelle piazze splendide e assolate, non c’è mai nessuno…
I volti e le scene di vita quotidiana nella Firenze ai tempi di Sara Funaro (la sindaca della città, per chi non lo sapesse), sono sì realistici e somiglianti ai modelli originali, le persone chi le conosce le riconosce, ma hanno ugualmente un tratto personalissimo dell’autore. Una via di mezzo fra il realismo e certe atmosfere astratte e rarefatte. 
E’ chiusino doc Raffaello Lele Battilana, ma ormai è più il tempo che ha vissuto a Firenze di quello che ha passato a Chiusi in gioventù, e il suo microcosmo è Firenze, il cordone ombelicale con la terra etrusca è sempre più labile, anche se ha una attrazione fatale per il lago, che dipinge spesso. Però adesso è un fiorentino. Di San Frediano. E la mostra allestita in un luogo storico del quartiere è stata in qualche modo un tributo ai suoi luoghi dell’oggi. Alla sua Firenze, quella che vive tutti i giorni. Alle strade che percorre, ai negozi che frequenta, agli scorci di bellezza che si ferma ad osservare. E a Firenze di certo non mancano. Chi ci è nato e ci vive da sempre magari non ci fa nemmeno caso. Lele, invece, li fotografa. E poi, con calma, li dipinge. E li dipinge bene.
m.l.










Ti ringrazio Marco per avermi costretto a capire se mi sento più chiusino o fiorentino. Non vorrei fare troppo il cerchiobottista, ma io mi sento sia chiusino che fiorentino. Credo di avere la fortuna di avere due patrie dove sentirmi a casa. Perché è vero che ormai sono molti di più gli anni trascorsi a Firenze di quelli vissuti a Chiusi, ma è anche vero che le radici, come insegna la botanica, non si possono spostare. E io le ho ben piantate al Lago.
Sì, sì… Ma il succo del ragionamento sta nei quadri…non nelle radici che sono sommerse e non si vedono. Gli scorci fiorentini e i volti di San Frediano invece si vedono benissimo. Una curiosità: perché le persone disegnate sono sempre dentro e mai fuori?
Perché la figura umana o è il soggetto principale del quadro o non c’è (quasi sempre). Se il soggetto è una piazza mi piace pensare che chi osserva il quadro si senta in rapporto diretto ed esclusivo con quel luogo.
In effetti l’umanità, ultimamente, è un po’ uscita – scomparsa – dalla scena…
Ormai mi muovo poco e difficilmente potrò andare alla mostra, ma ho sempre apprezzato le immagini che Lele ci ha via via offerto. Ottimi risultati, congratulazioni.
Grazie Paolo