PIEGARO: AL FESTIVAL DEL VETRO, UN PREMIO A CUCINELLI

domenica 31st, maggio 2026 / 17:27
PIEGARO: AL FESTIVAL DEL VETRO, UN PREMIO A CUCINELLI
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PIEGARO – “Per la capacità di plasmare la materia con sapienza antica per creare bellezza senza tempo”.  Con questa motivazione, la Festa del Vetro di Piegaro ha premiato, domenica 24 maggio l’imprenditore umbro più famoso: Brunello Cucinelli. Il re del cashmir che tra l’altro vive ed ha l’azienda a Solomeo, frazione di Corciano, ad un tiro di schioppo da Piegaro, lungo l’asse della Pievaiola. Un borgo che Cucinelli ha trasformato in una sorta di città ideale, ristrutturando e tirando a lucido non solo muri, strade e piazze, ma anche contenitori e presìdi culturali, come il teatro.
L’imprenditore ha risposto: “Dobbiamo essere bravi a custodire in modo speciale i nostri luoghi: l’Umbria si contraddistingue per spiritualità, lealtà, rigore, semplicità. Custodiamo con passione tutto ciò che possediamo, perché chi viene da fuori ne è innamorato. Offriamo qualità attraverso la dedizione, l’ordine, il rispetto, la dignità. E coltiviamo il rispetto del lavoro, soprattutto quello manifatturiero, restituendogli dignità morale ed economica”.  E infatti la cura dei luoghi è una delle chiavi del successo del Made in Italy di cui lo stesso Cucinelli è alfiere riconosciuto a livello internazionale. E in effetti è non solo la qualità del prodotto, ma anche la bellezza e l’autenticità dei luoghi di produzione che piacciono ai compratori stranieri. Vale per il vino, ad esempio. Ma vale anche per il cashmir di Cucinelli o per la sylicon valley del Pischiello, di Passignano sul Trasimeno…
Va detto che Cucinelli è stato fra i primi a capirlo e a farne una bandiera. Anzi un  marchio di fabbrica. E pazienza se ogni tanto nelle sue uscite pubbliche usa espressioni colorite come quella volta che in una assemblea con banche e Confindustria per spiegare le difficoltà di accesso al credito per chi non ha molte “garanzie” esclamò “tutti sono capaci di scopare a ca…o dritto. Provate a farlo col ca…o moscio “. La platea rimase un po’ interdetta, ma la metafora fu senza dubbio efficace. Pazienza anche se pur trattando bene i lavoratori, i sindacati in azienda preferisce non averli … E’ un capitalismo moderno il suo, un capitalismo forse visionario, con un volto umano, ma anche un po’ paternalistico e da mecenate cinquecentesco… Modello Lorenzo de’ Medici, uno cui piaceva molto poetare, ma coi banchieri era culo e camicia e sapeva bene come far fruttare anche certe entrature e rapporti con le corti e i potenti di mezza Europa. Papa compreso. Cucinelli impersona senza dubbio, un modello di imprenditoria legata al territorio, non un semplice stabilimento dove produrre beni. Una imprenditoria che si fa carico anche delle problematiche dell’ambiente dove opera, che contribuisce fattivamente a trovare soluzioni vantaggiose per tutti.
Comunque, detto questo, la Festa del Vetro ha voluto premiare e “celebrare l’eccellenza del saper fare”.
“Quest’anno – hanno illustrato il vicesindaco Michele Bartolini e l’assessora Sabrina Vernarecci -, la scelta di premiare Cucinelli nasce dalla profonda sintonia tra la sua visione e l’anima della nostra arte: la capacità di plasmare la materia, il vetro, con sapienza antica per creare bellezza senza tempo. A lui va il merito di aver nobilitato l’artigianato italiano nel mondo, proteggendo le radici storiche del nostro Paese e investendo sul futuro delle nuove generazioni”. Va detto che non è il primo imprenditore che agisce così, in Umbria, prima di Cucinelli c’è stata infatti Luisa Spagnoli, la signora della
Perugina. Modello Olivetti. Un modo di intendere l’imprenditoria che a molti altri industriali non andava certamente a genio, preferendo più un atteggiamento padronale. La ruvidezza della FIAT di Valletta, con Adriano Olivetti, è passata alla storia.
A Cucinelli è stata consegnata una formella di vetro sulla quale è raffigurato il borgo di Solomeo, cuore pulsante della sua attività imprenditoriale. E a lui è stato assegnato il compito, in apertura di Festival, di effettuare la prima incisione della nuova statua, la figura a dimensioni umane di San Francesco, che andrà ad arricchire il presepe monumentale in vetro del Museo.
In apertura della cerimonia la giornalista Sara Minciaroni ha ricordato il legame antichissimo tra Piegaro e l’arte del vetro, il sindaco Roberto Ferricelli ha rivolto un ringraziamento ai mastri vetrai che ogni anno portano le loro abilità manuali all’interno del Museo del vetro, luogo speciale “da cui trasuda la fatica di una attività artigianale millenaria”.
“Questo luogo non ha mai perso la sua identità – ha dichiarato l’assessora regionale Simona Meloni – e deve continuare ad essere un simbolo identitario.
Insomma, tre giorni dedicati all’arte e al design del vetro, con laboratori e dimostrazioni dal vivo, con la partecipazione dei più importanti maestri vetrai, italiani e stranieri.
Una variegata mostra mercato dei prodotti ha fatto inoltre da cornice alle lavorazioni presenti. Tutto questo per ricordare che Piegaro non è solo Pietrafitta e la sua centrale Enel. E non è neanche solo preistoria (vedi Museo Paleontologico), ma una terra, un luogo che per secoli ha lavorato la sabbia per produrre vetro. E non è un caso che la più grande e significativa azienda di tutto il territorio sia una vetreria. Per di più cooperativa.
Renato Casaioli
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