35 ANNI E NON SENTIRLI. INFORMAZIONE E NON SOLO. COME SOSTENERE PRIMAPAGINA

35 ANNI E NON SENTIRLI. INFORMAZIONE E NON SOLO. COME SOSTENERE PRIMAPAGINA
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L’8 dicembre è la festa dell’Immacolata Concezione, è l’anniversario dell’omicidio di John Lennon e del tentato colpo di Stato militare ad opera di Junio Valerio Borghese, il capo della X Mas… Ed è anche il compleanno di primapagina che quest’anno ha compiuto 35 anni. Tondi.

E a 35 anni un uomo è adulto e una donna non è più ragazza, anche se può apparire sbarazzina. Anche primapagina che da 10 anni è solo on line e non più di carta (10 anni e sembra un secolo), gli anni che ha li dimostra tutti, ma come certi giocatori che a 35 anni non fanno più sfracelli, ma qualche golletto lo segnano e qualche bella parata la fanno, siamo ancora al pezzo. E proviamo a resistere.

Non è semplice perché rispetto a 35 anni fa, quando cominciammo l’avventura, oggi la gente legge di meno, fa fatica a leggere e a comprendere brani più lunghi di 15 righe, vota anche molto di meno, partecipa molto di meno, discute di meno, si ritrova insieme molto di meno. Forse distingue anche meno, ha la vista e anche la memoria un po’ più corte. Va di corsa, ma senza sapere dove.

Tra generazioni diverse ci sono più fossati e steccati che contaminazioni. Il noi è diventato io. Un io sempre più solo. Isolato. Un po’ perso. O disperso. Come tanti giovani soldati delle varie guerre in corso. Pensavamo, 35 anni fa, che parole come guerra, soldati, armamenti, caduti, dispersi fossero termini che non avremmo più dovuto sentire o scrivere e invece siamo sempre lì a contare i morti, i feriti, i dispersi, gli attacchi missilistici. Parliamo ancora di assedi e genocidi. Come fossimo ancora nel ‘500 o nel 1944…

Comunque ancora qui siamo. Trentacinque anni di servizio sono un tempo lungo. Da pensione, più o meno. Ma noi ci sentiamo, tutti, non ancora da Rsa. O da sezione dei “combattenti e reduci”. Quindi per ora si prosegue. Si resta in trincea, con  lo spirito di sempre.

E in questo ultimo anno siamo anche tornati in piazza, contro la carneficina di Gaza, contro il riarmo che è sempre presagio di sventure e anticamera della guerra. Abbiamo re-incontrato tanti vecchi compagni di strada, abbiamo continuato a insistere su alcuni temi a nostro avviso decisivi per il territorio, come la salvaguardia e la valorizzazione della stazione di Chiusi-Chianciano che è e resta, nonostante tutto, una delle “fabbriche” più importanti dell’area e uno dei presidi fondamentali per la mobilità e la crescita turistica, sociale ed economica di un comprensorio vasto che va dall’Amiata e la Valdorcia alla Valdichiana, dal Trasimeno alla Valnestore fino all’hinterland di Perugia. Sempre sulla base di quello che riteniamo sia uno dei tratti distintivi di primapagina: la connessione tipica delle terre di confine, tra Umbria e Toscana.

E siamo tornati “in piazza” anche per divertirci, per raccontare storie, per tenere viva la memoria. Abbiamo continuato per tutto il 2024 e buona parte del 2025 a fare repliche, anche nel nord Italia, dello spettacolo “Lo straniero” su una vicenda partigiana dolorosa e controversa e ne abbiamo fatte una decina (5 nella zona fra novembre e agosto) de “La bomba“, il reading sui nostri anni di piombo.

Siamo convinti che quel tipo di teatro sia un modo per fare comunque informazione, per dire cose che sarebbe difficile scrivere in un articolo di giornale. Più efficace una narrazione vis à vis, in teatro, ma anche in un giardino o in una piazza. Continueremo a fare informazione e fare anche teatro di narrazione. Ci abbiamo preso gusto e in tempi grami e cupi come questi, usare l’arma del teatro, della letteratura, della narrazione, appunto, ci sembra la strada migliore da percorrere. Stiamo preparando un nuovo spettacolo. Stay tuned, dicono gli inglesi… Vi terremo informati.

Ovviamente questo lavoro parallelo e aggiuntivo rispetto all’informazione quotidiana on line, così come l’edizione e la  presentazioni di libri, gli incontri con autori, le conferenze-convegno, i corsi all’Università popolare che come giornale proporremo ancora a partire da gennaio 2026, porta via energie e risorse. In un una parola costa. Come costa e non poco la gestione quotidiana del nostro sito di informazione. Che è a tutti gli effetti un quotidiano, non è un semplice blog, né una pagina fb. E’ un giornale e come tale risponde a normative precise, paga tasse specifiche, deve rispettare parametri deontologici ecc. E Primapagina è un sito web libero e gratuito. Gli articoli tutti li possono leggere per intero senza pagare gabelle o abbonamenti. E’ stata e resta una nostra scelta. L’informazione è un bene comune. Deve essere accessibile. Ma questo non porta introiti. E Primapagina non gode di sovvenzioni o contributi pubblici. Di nessun tipo.

La pubblicità aiuta, parecchio. Ma non basta. La maggior parte delle aziende che utilizzavano primapagina per fare pubblicità ai loro prodotti e servizi 35 anni fa non esistono più. Anche quelle di 10-15 anni fa hanno quasi tutte chiuso i battenti. Sembra sia passata un’alluvione gigantesca che ha spazzato via una bella fetta del tessuto commerciale e produttivo locale. Poi ci sono i social che fanno una concorrenza che è leale solo sulla carta e sono un terreno molto meno libero di quello che si pensi (lo dice la Federazione Nazionale della Stampa, non lo diciamo noi).

Quindi per andare avanti, per noi è vitale anche il contributo dei lettori e di chi ritiene la nostra informazione un “servizio utile alla collettività”. E Primapagina un “presidio” di democrazia. La domanda che ci siamo fatti tante volte anche noi è semplice: Se anche primapagina chiudesse bottega, sarebbe meglio o peggio?

Chi ci segue (qualcuno da più di 30 anni, e la cosa ci rende oltremodo orgogliosi) può, se vuole, darci una mano a continuare a fare ciò che stiamo facendo.  In questi anni il vostro contributo, il vostro sostegno non è mai mancato. Ve ne siamo grati. Ci ha permesso di rimanere al pezzo. Ci ha dato coraggio e convinzione.

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Per richiedere fattura, si prega di scrivere all’indirizzo primapaginaredazione@yahoo.com

A tutti coloro che ci sosterranno, ai nostri inserzionisti un grazie anticipato. Con gli auguri di un buon 2026.

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