TRENI, SINDACI E PD PROTESTANO. MA I RISULTATI NON ARRIVANO. SERVIRA’ GRIDARE PIU’ FORTE
CHIUSI – “Anche oggi treno dei pendolari per Siena cancellato. Gli IC dei pendolari per e da Roma restano sulla linea lenta aumentando la percorrenza della tratta Chiusi-Roma di 40 minuti.
Ferrovie e ministero sembra sordi alle richieste dei territori e dei loro sindaci e sindache.
Si parla tanto di valorizzazione delle aree interne, di uguaglianza dei cittadini, di qualità della vita ma sembrano solo degli slogan
Ministro Salvini dove sei?
Non c’è solo il tema di nuove infrastrutture ma ci sono servizi inefficiente e mancanti per studenti e lavoratori.
Nell’ultimo consiglio comunale di Chiusi il gruppo di maggioranza centrosinistra per Chiusi ha presentato una mozione chiedendo impegno alla Regione, ai Parlamentari, alle ferrovie di assumersi la responsabilità di prendere impegni precisi per risolvere i problemi dei tanti pendolari e contrastare l’isolamento delle aree interne.
La sindaca di Orvieto e il sindaco di Chiusi si stanno spendendo molto su queste questioni. A loro va tutto il nostro sostegno”.
Questa nota è stata diffusa oggi dal Pd di Chiusi. E’ l’ennesimo grido di allarme per l’impoverimento progressivo del servizio ferroviario, soprattutto quello per i pendolari, nel territorio. E’ anche la denuncia della sordità del Governo e del Gruppo FS rispetto alle richieste avanzate dai sindaci (e sindache) e dai comitati locali dei pendolari e non solo. Nella nota c’è un richiamo velato alla questione Stazione in Linea per l’alta velocità che non può esaurire il dibattito su questo argomento “Non c’è solo il tema di nuove infrastrutture ma ci sono servizi inefficiente e mancanti per studenti e lavoratori”. E c’è infine un richiamo ad una recente mozione presentata dal gruppo di maggioranza al Comune di Chiusi e alle iniziative congiunte del sindaco Sonnini con la sua collega di Orvieto Roberta Tardani, che politicamente della sponda opposta, ma sul tema trasporti si sta muovendo di concerto non solo con Sonnini, ma pure con gli altri sindaci umbri e toscani che più volte hanno manifestato insoddisfazione e preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare sulla linea Firenze-Roma e su quella che passa per Perugia.
Il Pd insomma torna a prendere di petto la questione. Ma una cosa avrebbe dovuto scrivere e non l’ha scritta: che su questa vicenda la politica e le iniziative fin qui portate avanti da sindaci e partiti ha fallito miseramente. Su tutta la linea, è proprio il caso d dirlo. Tutte le proteste, i documenti, le visite a Roma, non hanno partorito neanche il classico topolino. Nessun risultato tangibile è stato ottenuto né per i pendolari, né per quanto riguarda le fermate dei Frecciarossa, né per i treni IC e Regionali veloci dirottati sulla linea lenta con forte aggravio sui tempi di percorrenza e dunque con grave danno alla qualità della vita e alle relazioni degli utenti.
Dire oggi, come fa il Pd di Chiusi “siamo con voi”, ribadendo il sostegno ai sindaci è, allo stato delle cose, una frase vuota. Che non sposta una virgola, come non l’ha spostata fino ad ora. Il Ministro Salvini si è dimostrato sordo e indifferente anche elle istanze provenienti dai sindaci della sua parte politica, come Roberta Tardani, di Orvieto.
Hanno ottenuto poco anche i Comitati, se non qualche dichiarazione di intenti o qualche voto nei consigli regionali.
In Toscana per esempio nel programma della maggioranza di centro sinistra non figura la stazione Medio Etruria, mentre invece c’è un punto sul rilancio delle stazioni esistenti di Arezzo e Chiusi, ma già il neo assessore ai trasporti parla della stazione in linea a Rigutino come “priorità” per lo sviluppo e la modernizzazione della Toscana meridionale. Forse non ha ancora letto il programma. In Umbria il consiglio regionale ha definito strategico il collegamento tra Perugia e Chiusi (intesa come nodo infrastrutturale) e tutto ciò è avvenuto anche grazie alle pressioni dei Comitati. Ma in concreto non si è visto niente. Gli orari di Trenitalia continuano a penalizzare questo territorio a cavallo tra Toscana e Umbria. Dal 2027 arriveranno anche i TGV francesi ad intasare ancora di più la Direttissima, già oggi congestionata con un treno ogni 6 minuti, quindi gli spazi per IC e Regionali si ridurranno ulteriormente. In questo quadro la fermata di almeno una coppia di Frecce a Chiusi è il risultato minimo da ottenere. Una soluzione potrebbe essere ripristinare la fermata istituita nel 2019 e soppressa nel 2023, un’altra quella di un Frecciarossa Trasimeno (con fermate a Terontola, per offrire una coincidenza a Perugia e a Chiusi per il territorio della Valdichiana, dell’Amiata e della Valnestore, dell’alto orvietano).
Siccome fino ad ora la via diplomatica e le proteste soft non hanno dato risultati, forse è il caso di alzare il livello della vertenza. Ieri a Genova, la sindaca Silvia Salis era in corteo insieme agli operai dell’ex Ilva, presi a manganellate e lacrimogeni dalla polizia. Probabilmente anche qui servirà una grande manifestazione territoriale. O addirittura manifestazioni ad oltranza, finché non arriva un qualche risultato.
D’altra parte la gente che si vede tagliare i servizi e aumentare le bollette non ha altre armi per farsi ascoltare. La politica, intesa come partiti e istituzioni locali, non può più limitarsi a gridare piano, a lamentarsi come Calimero, ha una sola strada, a questo punto: trasformare Calimero in un’oca arrabbiata che diventa capobranco e si mette alla testa di quelle manifestazioni, come ha fatto Silvia Salis.
Perché una cosa deve essere chiara: la mobilità in tempi e prezzi congrui è un diritto sancito dalla Costituzione, il trasporto ferroviario e le stazioni come quella di Chiusi sono uno degli elementi concreti della ricchezza di questi territori. Uno dei pochi, perché le fabbriche non ci sono e il turismo vive di collegamenti agevoli ed efficaci. Se ne viene meno la funzione a causa di scelte scellerate compiute sulla testa delle popolazioni, quella ricchezza svanisce e i territori diventano sempre più poveri e sempre più marginali, anche se vi si mangia bene, si bevono vini d’eccellenza e il paesaggio è ameno e rilassante.
m.l.










