STOP RIARMO E SPESE MILITARI: I VESCOVI SCAVALCANO LA SINISTRA
Mentre anche la sinistra vota le risoluzioni belliciste e armigere di Lady Europe Von der Leyen; mentre un deputato del Pd (Del Rio) e una folta pattuglia di parlamentari, presentano mozioni per equiparare la critica al governo e all’esercito israeliano per quanto sta facendo a Gaza (anche dopo il cessate il fuoco, che non è cessato per niente) a posizioni “antisemite”, compiendo una evidente forzatura, ancora più stridente di quella con quale il parlamento Europeo equiparò nazismo e comunismo; mentre in Italia si negano teatri e sale a studiosi, giornalisti, scrittori e professori rei di proporre chiavi di lettura non allineate al pensiero unico rispetto alla guerra in Ucraina, a Gaza e non solo; ecco, mentre succede tutto questo, c’è anche chi sorpassa a sinistra la sinistra politica e parlamentare e le stesse opposizioni e il No alla guerra, tutte e guerre, e il NO al riarmo e alla riconversione dell’economia verso produzioni belliche lo grida forte e chiaro.
Non si tratta di uno sparuto gruppo di professori dissidenti e neanche del “movimento” degli studenti che continua a scendere in piazza, insieme ai portuali di Genova, per esempio, come nel ’69 ai tempi dell’Autunno caldo. No, si tratta della Conferenza Episcopale Italiana. Che con una Nota Pastorale diffusa la settimana scorsa propugna la riduzione delle spese militari, non il ritorno alla leva, come ipotizzato dal ministro Crosetto, ma il servizio civile obbligatorio, la smilitarizzazione del cappellani militari.
Il documento, nel titolo riprende una frase del Papa Leone XIV, pronunciata appena dopo l’elezione: “Educare ad una pace disarmata e disarmante”. In una intervista ad un quotidiano Mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente nazionale di Pax Christi, il movimento che ha contribuito alla stesura del testo, è piuttosto preciso sulle posizioni assunte dalla CEI. Questa la domanda dell’intervistatore: “Nella Nota pastorale approvata dai vescovi si parla di riduzione delle spese militari e contrasto alle politiche di riarmo, ovvero il contrario di quello che stanno facendo governo Meloni ed Europa. La Cei è all’opposizione?”
La risposta di Mons. Ricchiuti: “Nettamente all’opposizione! Spese militari e riarmo non sono la via giusta per affrontare le crisi”.
Sulla questione Ucraina, il documento CEI, parlando dei “pesanti investimenti sul piano degli armamenti e delle tecnologie militari che hanno fatto seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, sostiene che “le necessità della difesa non devono diventare occasione per contribuire al riarmo globale di questi anni, distraendo risorse dalla costruzione di una comunità più umana”.
Nella nota della Conferenza Episcopale, si dice chiaramente che L’Europa e l’Italia avrebbero dovuto seguire altre strade e che la soluzione militare non avrebbe portato alla pace. C’è una netta presa di distanze dalla politica di riarmo decisa dal governo. I vescovi elogiano la legge 185/90 che regola il commercio delle armi e si chiedono una «presa di distanza da quelle realtà economiche che sostengono produzione e commercio di armi», a cominciare dalle banche. E su questo punto Mons. Ricchiuti fa anche autocritica: “E’ vero che anche la Chiesa e molti enti ecclesiastici si sono avvalsi finora dei servizi di tali banche, ma qualcosa si sta muovendo. E comunque finalmente la Cei dice chiaramente a vescovi e parroci di rinunciarvi”. Sarebbe un segno potentissimo se le 200 diocesi e le 25mila parrocchie italiane togliessero i propri conti correnti dalle “banche armate”.
Quanto alle leva obbligatoria, il presidente di Pax Christi replica al ministro Crosetto: “Chi la propone sostiene che il servizio militare educa i giovani. Ma perché bisogna educarli con il fucile fra le mani? Educarli a cosa, a fare la guerra? I giovani devono dire di no: in Germania sono già scesi in piazza contro un’analoga proposta, e questo è un grande segno di speranza. Mi piacerebbe che tutti tornassero a cantare Il disertore di Boris Vian, una bella canzone antimilitarista”.
Sui cappellani militari, quelli a cui Don Milani scrisse 60 anni che “l’obbedienza non è più una virtù”, la nota pastorale Cei si domanda «se non si debbano prospettare diverse forme di presenza, meno direttamente legate a un’appartenenza alla struttura militare». In sostanza propone di smilitarizzare i preti-soldato.
“Pax Christi lo dice da anni: cappellani sì, militari no. È materia concordataria, ma il Concordato non è il Vangelo, si può modificare. Non c’è bisogno di un ordinario militare, basta affidare a un vescovo la responsabilità dell’assistenza spirituale dei militari. Così come non servono cappellani inquadrati nella struttura militare, è sufficiente un semplice prete che entri nelle caserme, come avviene nelle carceri e negli ospedali. È un privilegio da superare”.
Pensate cosa sarebbe successo e quante prime pagine di giornale e quanti talk show televisivi ne avrebbero parlato e in che termini, se la CEI avesse diramato una nota pastorale nella quale si sosteneva la necessità del riarmo, la prosecuzione della politica bellicista in Ucraina, se avesse scritto che la proposta del ritorno alla Leva militare è una cosa buona e giusta. Tutte le testate e i trombettieri scelti del main stream avrebbero applaudito a scena aperta i vescovi italiani rilanciandone urbi et orbi le posizioni ferme di fronte alla minaccia russa ecc… Invece… Invece niente. La notizia della nota della CEI (che non è una cellula di Potere al Popolo) nella quale i vescovi italiani si pongono nettamente e decisamente all’opposizione del governo in carica, ma anche delle opposizioni che non si discostano dalle politiche belliciste è passata quasi sotto silenzio. Hanno fatto quasi tutti finta di non vedere, dando più risalto (molto di più) ad una frase interpretata male di Francesca Albanese.
Il documento della Cei non è un testo estemporaneo, i vescovi non sono gente che improvvisa. Se quella nota è uscita dopo diverse settimane di gestazione, vuol dire che si tratta di una posizione ponderata e concordata anche coi piani alti del Vaticano. Il titolo, che richiama una espressione del Papa lo conferma. Va detto che il presidente della Cei Card. Zuppi e altri vescovi a cardinali, compreso l’Arcivescovo di Siena e della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza Augusto Paolo Lojudice, o il card. Gualtiero Bassetti arcivescovo vescovo emerito di Perugia e Città della Pieve, già in altre occasioni avevano espresso posizioni simili. Come mons. Ricchiuti del resto. E’ molto probabile che gli argomenti della nota risuonino anche nelle Messe e nelle veglie natalizie. Ci auguriamo che la gente ascolti.
Qualcuno obietterà: ma come, primapagina che si è sempre dichiarata testata laica e anche un po’ anticlericale, esalta una nota pastorale dei vescovi?
Sì, perché in questo momento servono voci e posizioni forti e chiare contro il riarmo, contro l’escalation del militarismo, contro i genocidi, contro i tentativi di boicottare ogni trattativa di pace laddove ci sono conflitti in corso e contro il tentativo di massaggiare i cervelli, per abituare la gente all’ipotesi della guerra some soluzione inevitabile e giusta. La voce della Cei in questo caso è una voce forte e chiara e pure autorevole. E’ quella della sinistra che si sente poco.
m.l.











Si, e allora ci si chieda perchè si sente poco e quali siano le riflessioni che hanno portato il PD a ad essere connivente con le impostazioni che aveva dato Biden alla relazione con l’Ucraina.Fino a quando c’erano gli scontri nel Dombass nel 2014 di certe situazioni nemmeno ne parlavano e nemeno ne informavano il popolo di sinistra, poi in piena campagna di guerra anche loro hanno accettato la teoria della differenziazione dell’aggressore dall’aggredito che sta continuando fin’ora non parlando mai della guerra calda pre-esistente che aveva fatto 15000 morti nel Dombass.Morti prodotti prevalentemente dalla Compagnia Azov ed altre simili inglobati nell’esercito regolare ucraino con tutta la loro retorica nazista,quindi facenti a pieno titolo parte dell’apparato difensivo dello stato. Questo è un altro aspetto di chi difendeva ieri e di chi difendono oggi i votanti del PD con i loro dirigenti.
Ma era chiaro che non poteva andare diversamente da così, quando da subito sono stati in prima fila assimilati a tutte quelle forze atlantiche che speravano che Trump perdesse la battaglia della Casa Bianca. Il fatto grave è non che sia andata loro male perchè invece Trump ha vinto bensì il fatto che si rifiutano di digerire che la Russia sia vincente nonostante gli aiuti di Biden prima, dell’Europa e quelli calanti di Trump tutt’ora. Se a questo punjto qualche capa fresca sia spinta a pensare che il sottoscritto sia un tifoso di Trump si può benissimo sbagliare e si vada a rivedere i miei lunghi interventi su questo giormale precedenti dove ho letteralmente scritto da sempe che sia Biden sia Trump sono le due facce della stessa medaglia.Una medaglia che ha sempre recitato il dualismo alternativo di queste due forze ma che in effetti la politica bellicista dell’una equivale a quella bellicista dell’altra.I maggiori interventi di guerra che si sono avuti nelle ultime decadi sono stati prodotti dal partito dei democratici americani seguiti a quelli di Bush padre e figlio.E allora di cosa si parla ? Senza la guerra loro sono destinati a perdere.Questa è la loro storia.quanto alla Chiesa, è forse una cosa nuova che hanno da sempre tuonato contro la guerra ma che non abbiano mosso mai palla per fermarla e le volte che l’hanno fatto-solo a parole – lo sapevano già che sarebbero stati inascoltati. Vedi Israele e Gaza,tanto per parlare di esempi vicini e far vedere che essendo coinvolte le comunità crstiane scendevano in piazza per dire No alla guerra.Ma tutti -tranne pochi oggi- dicono nò alla guerra….Difatti questa purtroppo non si ferma,perchè è anche la stessa Chiesa che non ha il coraggio di andare apertamente contro il governo che è invece un governo bellicista, facendo pensare ai suoi fedeli che sia una posizione quella che non le competa,limitandosi ad usare la parola indirizzata sulla ”martoriata Ucraina”, ma poi, e dopo ? Cosa è successo e cosa succede ? Ad essere più a sinistra dell’attuale sedicente sinistra ci vuole poco oggi,quando una sinistra manda con la destra e vota essa stessa per le armi all’Ucraina…ma non entra nella testa che si ha a che fare con un anima dell’opposizione che più democristana di così non si possa avere e nello stesso tempo viene considerata dalla maggior parte del complesso mediatico come sinistra ? E allora dove si vuole andare….?