MATTARELLA BIS: LA DEBACLE DELLA POLITICA, DEL PARLAMENTO E DI UNA GENERAZIONE: QUELLA DEI 40-50ENNI AL POTERE

domenica 30th, gennaio 2022 / 15:02
MATTARELLA BIS: LA DEBACLE DELLA POLITICA, DEL PARLAMENTO E DI UNA GENERAZIONE: QUELLA DEI 40-50ENNI AL POTERE
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L’elezione bis di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica è indubbiamente – anche per il modo in cui è avvenuta – una debacle epocale della politica italiana che non è stata capace di trovare un successore. Mattarella, ovviamente non c’entra, non è colpa sua e forse meritava anche di godersi la pensione come aveva più volte dichiarato di voler fare. La colpa è di un parlamento con l’aggiunta dei grandi elettori regionali che ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza del compito e di rappresentare al massimo solo sé stesso. Quindi debacle di un Parlamento che è – vale la pena ricordarlo – il Parlamento eletto nel 2018, il Parlamento della “rottamazione”, quello che è in larghissima misura espressione della grande ascesa del M5S, della Lega di Salvini e del renzismo, con Renzi che perse le elezioni, ma era ancora a capo del Pd.

Che poi adesso il M5S abbia perso pezzi a destra e a manca, che Renzi e i renziani siano asserragliati nel fortino di Italia Viva, che Salvini da superministro sia diventato un supercoglione che non ne azzecca una neanche per sbaglio e sia riuscito a frantumare con proposte e nomi estemporanei un centro destra che “è maggioritario nel Paese”, inimicands anche gli alleati e i suoi stessi elettori, è un altro discorso. Ma il dato di fondo resta.

Sull’elezione del Presidente della Repubblica la destra si è spaccata, frantumata appunto, impallinando da sola tutti i candidati proposti da Salvini e Meloni; la sinistra (intesa come Pd, perché altro non c’è) ha fatto come quegli animali che si fingono morti per sfuggire ai predatori; non ha sparato un colpo, è rimasta ferma, immobile, come imbalsamata e alla fine ha portato a casa il risultato che sperava (il Mattarella bis), ma al prezzo di dimostrarsi alla canna del gas, attaccata al buon cuore e allo spirito di servizio di un presidente che a 80 anni voleva ritirarsi… Né la destra, né la sinistra hanno speso una figura credibile. che potesse prenderne il posto. This is the question…

Sul M5S stenderei un velo pietoso. Il massimo che è riuscito a tirar fuori è il nome di tale Belloni, alto funzionario dello Stato, dei Servizi Segreti per la precisione, come se un Paese come l’Italia potesse presentarsi all’Europa e al mondo con un presidente del Consiglio tecnico (Draghi) e un presidente della Repubblica che nessuno conosceva (tranne forse Di Maio), anch’esso un tecnico, uscito da un cassetto del sottobosco dei Servizi. Anche Putin veniva dal Kgb,  ma quella è un’altra storia. E l’Italia non è la Russia.

Dicevo della debacle della politica e del Parlamento, ma – secondo me – l’elezione di Mattarella (senza nulla togliere a Mattarella) è anche la debacle di una generazione. Quella dei 35-40-50enni al potere. Salvini ha 49 anni, come la ministra Gelmini, Giorgia Meloni ne ha 45, Renzi 47, Fico 46, Di Maio 35, Di Battista 44, Conte ne ha 58, Letta 56, come Giorgetti… Insomma una classe politica piuttosto giovane per gli standard italiani. E’ questa classe politica che ha dichiarato fallimento e, dopo 4-5 giorni in cui ha fornito pessime prove di sé sbattendo come le mosche sui vetri, si è dovuta raccomandare a un ottantenne che aveva già dato e voleva, giustamente, starsene un po’ in pace. Mattarella, anche a 80 anni può ancora dare. E’ un valore aggiunto, un “signore” della politica che ha dimostrato grandi doti di equilibrio, di senso dello Stato, di attaccamento ai valori della Costituzione. Sono i 40-50enni che si sono invece dimostrati incapaci a tutto. Incerti, senza fantasia e senza cultura politica, senza agganci con la società civile, ingessati e attaccati alla poltrona parlamentare più dei vecchi democristiani d’antan. Forse è l’ora che qualcuno rottami loro. Prima avviene e meglio è.

m.l.

 

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