CHIUSI: LA STAGIONE TEATRALE, SONNINI E LA FONDAZIONE CHE NON C’E’…

giovedì 18th, novembre 2021 / 20:13
CHIUSI: LA STAGIONE TEATRALE, SONNINI E LA FONDAZIONE CHE NON C’E’…
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CHIUSI –  Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa per la presentazione ufficiale della stagione invernale del “Mascagni” che vedrà 18 spettacoli dal 27 novembre all’8 aprile. Cartellone già reso noto e già pubblicato anche su queste colonne in altro articolo dell’8 novembre scorso. Non torneremo dunque sugli spettacoli, ricordiamo solo che ci saranno tra gli altri Ambra Angiolini, Lello Arena, Chiara Francini, Simone Cristicchi, Fausto Paravidino e Rocco Papaleo. Apertura il 27 con Marco Brinzi e il suo Glenn Gould, l’arte della fuga.

Come abbiamo già scritto nell’articolo precedente, si tratta di un cartellone ricco, con spettacoli di vario genere e per tutti i gusti. Dal teatro classico a quello americano contemporaneo, fino al teatro sperimentale e d’avanguardia e a quello per bambini e ragazzi. Buona parte degli spettacoli sono stati recuperati dalla stagione scorsa e dal festival estivo, sospesi causa covid. Giustissimo onorare l’impegno preso con gli artisti. Così era stato deciso dalla gestione precedete che li aveva rimessi in programma e finanziati.

Sì, perché al momento la Fondazione ha solo il Presidente che è di diritto il sindaco protempore. Il Cda non è stato rinnovato. Così come non è stato nominato il direttore artistico. Il contratto di Gianni Poliziani è scaduto il 31 agosto e non è stato rinnovato.

Alla Conferenza stampa di oggi, al Mascagni, il Cda uscente c’era comunque, anche se solo tra il pubblico. Poliziani no. A quanto si sa, dopo le elezioni, nessuno lo ha più contattato.

Questa mattina la stagione teatrale è stata presentata dal sindaco-presidente Gianluca Sonnini e da Michele Imbasciati della Fondazione Toscana Spettacolo, con il coordinamento di Valentina Chiancianesi (La Valdichiana).  Presenti anche il vicesindaco Valentina Frullini e l’assessore alla cultura Mattia Bischeri.

Con il Cda vacante e operativo solo per l’ordinaria amministrazione, in deroga, in attesa delle nuove nomine, e senza direttore artistico, a Chiusi il teatro riapre il sipario, ma lo fa con il… pilota automatico.

A quasi 50 giorni, ormai, dalle elezioni  Sonnini non ha ancora affrontato il nodo del rinnovo del Cda della Fondazione, né ha chiarito come intenda procedere per quanto riguarda il direttore artistico. Non si sa se abbia intenzione o meno di confermare Poliziani e non si sa se punterà ad un rinnovo radicale del Cda oppure ad una certa continuità.

Voci di corridoio lasciano intendere che anche su questo fronte non ci sia totale unità di vedute e di intenti nella maggioranza e questo potrebbe essere uno dei motivi del ritardo nelle nomine. La Fondazione può rappresentare una valvola di sfogo, per accontentare gli scontenti o piazzare qualche fedelissimo da gratificare. Nessuno è nato ieri e si sa come funzionano queste cose, anche nelle migliori famiglie.

Il Comune di Chiusi nel 2012 fece la scelta di affidare (consegnare) alla Fondazione Orizzonti buona parte dell’attività culturale. Che non è solo la stagione teatrale invernale e il festival estivo. Per qualche anno la Fondazione ha gestito anche il Lars Rock Fest e iniziative diverse. Quest’anno per esempio ha organizzato i tre “Giovedì della Piazzetta” a Chiusi Scalo nel mese di settembre. Recentemente il Comune ha ceduto alla Fondazione anche l’usufrutto del Teatro per 30 anni, per consentirle di metterne il valore a bilancio e contribuire così al ripianamento della situazione debitoria, che è stata “messa in sicurezza”. La Fondazione dunque è un ente importante, che svolge un ruolo decisivo per una città come Chiusi. La cultura è uno dei “volani principali” su cui basare la ripartenza dopo questi due anni segnati dalla pandemia e dai lockdown… Per svolgere al meglio il suo lavoro però deve essere operativa e deve avere tutti i tasselli al loro posto. Serve un Cda con persone che si sentano investite di una responsabilità, che abbiano motivazioni e idee da mettere in campo. Non può viaggiare a lungo con il pilota automatico.

Il ritardo accumulato nel rinnovo dell’organismo di gestione è già troppo, probabilmente. Gianluca Sonnini dovrà darsi una mossa. La stagione teatrale va bene, è buona, ma non basta.

Di solito dopo le elezioni, l’avvio di chi si trova a governare è scoppiettante. Almeno sul piano mediatico e della comunicazione.  Di solito chi vince ostenta voglia di fare ed entusiasmo e cerca di contagiare tutti con l’entusiasmo, per sostanziare la novità, il cambio di passo o di metodo… Ecco, Sonnini e i suoi hanno sbandierato il “cambio di metodo”, ma poi si sono rinchiusi nelle loro stanze e nessuno li vede, né li sente. Il silenzio è assordante. Nessuno che dica pubblicamente cosa vuol fare, cosa sta facendo. Sembra si siano eclissati tutti, anche le opposizioni.

La conferenza stampa di questa mattina ne è una conferma. Chi c’era racconta di un clima fin troppo moscio. Dimesso. Da atto dovuto, perché così si deve fare, ma senza entusiasmo, senza scatti d’orgoglio. Può darsi che sia solo un’impressione, o che sia un modo di fare, una cifra caratteriale del sindaco e dei suoi compagni di avventura. Ma dall’esterno si percepisce un’immagine di insicurezza, se non di indecisione. A tratti anche di ingratitudine verso chi ha retto e diretto la baracca fino ad ora…

Certo governare un comune, anche se piccolo come Chiusi, non è una passeggiata di salute: le beghe sono tante, le responsabilità pure e spesso sono più spine che rose. Ma questo Sonnini & C. lo sapevano anche prima delle elezioni. Almeno sulle cose buone, come una buona stagione teatrale, un po’ di “verve” in più non guasterebbe. La cultura costa, si sa. La Stagione teatrale a Comune e Fondazione costerà circa 25 mila euro, non pochissimo. Ma sono soldi spesi bene, che fanno “qualità della vita” e “richiamo”. Non a caso in pochi giorni sono stati sottoscritti 150 abbonamenti…Ci piacerebbe vedere amministratori orgogliosi e felici di spendere soldi per attività culturali. Il più delle volte invece, dalle espressioni che esibiscono, quando parlano di queste cose, sembra che gli abbiano appena fatto un salasso…

m.l.

 

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