CHIUSI, IL PD PRENDE ATTO DELLA DECISIONE DI BETTOLLINI. MA PARTE LA SECESSIONE: DIRIGENTI E MILITANTI LASCIANO IL PARTITO

lunedì 22nd, febbraio 2021 / 11:25
CHIUSI, IL PD PRENDE ATTO DELLA DECISIONE DI BETTOLLINI. MA PARTE LA SECESSIONE: DIRIGENTI E MILITANTI LASCIANO IL PARTITO
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CHIUSI – “Ringraziandolo per il lavoro svolto in questi anni e per aver deciso, con responsabilità, di arrivare a fine mandato soprattutto considerando il periodo di pandemia, prendiamo atto della decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni comunali, comunicata sui social dal sindaco Juri Bettollini.
Andiamo avanti con il percorso tracciato ieri in assemblea dell’unione: richiesta della disponibilità ai possibili candidati emersi dalle consultazioni degli iscritti, incontri per costruire una coalizione più ampia rispetto a quella attuale”. Così scrive il Pd chiusino a commento del “fuori mi chiamo” di Juri Bettollini. Un comunicato più “laconico” di quello sull’assemblea di giovedì scorso. Sembra che il Pd non aspettasse altro. Neanche un accenno di autocritica per il caos in cui il partito si dibatte o per l’abbandono della scena da parte del sindaco, proprio dopo che l’organismo massimo del Pd aveva deciso di aprire anche ad una sua ricandidatura e soprattutto dopo che l’assemblea aveva assunto, di fatto, la posizione Bettollini sulla questione delle alleanze.
Più che un comunicato Pd sembra un comunicato della segretaria Cardaioli. Che contrariamente a quanto afferma (“Andiamo avanti con il percorso tracciato ieri in assemblea dell’unione: richiesta della disponibilità ai possibili candidati emersi dalle consultazioni degli iscritti, incontri per costruire una coalizione più ampia rispetto a quella attuale”), per ora non ha alcun mandato ad allargare la maggioranza, oltre il Psi e Italia Viva, che nel 2016 era nel Pd e quindi fa già parte della maggioranza attuale. Anche con Bettollini fuori gioco, il mandato ricevuto quello è, per parlare con altre forze politiche servirà un’altra assemblea dell’Unione Comunale e un altro voto.
Forse al fondo della decisione di Bettolini, oltre agli attacchi personali e a persone a lui vicine attraverso i social e i profili fake, c’è anche un’altra cosa. Ed è la posizione espressa con un post da Alessio Pianigiani, il referente del “provinciale” che ha seguito direttamente le consultazioni interne al Pd chiusino. Pianigiani afferma di aver partecipato ad alcune segreterie, a 2 Unioni comunali e soprattutto alle consultazioni degli iscritti… ammette che “il Pd chiusino è diviso a metà negli organismi dirigenti, mentre tra gli iscritti la situazione è più chiara”. Secondo lui dalle consultazioni sarebbero emerse 3 cose: “1) necessità di allargare la maggioranza ad altre forze del centro sinistra; 2) marcare una discontinuità con l’attuale amministrazione; 3) che il candidato a sindaco deve essere iscritto al Pd”.
Viene da pensare che Pianigiani abbia partecipato a tutte e riunioni di cui parla, ma abbia dormito tutto il tempo. Perché sull’allargamento della maggioranza è emersa al contrario molta resistenza e anche la richiesta di ripartire da quella che c’è… La richiesta invece di discontinuità con l’amministrazione è una fake news totale, perché il giudizio espresso dal Pd è sempre stato positivo, al di là delle divergenze con il sindaco. Tant’è che tra i 7 nomi che la segretaria Cardaioli ha presentato all’Unione comunale, come frutto delle consultazioni, per la candidatura a sindaco, due sono assessori in carica (Micheletti e Marchini) e uno (Lanari) assessore e vicesindaco fino al novembre scorso, che non lo è più solo perché ha assunto in incarico professionale in Regione, restando comunque consigliere di maggioranza. Quale discontinuità? E anche sulla questione del candidato iscritto al Pd, l’ultima assemblea dell’Unione Comunale ha, al contrario, aperto alla possibilità di ricandidare Bettollini anche come indipendente…
Evidente dunque come Pianigiani abbia voluto forzare la mano. Chiaro che Bettolini si sia sentito “tradito” e osteggiato dal livello provinciale del partito. E il post del referente della Federazione (come si chiamava un tempo) la dice lunga sullo stato in cui versa il Pd senese, ormai in preda ad una guerra per bande e ad un clima di perenne ricerca della vendetta.
Intanto su facebook è nato il gruppo pubblico “Chiusi per Juri”, che in poche ore ha raccolto 270 adesioni, un gruppo di pressione, diciamo così, per invitare o indurre Bettolini a tornare sui suoi passi. Una dimostrazione di solidarietà e appoggio al sindaco e di aperta critica al Pd. Ad occhio e croce molti degli aderenti sono elettori Pd… E’ vero che l’iniziativa per ora somiglia più al tifo che alla politica e che non può considerarsi nemmeno l’embrione di una eventuale lista civica, ma è comunque un segnale.
Ed è un segnale – questo decisamente più politico – anche il fuggi fuggi che si è innescato all’interno del Pd. Alcuni dirigenti, componenti dell’Unione comunale, hanno già riconsegnato la tessera. Altri lo faranno. Una quarantina di iscritti già non l’aveva rinnovata nei mesi scorsi (buona parte del circolo di Montallese, quello del sindaco, per esempio) Si profila una “grande fuga”, una vera e propria secessione che per il Pd potrebbe rivelarsi devastante. Anzi è già devastante, perché un partito che è “maggioranza”, ma ha solo 200 iscritti, non può permettersi di perdere militanti e dirigenti, come l’acqua che esce da una falla in una diga. Sappiamo come va a finire… Sappiamo come è finita per esempio a Città della Pieve nel 2019. La “sindrome pievese” ha attaccato anche il Pd chiusino che rischia di fare la stessa identica fine.
In questo quadro c’è anche la parte avversa a Bettollini, che – sempre sui social – non demorde e con presunti profili satirici, in realtà piccole macchine del fango anonime che con la satira hanno poco a che vedere, continua l’opera denigratoria del sindaco e di chi lo sostiene. La destra osserva e aspetta, seduta e silente, che il cadavere del Pd suicida passi sul fiume di merda, per poi entrare in campo quando ci saranno solo macerie.
Per alcuni tra i più critici nei confront del sindaco, l’annuncio di venerdì sera (“non mi ricandido!”) è solo una mossa tattica, la classica mossa del cavallo, per poi tornare in gioco magari “a furor di popolo”. Al momento non sembra così. Bettollini sembra davvero amareggiato e sconfortato e molto lontano dalla politica di partito. Più che un uomo solo al comando dà l’impressione di essere un uomo in fuga. Anche se – questo va detto – non ha abbandonato la nave e sta gestendo quasi come nulla fosse sia l’emergenza covid (con la curva dei contagi che sta scendendo, grazie alle misure adottate) che la fase finale del mandato. Ieri ha “incassato” gli applausi e l’approvazione del Vescovo per come ha fronteggiato la pandemia e la situazione complicata della città unica zona rossa della Toscana.
m.l. 
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