LUCI SUI TEATRI… SI RIACCENDE LA SPERANZA

lunedì 22nd, febbraio 2021 / 16:54
LUCI SUI TEATRI… SI RIACCENDE LA SPERANZA
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CHIUSI – Questa sera dalle 19,30 alle 21,30 le luci del Teatro Mascagni di Chiusi saranno accese. E un altoparlante diffonderà musica. Non c’è nessuno spettacolo. E’ solo una… manifestazione. Un modo per dire che il teatro è vivo e lotta insieme a noi e che dopo un anno di chiusura di tutti i teatri, per le misure anticovid, forse è tempo di rivedere qualcosa.
Il Mascagni come moltissimi teatri di tutta Italia, grandi, medi e piccoli, aderisce all’iniziativa di UNITA Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo… Si tratta di una “riaccensione” simbolica per richiamare l’attenzione di tutti su quei palchi vuoti e spenti, sul lavoro sospeso di migliaia e migliaia di attori, registi, autori, musicisti, fonici, tecnici delle luci, macchinisti, ma anche di agenzie, associazioni, fondazioni che operano nel mondo dello spettacolo e organizzano eventi. La pandemia e l’emergenza che ne è seguita hanno sospeso molte abitudini, molte “libertà individuali e collettive”.
I lockdown e le misure restrittive hanno fermato il sale della democrazia. Un sacrificio necessario, ma anche un danno ingente sul piano culturale ed economico. Il ministro Franceschini, proprio oggi, ha detto parole rassicuranti su una possible riapertura di cinema e teatri, ovviamente “in sicurezza”. Ma la soluzione è lontana e non dietro l’angolo, perché la curva dei contagi non si abbassa, perché la produzione di film e spettacoli è ferma da un anno, perché i musicisti è un anno che non provano insieme… E perché la gente ha paura. Anche se in una sala da 500 posti ci metti dentro 150 persone, la paura dell’assembramento rimane e le persone non ci vanno…
Per questo, anche dal fronte politico, si affacciano idee diverse. Siccome nulla sarà più come prima, almeno per un bel po’, una delle idee che circola e che anche noi su queste colonne avevamo lanciato durante il primo lockdown nella primavera scorsa, è quella non solo di salvare il salvabile di ciò che esiste, ma “moltiplicare” le possibilità: più palchi, più teatri (anche laddove meno te lo aspetti), e più possibilità di lavorare per chi opera nel settore. Spettacoli all’aperto, nelle piazze, nei cortili, nelle aree industriali… Magari per non moltissimi spettatori, ma con possibilità di più repliche…  Ovvio che serviranno incentivi per chi organizza che siano enti, associazioni o comuni.  E magari una maggiore attenzione e solidarietà anche da parte degli sponsor. Del privato che può ricavarne un guadagno di immagine e pubblicità. Un piccolo segnale viene ancora dal Mascagni di Chiusi che nella settimana scorsa ha ospitato “in residenza” la Compagnia IPrana di Lucca che ha lavorato ala preparazione dello spettacolo “L’arte della fuga” che se sarà possibile sarà presentato al festival estivo Orizzonti e in altri teatri d’Italia.
La pandemia ha messo giustamente al primo posto l’emergenza sanitaria e la salute delle persone. Ma c’è anche una salute diversa da curare, che è quella dell’anima. E’ il ristoro dell’intelletto. Senza cultura, senza teatro, senza musica si vive sicuramente peggio. Tutti. E allora una qualche soluzione andrà trovata. Le performance improvvisate su facebook o sulla piattaforma zoom possono aiutare a tenere accesa la fiammella, ma non bastano. Anzi a ben vedere deprimono ancora di più…
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