SCAGIONATI I PIPISTRELLI CINESI: IL COVID CIRCOLAVA GIA’ IN ITALIA NEL SETTEMBRE 2019. LO HANNO SCOPERTO L’UNIVERSITA’ DI SIENA E L’ISTITUTO TUMORI DI MILANO

lunedì 16th, novembre 2020 / 12:58
SCAGIONATI I PIPISTRELLI CINESI: IL COVID CIRCOLAVA GIA’ IN ITALIA NEL SETTEMBRE 2019. LO HANNO SCOPERTO L’UNIVERSITA’ DI SIENA E L’ISTITUTO TUMORI DI MILANO
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SIENA – Ma allora la Cina, l’epicentro di Wu Han, i pipistrelli? Fino ad ora cosa ci hanno raccontato virologi, commissari straordinari, ministri e media main stream? La domanda sorge spontanea, direbbe Lubrano dopo che è uscita, ieri, questa notizia:  Il coronavirus era già in circolo in Italia dal settembre 2019, ben prima che scoppiasse l’emergenza mondiale. Lo conferma uno studio effettuato dall’Istituto dei Tumori di Milano e dall’Università di Siena, pubblicato sulla rivista Tumori Journal, firmato dal direttore scientifico Giovanni Apolone.

Dallo studio emerge – attraverso l’analisi di 959 campioni, di persone asintomatiche che avevano partecipato agli screening per il tumore al polmone tra settembre 2019 e marzo 2020 –  che l’11,6% di queste presentava gli anticorpi al covid:  il 14% già a settembre 2019 e  il 30% nella seconda settimana di febbraio 2020. Il 53,2% delle 111 persone proveniva dalla Lombardia.

I poveri pipistrelli di Wu Han possono richiedere la revisione del processo e con tutta probabilità verranno assolti e scagionati. Il fatto che il virus circolasse in Italia già a settembre, non chiarisce se sia partito dal nostro Paese e non dalla Cina, né come sia arrivato in Italia alla fine dell’estate 2019.
La notizia potrebbe far cadere anche alcune teorie complottiste come quella sul virus sfuggito da qualche laboratorio segreto peggio, diffuso scientificamente dai cinesi per mettere in ginocchio l’economia occidentale. Un parroco di Chiusi, nell’omelia della prima messa celebrata in streaming, senza pubblico, nella primavera scorsa, disse che era colpa dei comunisti, evocando scenari tipici della guerra fredda…
Lo studio dell’Università di Siena e dell’Istituto Tumori di Milano che non sono proprio gli ultimi arrivati, mette molte cose in discussione e apre davvero scenari diversi.
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