UMBRIA, EMERGENZA NEL CENTRO SINISTRA: NON SI TROVA UN CANDIDATO PER LA PRESIDENZA. INTANTO SALVINI IN SETTIMANA FA UN TOUR NEL TRASIMENO

domenica 22nd, settembre 2019 / 12:45
UMBRIA, EMERGENZA NEL CENTRO SINISTRA: NON SI TROVA UN CANDIDATO PER LA PRESIDENZA. INTANTO SALVINI IN SETTIMANA FA UN TOUR NEL TRASIMENO
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E CON LA CANDIDATURA FORA, SALTA ANCHE QUELLA POSSIBILE DI PALMIRO GIOVAGNOLA… 

PERUGIA – L’ex ministro plenipotenziario Salvini non fa campagna elettorale. E’ una campagna elettorale permanente. Lui e le campagne elettorali (e la propaganda) sono una cosa sola. Da sempre. Adesso dopo aver fatto harakiri da solo, e nel tentativo di sfiduciare Conte si è sfiduciato per sè, cerca di recuperare e gira cone una trottola. L’Umbria sarà il primo test elettorale dopo il cambio di governo, si vota tra poco più di un mese per la Regione (27 ottobre) e Salvini sta battendo l’Umbria come i venditori di cocci di Ficulle che andavano in giro per tutte le fiere, mercati e feste di paese a piazzare boccali, brocche, piatti e altre cose utili a chi stava in campagna e aveva bisogno di stoviglie durature. Salvini vende cose più aleatorie. Soprattutto paure. Ma corre in lungo e in largo, infaticabile, mai esausto mangia panini come fossero tartine… E accusa gli ex amici e alleati di tradimento, di poltronismo, di fare comunella coi comunisti…

La settimana prossima, esattamente mercoledì 25 settembre  sarà a Città della Pieve alle 17,00 (Palazzo della Corgna), poi alle 18,45 volerà a Tavernelle (centro culturale l’Occhio), infine alle 20,30 parlerà a Magione. Per la precisione al Ristorante Da Faliero, lungo le rive del lago Trasimeno, nei pressi di Sant’Arcangelo, dove potrà assaggiare l’impareggiabile “torta d’la Maria” con salsicce e rapi… Accompagnadola magari con un vinello di quelli con Mussolini sull’etichetta, che fanno bella mostra sullo scaffale del locale. Ci sono clienti che lo chiedono, evidentemente, e ci sono anche sbornie che non passano mai.

Tre tappe in tre ore, Città della Pieve, Tavernelle e Magione, roba da far invidia alla Madonna Pellegrina che la Dc faceva girare nel ’48 per fermare i comunisti e più tardi, nei primi anni ’60, con l’elicottero…

E non è mica finita, perché il giorno dopo, giovedì 26 Salvini sarà alle 9,45 a Passignano, alle 10,45 a San Feliciano e alle 12,30 a Castiglione del Lago (Piazza Mazzini).  Altro tour de force, questa volta mattutino. Un tour tutto lacustre per lanciare la campagna d’autunno per conquistare la Regione e dimostrare coi voti, che è lui ad avere il vento in poppa e che gli italiani (intanto gli umbri) non gradiscono l’accordo 5 Stelle -Pd.

Accordo che per la verità in Umbria è stato più volte annunciato, ma non è ancora certo. Francesca Di Maolo, ultimo nome tirato fuori dal cilindro come candidato alla presidenza, per cercare la quadra e chiudere l’accordo, mentre scriviamo non ha ancora sciolto la riserva. Dovrebbe farlo entro la giornata di oggi. Ma non è detto che dica sì. Si tratta della presidente dell’Istitito Serafico di Assisi, un ente ecclesiastico che si occupa di riabilitazione e assistenza ai disabili, in particolare ciechi e sordomuti. In sostanza una figura della cosiddetta società civile, ma vicina ai potentissimi frati francescani del sacro Convento… La candidatura Di Maolo risponderebbe all’identikit tracciato da Luigi Di Maio per poter dare l’ok all’accordo con liste civiche, Pd e sinistra radicale. Perché i 5 Stelle hanno l’esigenza di dare almeno l’impressione di aver portato a casa un risultato, di aver avuto un peso nella “trattativa” e di aver imposto alla fine la propria linea. Ma la Di Maolo ci sta pensando parecchio.  I “no grazie” di altre figure esterne alla politica, tirate in ballo nelle ultime settimane pesano e non poco.  Hanno declinato l’invito prima il magistrato Fausto Cardella Procuratore in carica di Perugia, il re del cashmire Brunello Cucinelli e la supermanager Bastioli. Tutte  e tre figure di spessore, indubbiamente, ma che c’entravano e c’entrano poco o niente con la politica e soprattutto con il centro sinistra. Cucinelli è uno che non vuole i sindacati tra i piedi; Cardella fa parte della Procura che ha arrestato i vertici della Regione e del Pd umbro qualche mese fa per lo scandalo Sanitopoli e candidare lui per il centro sinistra avrebbe significato forse una totale sconfessione dell’operato delle amministrazioni che hanno governato l’Umbria per decenni… La candidatura Bastioli è stata solo una suggestione, perché il No è arrivato praticamente subito. Avrà altro da fare.

Non ha detto no, anzi, lui aveva detto sì, ma a questo punto è praticamente fuori gioco anche Andrea Fora, candidato in pectore per diverse settimane e  poi bruciato per il veto dei 5 Stelle e di qualche lista civica, sacrificato sull’altare dell’accordo a tutti i costi, dunque. Dopo che gli sono stati messi davanti Cardella, e poi Cucinelli, la Bastioli, perfino la sindaca si Assisi Proietti, e adesso la Di Maolo, Fora anche se rimanesse l’unico disponibile, potrebbe dire di sì, senza rimetterci la faccia? Difficile anche solo pensarlo.

E’ vero che la politica ormai vede confini molto labili tra il fattibile e l’improbabile, tra coscienza e decenza.  A tutto però c’è un limite. Non è escluso che le liste civiche che lo avevano proposto e il Pd che ne aveva accettato la candidatura chiedano all’ex presidente di Confcooperative (si è dimesso proprio per potersi candidare ed avere mani libere) di rimanere nel giro e dare una mano, magari con la promessa di un assessorato o di un seggio in consiglio, ma è difficile che accetti. Del resto già qualcuno del suo “entourage” si è elegantemente sfilato.

Se Andrea Fora fosse stato lui il candidato presidente della gross coalition Pd-sinistra- Civici e 5 Stelle, nella sua lista (quella del presidente) ci sarebbe stato quasi sicuramente Palmiro Giovagnola, attuale presidente di Bcc Umbria, banca cooperativa affiliata alla Confcooperative. Fora lo avrebbe voluto nella sua squadra proprio per questo ruolo di Giovagnola di presidente di una banca regionale, soggetto economico importante, ovviamente. Ma anche per l’esperienza e i contatti che Giovagnola avrebbe garantito. E’ stato sindaco di Città della Pieve, vicepresidente della Provincia di Perugia, dirigente di lungo corso del Pci, poi del Pds, dei Ds. Con il Pd non ha mai avuto un rapporto di amore viscerale, ma non è un avversario, la tessera l’ha mantenuta, almeno fino al 2018…  Giovagnola, sarebbe stato anche un candidato in grado di catalizzare l’elettorato storico di sinistra nell’area del Trasimeno,  ma non solo… Il presidente di Bcc Umbria, però, viste come si son messe le cose, dopo che Fora è stato “scaricato” e messo in un angolo, ha detto anche lui arrivederci e grazie. Escludendo ogni possibile “ripescaggio”. Già faceva fatica – per sua stessa ammissione – a digerire un accordo politico coi 5 Stelle , di cui non condivide nulla quanto all’approccio, al linguaggio, alle posizioni tenute in questi anni, ma si era messo a disposizione di Fora. Adesso le condizioni sono diverse. “Non si può essere buoni per tutte le stagioni e per tutte le soluzioni”, dice…

E in effetti a situazione che si è determinata nell’area di centro sinistra a pochissimi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste, è grottesca. Verrebbe a dire è grave, ma non  seria.

E intanto si aspetta che Francesca Di Maolo (che pare sia sponsorizzata da ambienti molto influenti e altolocati della capitale, non solo i frati di Assisi) sciolga a riserva. Se dovesse dire No grazie anche lei, come gli altri, sarebbe veramente difficile andare avanti su questa strada dell’accordo 5 stelle-Pd. Questa vicenda umbra però ci dice che il vento sta cambiando. Fino a poco tempo fa per una candidatura a presidente di una regione si scatenavano corse furibonde, adesso in Umbria, nessuno lo vuol fare. E l’Umbria è una delle regioni più piccole d’Italia, non ha emergenze tali da potersi considerare ingovernabile… Brutto segno. Il nuovo corso parte male, molto male…

m.l.

 

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