GRETA, CAROLA, KAMALA E LE ALTRE: LA SPERANZA E’ DONNA. RADICALE E DI SINISTRA…

sabato 29th, giugno 2019 / 18:17
GRETA, CAROLA, KAMALA E LE ALTRE: LA SPERANZA E’ DONNA. RADICALE E DI SINISTRA…
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Che il mondo sia generalmente maschilista non lo scopriamo certo adesso. Proprio ieri un giornalista napoletano aveva definito il calcio femminile “un covo di lesbiche” (perché “una donna che decide di giocare a calcio deve essere per forza lesbica, come un uomo che decide di fare il ballerino è nella maggior parte dei casi gay”)… Ma, fateci caso, chi sono i nemici pubblici numero uno dei potenti di questo periodo?  Chi è che la gente allineata e coperta con i governi del momento non sopporta? Tute donne, alcune giovanissimie.

Greta Thunberg, la  ragazzina svedese che protesta contro l’indifferenza verso i cambiamenti climatici. E’ diventata un’icona del web, una “faccetta” che porta sfiga. Una che predica sventure e somiglia a “Mercoledì” della Famiglia Addams. Per molti è una rompicoglioni insopportabile e “una che serve alle lobbies e alle mulinazionali”.

Poi la Capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, arrestata ieri a Lampedusa per aver forzato il blocco navale imposto dal ministro plenipotenziario italiano Salvini, dopo che aveva salvato in mare 32 migranti/profughi/naufraghi che per 15 giorni sono stati tenuti lì, in mare, come pacchi postali senza possibilità di approdo… Carola, una giovane marinaia tedesca che ha fatto il suo dovere, assumendosene le responsabilità, esattamente come fecero tanti militari italiani nel ’43-44-45  quando disobbedendo alle leggi si schierarono con la resistenza al nazifascismo…

Quelli che accusano Carola Rackete sono gli stessi che deridevano, due mesi fa, la giovanissima Greta definendola Gretina…  Anche le argomentazioni sembrano le stesse: non solo sovranismo e nazionalismo d’accatto e a buon mercato, ma anche  misoginìa, antifemminismo, disprezzo per  chi prova a coniugare  i verbi secondo un lessico umanitario.

Verrebbe da ricordare ciò che scrisse un prete fiorentino (non un leader bolscevico) ai cappellani militari: “l’obbedienza non è una virtù”. Sono passati più di 50 anni… E ancora non abbiamo capito la lezione di Don Lorenzo, priore di Barbiana..

Personalmente credo che Salvini e chi con lui inneggia all’arresto di Carola Rackete tra non molto dovrà rispondere di queste nefandezze. Perché la storia ci mette un po’, a volte, ma arriva sempre a chiedere il conto delle cazzate.

Detto questo mi viene da notare che sono donne anche le figure che in questo momento fanno sperare in un qualcosa di meglio, nel prossimo futuro: penso ad Alexandria Ocasio Cortez e a Kamala Harris del Partito Democratico Usa. Radicali e determinate quanto il “socialista” Bernie Sanders. 

Una è giovanissima, l’altra è una cinquantenne, entrambe di origini ispaniche o indo-americane. Leggermente “colored” tutte e due. Sono loro la speranza di mandare a casa Donald Trump. O quantomeno le due punte di diamante dei Dem…

Così come in Europa, le elezioni del 26 maggio hanno indicato Annalena Baerbock, leader dei Verdi tedeschi, come  la figura più  rilevante di una sinistra nuova, aggiornata, pragmatica, ma anche fortemente antagonista rispetto ai modelli dominanti…

Dall’altra parte del pianeta, in Nuova Zelanda un’altra giovane esponente laburista non ancora quarantenne è diventata Primo ministro: si chiama Jacinda Kate Laurell Ardern…  Posizioni piuttosto radicali sulle politiche sociali,  apertura all’immigrazione…

Insomma un altro mondo rispetto a Salvini e al nulla dei 5 Stelle non solo è possibile, ma è già presente e attivo… E prima o poi il vento cambierà anche da noi. E’ sempre stato così, anche il blues, il rock sono arrivati da oltre oceano… E pure google o facebook. C’è solo da aspettare che passi la nottata, sperando che non sia troppo lunga. Ma, come cantava Luigi Tenco, “non so dirti come e quando, ma vedrai che cambierà.”

m.l..

 

 

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