MONTEPULCIANO-TORRITA: IL VOTO POPOLARE DICE NO ALLA FUSIONE: 65% CONTRO 35.

lunedì 12th, novembre 2018 / 17:26
MONTEPULCIANO-TORRITA: IL VOTO POPOLARE DICE NO ALLA FUSIONE: 65% CONTRO 35.
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MONTEPULCIANO –  La fusione dei comuni tra Montepulciano e Torrita di Siena non s’ha da fare. Questo ha detto la cittadinanza con il referendum consultivo di ieri e oggi. E lo ha detto in due modi: votando NO alla proposta di fusione e anche non partecipando al voto, come è successo soprattutto a Montepulciano.

Nella città del Poliziano infatti a fronte di 11.250 aventi diritto al voto a partecipare al referendum sono stati solo 3.735 elettori, pari al 33,17%. Una debacle se si considera che a favore del Sì era schierato il partito di maggioranza (e non solo). Pochi votanti dunque e in maggioranza per il NO: 1.891 voti pari 53,6% contro i 1.716 pari al 46,4 dei Sì. 

A Torrita è andata meglio sul piano dell’affluenza: su 5.850 aventi diritto, hanno votato in 3.791 pari al 64,80%. Più alto anche lo scarto tra i NO e i Sì:  hanno votato contro la Fusione 2.891 elettori pari al 76,7%, hanno votato a favore solo 898 cittadini, ovvero il 23,3%. Duemila voti di differenza. Praticamente il NO ha fatto “cappotto”. Tranne che nella frazione di Montefollonico dove è finita quasi in parità: 153 a 151 (50,3% contro il 49,7%,) sempre a favore del NO, comunque.

A Montepulciano  il SI’ è stato surclassato soprattutto nel capoluogo: 491 voti contro i 934del NO. Praticamente un doppiaggio netto. Ha “tenuto” invece nelle frazioni: ad Acquaviva ha vinto di 11 voti (225 contro 214); a Gracciano con più distacco: 148 a 87, come a Tre Berte (152 a 94); ad Abbadia ha prevalso con 281 voti contro 209; alla Stazione ha perso, ma solo di 4 voti, mentre a S. Albino il No ha prevalso abbastanza nettamente: 158 contro 137 voti.

Complessivamente nei due comuni il Sì ha ottenuto 2.594 voti; il No 4.872. Il 64,8% degli elettori ha detto NO alla fusione. Il SI si è fermato al 34,5%. Poche le schede bianche e nulle.

Per i fautori del Sì, compresi i due sindaci Rossi e Grazi, per il Pd che si è speso fortemente (non senza qualche defezione interna), una “capocciata” epocale. Di quelle che lasciano il segno. Ultimamente i referendum portano poca fortuna al Pd. Qualcuno già invoca e dimissioni dei due sindaci, che sono comunque entrambi a fine mandato, o quantomeno dei segretari del partito di maggioranza. Il Comitato NO Fusione esulta e fa festa. A Torrita questa sera tutti in piazza a festeggiare, fanno sapere su facebook.

Il referendum non prevedeva un quorum, era solo consultivo, ma entrambi i sindaci hanno più volte ribadito nei mesi scorsi di voler rispettare la volontà popolare e, se avesse prevalso il NO, di stoppare il processo di fusione. I due comuni, per i cittadini debbono rimanere in vita entrambi. Ognuno con la sua storia, il proprio stemma, il proprio nome, il proprio territorio e il proprio sindaco.  Andrea Rossi a Montepulciano ha già fatto due mandati e in assenza di fusione, non è ricandidabile. Giacomo Grazi a Torrita di Siena sarebbe ricandidabile, ma dopo una batosta del genere nessuno, crediamo, si azzarderà a riproporlo. Neanche in fotografia. Montepulciano dovrà rimandare anche ‘appuntamento con le elezioni a doppio turno. Ma questo, per il Pd è solo un bene. Con il ballottaggio avrebbe già perso prima di giocare la partita. E infatti nel partito di maggioranza c’è chi pur avendo fatto campagna pro-fusione per dovere e disciplina di cordata, tira un sospiro di sollievo, sperando che la bastonata serva ad aprire un confronto serio anche in vista del congresso nazionale.

Ma ora è il momento della festa di chi la fusione non la voleva e si è battuto per fermarla. Il resto verrà…

M.L.

 

 

 

 

 

 

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Farida
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