MONTEPULCIANO, PARTE LA CORSA AL DOPO ROSSI: ALICE RASPANTI E MICHELE ANGIOLINI IN POLE POSITION…

mercoledì 21st, novembre 2018 / 15:50
MONTEPULCIANO, PARTE LA CORSA AL DOPO ROSSI: ALICE RASPANTI E MICHELE ANGIOLINI IN POLE POSITION…
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E DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, GIANCARLO PAGLIAI SI DIMETTE DA TUTTI GLI INCARICHI NEL PD…

MONTEPULCIANO – Ieri sera il consiglio Comunale ha votato all’unanimità l’interruzione dell’iter legislativo regionale per la fusione Montepulciano-Torrita di Siena, conformemente all’esito referendario. Quindi non ci saranno forzature rispetto al pronunciamento popolare che ha bocciato sonoramente la fusione. Chi ha sostenuto il NO può dunque tirare un ulteriore sospiro di sollievo.  Da segnalare la posizione del M5S,  che, nel corso del dibattito, di essere “a favore delle fusioni, perché portano importanti e significativi benefici”, ma di essere stato contrario alla fusione dei comuni di Torrita e Montepulciano, “perché calata dall’alto”. Insomma un NO più sul metodo che sul merito della questione. E c’è chi si augura, come il consigliere Daniele Chiezzi (lista civica propria) che tale posizione possa portare, già dalla prossima campagna elettorale amministrativa, a riaprire il fronte “contribuendo a sensibilizzare sul punto i cittadini, affinché nasca una spinta ‘dal basso’ per realizzare una ristrutturazione amministrativa che prima o poi tutti riconosceranno come ineludibile”.

Intanto però la fusione mancata di fronti ne ha aperto un altro. Quello relativo alla candidatura a sindaco. Con il Comune unico, con tutta probabilità sarebbe stato ancora Andrea Rossi il front man del Pd e alleati. Adesso invece il sindaco uscente non è più candidabile perché ha già fatto due mandati. Montepulciano deve cambiare cavallo. E Torrita probabilmente pure, vista la batosta rimediata in casa propria da Giacomo Grazi.

Ma torniamo alla città del Poliziano che continuerà a votare con il turno secco, senza ballottaggio. Con Rossi fuori gioco, chi ne prenderà il testimone? O meglio, a chi sta pensando il Pd per la successione a Rossi?

Certo i due mandati di Andrea Rossi hanno visto Montepulciano decollare e assumere il carattere di meta turistica di primissimo ordine. La città ha mantenuto la sua leadership territoriale. Ha acquisito visibilità a livello internazionale, ha mantenuto (cosa non scontata) in piedi e ha anche potenziato eventi importanti come il Cantiere Internazionale d’Arte e il Live Rock Festival di Acquaviva, ha fatto da set per produzioni cinematografiche e televisive di grande richiamo… Ha arricchito, ammodernato e potenziato l’offerta commerciale, ricettiva gastronomica, che è e resta uno dei motori principali del turismo. Ha promosso il marchio del Vino Nobile nel mondo… Insomma Montepulciano è cresciuta e sta meglio di 10 anni fa.

L’eredità di Rossi è sostanziosa e non sarà facile, per chiunque sia il candidato a prenderne il posto, garantire da subito un uguale livello. Anche di consenso personale.

Al momento di nomi ne circolano alcuni. I primi due di totale continuità con l’attuale amministrazione e quindi con la “linea Rossi”. Uno è quello dell’assessore alle attività produttive, avvocato Michele Angiolini, fratello di Alessandro Angiolini, già assessore nella prima giunta Rossi in quota Verdi e adesso tra i più critici verso la “Montepulciano da bere” o “Rossiland” di questi tempi. Nei giorni scorsi proprio Michele Angiolini ha inaugurato con tanto di vestito buono e fascia tricolore il “Castello di Babbo Natale”. Che sia stata una sorta di prova generale? Certe foto che circolano sui social potrebbero anche lasciarlo intendere.

Il secondo nome, invece, è quello di Alice Raspanti, 51 anni, capogruppo di maggioranza, Pd della prima ora, ma di area cattolica ex DC. Molti la danno come il “braccio destro” di Andrea Rossi e quindi come la candidata in pectore numero uno. Ma nel Pd e in genere nella sinistra l’ipotesi di un sindaco/sindaca ex Dc a Montepulciano non è che faccia fare salti di gioia, soprattutto adesso che la stella di Renzi sembra ormai tramontata.

Il terzo, leggermente dietro, è Andrea Biagianti, 33 anni, esponente della sinistra del partito, quella non renziana. Eterna promessa, sempre sul punto di esplodere, un po’ come Bernardeschi o Berardi… Potrebbe essere il colpo a sorpresa. Come  potrebbe esserlo il 43enne Lorenzo Bui, consigliere comunale, attivo da anni negli ambienti culturali e musicali della Valdichiana. 

Ma sono voci, sensazioni. Il Pd non si è pronunciato, né lo hanno fatto gli alleati. Ad oggi l’unico pronunciamento è quello di Giancarlo Pagliai, portavoce del Comitato per il Sì alla fusione, che dopo la sconfitta al referendum, si è dimesso da tutti gli incarichi nel Pd.

Il risultato referendario – scrive Pagliai – dimostra, specialmente su Torrita, che le nostre Comunità non sono ancora pronte e non so se mai lo saranno, ad allargare i confini amministrativi, ha vinto il campanilismo e la paura di contaminarsi. I cittadini hanno bocciato il nostro progetto e ci hanno chiaramente detto che non vogliono la fusione, probabilmente aldilà del progetto stesso! Con la vittoria del NO ha vinto il conservatorismo rispetto al progresso, ha vinto la paura rispetto al coraggio.
È stata negata alle nuove generazioni la possibilità di sperare in un futuro migliore e purtroppo le difficoltà di amministrare un Comune medio piccolo rimarranno tali. La vittoria del NO ha negato una grande opportunità di crescita ai cittadini Poliziani e Torritesi, le conseguenze di questa scelta non si faranno attendere. In questa campagna referendaria, si è palesato uno Spread incolmabile tra noi e la cittadinanza, e di questo dobbiamo tenerne conto in vista delle prossime Amministrative. Ha vinto il NO sia a Torrita che a Montepulciano, chi ha coordinato l’intero percorso (il sottoscritto) non può fare finta che nulla sia accaduto!
Evidentemente non siamo riusciti a farci capire o non siamo stati convincenti nello spiegare un progetto così importante. La mia coerenza mi porta inevitabilmente ad assumermi tutta la responsabilità della sconfitta e a trarne le dovute conseguenze. Rassegno pertanto le mie dimissioni irrevocabili da ogni incarico che rivesto all’interno del Partito Democratico. Il futuro mi vedrà impegnato come semplice iscritto, e sarà in questa veste che continuerò a dare il mio piccolo contributo”.

Prima di pensare alle elezioni, ai programmi e alle candidature il Pd di Montepulciano dovrà leccarsi le ferite e riflettere sulla sconfitta referendaria e sulla bocciatura di una proposta su cui aveva speso moltissimo.  Poi ci sarà la “conta” per il segretario nazionale del partito, con posizionamenti e riposizionamenti anche dei quadri locali…

Intanto gli avversari osservano in silenzio il marasma interno al Pd, con la speranza che le contraddizioni interne facciano implodere il “fortino”. Dopo di che sarà più facile dare l’assalto al Palazzo d’Inverno, anche senza generali di grande carisma e di grande sagacia tattica e strategica. Potrebbe bastare il lucrare sulle cazzate altrui…

E Montepulciano, nonostante i buoni risultati ottenuti negli ultimi 10 anni e la crescita esponenziale sul piano turistico, oggi è una città e un comune contendibile. La tentazione del tutti contro uno, cioè contro il Pd potrebbe essere forte…

A sinistra però potrebbe anche presentarsi una lista autonoma dal Pd, ma non disponibile ad alleanze spurie con la destra, la Lega e i 5 Stelle. Difficile che vinca, ma potrebbe essere comunque l’ago della bilancia.

m.l.

 

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