COSE DI QUALITA’: EDOARDO LEO A CHIANCIANO, MARIANGELA VACATELLO AL CANTIERE E… IL TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO, RITO LAICO DELL’ESTATE

mercoledì 25th, luglio 2018 / 15:27
COSE DI QUALITA’: EDOARDO LEO A CHIANCIANO, MARIANGELA VACATELLO AL CANTIERE E… IL TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO, RITO LAICO DELL’ESTATE
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Quando si dice la qualità… Tra le tante serate musical teatrali che in questi giorni si susseguono, paese per paese, ne segnaliamo due che hanno senza dubbio lasciato il segno. Una è la serata con Edoardo Leo a Chianciano. Location inedita (una piazzetta del centro storico che sembra atta apposta per il teatro), ingresso gratuito, il che non guasta mai, anzi… e un attore  che non è propriamente un cabarettista, né solo un comico, ma che è capace di tenerti lì per due ore ad ascoltare cose più o meno serie e anche “cazzate” (così le definirebbe lui) che però sono lo specchio di ciò che siamo noi.  Lo abbiamo visto in tanti film, da “Perfetti sconosciuti” a “Smetto quando voglio” (uno e due), e sappiamo che il cinema non è il teatro. Edoardo Leo però se la cava alla grade anche sul palcoscenico, in piazza…

Per la cronaca, l’organizzazione aveva previsto 200 posti a sedere, quanti ne prevede la normativa per non incappare in una serie da adempimenti da concerto dei Rolling Stones. Di spettatori ce n’erano almeno il doppio. Forse qualcosa di più. Serata piacevolissima, leggera, ma non troppo, come è giusto che sia. Bravo anche Jonis Bashir il chitarrista che ha accompagnato e assecondato l’attore romano con “sottofondi” piacevoli come i monologhi. Molto romano e romanesco, come sempre, Edoardo Leo, ma anche uno di noi. Perché con le sue battute, le sue barzellette, i suoi racconti tratti da autori famosi ci ha messo davvero tutti davanti allo specchio… Ridendoci su. Perché noi italiani siamo tipi strani, capaci di mettere un martello frangivetro, da usare in caso di necessità,  dentro una teca di vetro, senza un altro martello nei pressi….Va beh…

La seconda serata che vorremmo segnalare è quella che domenica 22 luglio si è tenuta in Piazza Grande a Montepulciano, Cantiere Internazionale d’Arte. Il concerto della Royal Northern Orchestra di Manchester diretto dal maestro Ronald Boer con Mariangela Vacatello al pianoforte è stato senza dubbio un concerto memorabile, uno di quelli da segnare negli annali del Cantiere. L’esecuzione del Concerto n.1 per pianoforte e orchestra di Chopin ha stregato la piazza, gremita e ammirata.  Mariangela Vacatello è una delle migliori pianiste italiane, anzi una delle migliori al mondo. E non si è risparmiata, regalando al pubblico una performance straordinaria. In una cornice straordinaria. Lo stesso dicasi per l’orchestra inglese, ormai presenza fissa da anni al Cantiere di cui è diventata una colonna portante…

Ecco, una serata leggera a Chianciano e una certamente più impegnativa per chi non ha dimestichezza con la musica classica, ma di grande effetto a Montepulciano. Due grandi serate che ci dicono come, anche in una zona tutto sommato periferica come la Valdichiana, si possano trovare delle perle di assoluto valore…

Tra l’altro, sempre in tema di qualità, segnaliamo che stasera comincia, a Chianciano, la Festa della Musica, che durerà fino al 29 luglio. Possono piacere o no le band e i musicisti che saliranno sul palco, ma la kermesse è e resta un appuntamento interessante e di livello.

E’ in corso infine a Monticchiello (Pienza) la rappresentazione del Teatro Povero, altra eccellenza del territorio sul piano culturale e antropologico. Il titolo dell’autodramma (loro, quelli di Monticchiello e del Teatro Povero, lo chiamano così) è “Valzer di mezzanotte“. E la domanda è un po’ sempre la stessa che da decenni la comunità di  Monticchiello, pone, con il suo teatro:  ora che è finito un mondo, ne arriva un altro?  e sarà migliore o peggiore? E quella battaglia dei confetti al matrimonio sembra davvero una trasposizione dell’Italia di oggi, diventata improvvisamente chiusa, rancorosa, divisa, impaurita, quasi immersa in una guerra civile strisciante…  E ancora una volta in quella piazza che si fa palcoscenico dove va in scena la nostra commedia umana riaffiorano i temi di sempre: la politica che non dà risposte,  la sinistra che non c’è più, il contrasto tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, il vecchio mondo contadino, comunitario, solidale, travolto e stravolto dalla globalizzazione che nessuno è in grado di “governare”, nonostante ci sia chi dice di poterlo fare.  Mentendo.

In questo senso anche stavolta il Teatro Povero di Monticchiello ci dà una lezione su come restare comunità, ma anche una lezione politica e di sociologia applicata alla politica e alla quotidianità. E quel Valzer di mezzanotte è una musica triste, passata… Roba d’altri tempi, che evoca un passato quasi remoto, altri atteggiamenti. Altri pensieri. Forse il messaggio è che quelle note, suonate e ballate nel pieno della notte, preludono a un nuovo giorno, ad una nuova alba… Alla riscossa. Che forse ci sarà. O forse no.

Non offre risposte e ricette certe il Teatro Povero (come sempre del resto, quelle spettano alla politica non al teatro), ma Monticchiello val bene una messa. E quella del Teatro Povero è una Messa laica, un rito dell’estate cui non si può rinunciare…

m.l.

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