ROMA, AGLI ARRESTI IL PRESIDENTE DI ACEA. A CHIUSI PARTE LA CONTRAEREA SUL CARBONIZZATORE, MA… CHI E’ NEL TRITACARNE, BETTOLLINI O I 5 STELLE?

mercoledì 13th, giugno 2018 / 16:05
ROMA, AGLI ARRESTI IL PRESIDENTE DI ACEA. A CHIUSI PARTE LA CONTRAEREA SUL CARBONIZZATORE, MA…  CHI E’ NEL TRITACARNE, BETTOLLINI O I 5 STELLE?
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La notizia ha tenuto banco per tutta la mattinata sui siti web e sui Tg e sulle radio nazionali: 9 arresti (sei in carcere e tre ai domiciliari) eseguiti questa mattina in seguito ad una indagine sul nuovo stadio della A.S. Roma, nella Capitale. Gli investigatori parlano di “corruzione sistemica e pulviscolare”. Tra gli arrestati l’imprenditore Luca Parnasi, il vicepresidente del Consiglio Regionale Adriano Palozzi (Forza Italia), l’ex assessore  regionale Pd Michele Civita, e il presidente di Acea Luca Lanzalone. I reati contestati a vario titolo sono associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali, finanziamenti illeciti. La società Roma Calcio risulta estranea all’inchiesta, così come la sindaca Virginia Raggi.

Il presidente di Acea Lanzalone è finito sotto inchiesta in quanto consulente nominato dal Comune per alcuni aspetti tecnici relativi all’opera Stadio. Non come numero uno dell’azienda municipalizzata che gestisce acqua ed energia. Tra gli indagati anche il capogruppo del M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, il consigliere di Forza Italia Davide Bordoni e il presidente dell’Ordine degli avvocati, candidato non eletto dei 5S alle Politiche, Mauro Vaglio.

Il coinvolgimento nell’inchiesta del presidente di Acea (ora ai domiciliari), a Chiusi ha fatto l’effetto di una bomba. Non perché a Chiusi la gente sia particolarmente interessata allo Stadio della Roma (l’unico tifoso noto dei giallorossi è l’ex sindaco Stefano Scaramelli), ma per il fatto che Acea è l’azienda che ha in progetto di realizzare n impianto di carbonizzazione dei fanghi di depurazione nell’area dell’ex Centro Carni. Area già acquisita, insieme al depuratore esistente di Bioecologia Srl.

Subito sui social si è scatenata la contraerea: “vedete, che personcine ci mettiamo in casa?” Inevitabile. Già la cosa sta facendo discutere, da mesi. E’ nato pure un comitato che chiede un referendum. Chiaro che le manette a Lanzalone mettono un’ulteriore pulce nell’orecchio a quanti ritengono che l’operazione non s’ha da fare.

E la notizia dei domiciliari al numero uno di Acea arriva proprio alla vigilia di un Consiglio Comunale in cui sulla questione si profila un accordo tra la maggioranza e i 5 Stelle che hanno evidentemente ammorbidito i toni e non sono più pregiudizialmente contrari all’impianto proposto. Anzi.

Chiaro che sulla faccenda Stadio della Roma, Acea non c’entra niente. Lanzalone era stato nominato personalmente consulente del Comune per alcuni aspetti dell’opera, non come presidente di Acea.  Poi il progetto che si dovrebbe realizzare a Chiusi è di Acea Ambiente, una branca della multiutility romana, non della holding. Insomma non c’è alcuna relazione.

Però il nome Acea è stato tirato in ballo e l’inchiesta romana consiglia quantomeno maggiori cautele, maggiori attenzioni, maggiore trasparenza anche in relazione al “carbonizzatore” di Chiusi.

Nel caso della centrale a biomasse di San Donnino a Città della Pieve, da queste colonne sottolineammo come il fatto che il proponente fosse indagato per il reato di truffa ai danni di n Comune (Grosseto) costituisse una discriminante, cioè un fatto che avrebbe dovuto bloccare la concessione amministrativa da parte del Comune. Ecco, nel caso dell’impianto Acea a Chiusi non siamo nella medesima situazione, ma il presidente agli arresti non depone a favore. Meglio mettere tutti i puntini sulle i.

Detto questo, però, l’impressione è che più che Bettollini & C. a trovarsi negli impicci siano i 5 Stelle. Lanzalone era uno dei superconsulenti del Movimento, uno che molti media danno come vicinissimo a Di Maio. La nomina a presidente Acea avvenuta nell’aprile 2017, è stata fatta e voluta da Virginia Raggi e da chi decide nel M5S…

A Chiusi, come abbiamo più volte sottolineato anche in articoli precedenti, sul progetto Acea i 5 Stelle locali dopo una iniziale ostilità, e nonostante le critiche alla condotta dell’Amministrazione, hanno via via tenuto una posizione sempre più interlocutoria, almeno nella componente istituzionale (le due consigliere comunali) fino ad arrivare ad un vero e proprio “accordo” con la maggioranza, rompendo di fatto il “fronte del NO”. Diversa è infatti la posizione di alcuni esponenti del Movimento (Fiorani, Romanini…) e del Comitato promosso da Paolo Scattoni, al quale pure i 5 Stelle inizialmente avevano aderito pressoché in massa.

Non sappiamo se sul progetto Acea per l’area dell’ex centro carni di Chiusi i vertici nazionali e regionali del Movimento 5 Stelle siano intervenuti consigliando i rappresentanti locali ad un atteggiamento non ostile a prescindere (come a dire “guardate che Acea è roba nostra!”), ma non ci sentiamo di escluderlo. I 5Stelle sono un movimento, ma somigliano molto per certi aspetti ad un partito stalinista, dove la linea viene dall’alto e guai a chi la mette in discussione. A Siena ne sanno qualcosa… 

Sulla vicenda carbonizzatore per esempio, i podemos chiusini sono rimasti più guardinghi. E più in linea con il consigliere regionale di Si Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, che invece è su posizioni contrarie. Non a prescindere, ma quasi.

Intanto il Comitato annuncia di aver superato le mille adesioni sui social (il che di per sé vorrebbe dire poco… i social sono quanto di più aleatorio e virtuale esista sulla faccia della terra). Mille con i 5 Stelle in uscita sarebbe comunque un buon risultato. Di questi tempi, poi…

Quanto ai 5 Stelle, la faccenda Stadio li riporta sulla terra. Dimostrando che anche loro sono come tutti gli altri, né più né meno. La diversità sbandierata è solo propaganda. I fatti raccontano cose diverse. Come è normale che sia.

m.l.

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