FRECCIAROSSA A CHIUSI, C’E’ UN’UMBRIA CHE SPINGE E UN’UMBRIA CHE FRENA (E IL PD, COME AL SOLITO, SI DIVIDE)

FRECCIAROSSA A CHIUSI, C’E’ UN’UMBRIA CHE SPINGE E UN’UMBRIA CHE FRENA (E IL PD, COME AL SOLITO, SI DIVIDE)
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PERUGIA – “La fermata di una coppia di Frecciarossa alla stazione di Chiusi, a partire da dicembre, è un’occasione ed un’opportunità da non perdere per Perugia e per l’intera Umbria quella di aprire verso Roma e la Toscana un collegamento rapido e naturale alle grandi vie di comunicazione del Paese”. Lo hanno detto i sindaci del Treasimeno e precisamente di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Panicale e Paciano, sabato scorso all’iniziativa organizzata dal Pd pievese nella città del Perugino. E lo hanno ribadito anche in una nota congiunta stilata in seguito a quell’incontro.

E dall’assemblea di sabato parte anche la richiesta di un «confronto tra istituzioni locali e regionali per elaborare un piano di potenziamento delle infrastrutture e della mobilità da Perugia verso Chiusi».

All’iniziativa promossa, come abbiamo detto, dal Partito democratico pievese, in collaborazione con il Pd chiusino e quello del Trasimeno, hanno partecipato i sindaci di Chiusi, Castiglione del Lago, Panicale, Paciano e rappresentanze istituzionali e politiche di tutta l’area del Trasimeno, della Valdichiana e dell’Alto Orvietano. Presente pure il consigliere regionale Giacomo Leonelli che dopo la recente interrogazione alla giunta regionale, in cui chiedeva informazioni ed iniziative tese a sfruttare al meglio la prevista fermata di treni Av nella stazione di Chiusi, ha nuovamente confermato l’importanza di questo collegamento per Perugia ed il suo impegno convinto nel sostenere tale possibilità.

Leonelli ha anche sottolineato come la stazione di Chiusi è “una fermata posta al confine della Regione Umbria che può coprire un bacino di circa 100 mila umbri. Sarebbe un ulteriore segnale importante sulla strada dell’Alta velocità per i nostri territori. L’ipotesi di un Frecciarossa a Chiusi impegna la nostra Regione ad ottimizzare questa opportunità, con interventi infrastrutturali e di viabilità. La fermata del Frecciarossa a Perugia, da noi fortemente voluta, ha riscosso un successo anche oltre le aspettative. Tali ulteriori fermate rappresenterebbero un’altra importante opportunità di collegamento della nostra Regione con il resto del Paese, anche tenuto conto del fatto che sarebbero un’ottima occasione per l’ammodernamento e la riqualificazione della viabilità interna di collegamento”.

Il sindaco di Chiusi Juri Bettollini ha evidenziato come «gli interventi di adeguamento della stazione di Chiusi finanziati e portati a termine da RFI, siano stati determinanti per il concretizzarsi di questa opportunità per cui si è ora avviata la discussione relativa all’orario più compatibile per la finalità “turistica” della nuova fermata in programma dal prossimo dicembre».

Dai sindaci del Trasimeno quindi la soddisfazione per una «importante occasione di sviluppo dell’area» e l’impegno a «ricercare da subito l’attenzione e la necessaria collaborazione tra istituzioni, enti e imprese per pianificare e realizzare le azioni necessarie a finalizzare al meglio questa opportunità che deve essere sostenuta ed affiancata da complementari interventi di adeguamento della rete stradale e della mobilità nell’intera zona». Ma l’Umbria è una e trina. Come il Pd e i suoi alleati. E se Leonelli e i sindaci del Trasimeno spingono, l’assessore regionale Chianella frena, affermando (nella risposta a Leonelli) che  “stiamo parlando di una cosa che non c’è: al momento non c’è alcun accordo. Ci sono state riunioni, ma non sappiamo se ci sarà una fermata a Chiusi ed eventualmente in quali orari. Questa è un’ipotesi generata in un periodo elettorale. Bisogna verificare, perché Trenitalia per attivazioni del genere fa sondaggi sui flussi ipotetici del servizio. Qualora Trenitalia decida l’attivazione del servizio e ci dia gli orari esatti, allora valuteremo la possibilità di un collegamento e l’ipotesi più probabile sarebbe attraverso il Freccia link con i diversi territori della nostra regione. Sarebbe comunque più logico un collegamento in direzione sud visto il Fracciarossa a Perugia. In base all’evoluzione della cosa valuteremo quali servizi dare ai nostri cittadini”. Nell’incontro pievese di sabato scorso, Chianella è stato oggetto di critiche feroci, anche da parte dei suoi stessi compagni di partito esterrefatti  e delusi…

Ancora una volta, come sulla vicenda del Pronto Soccorso a Città della Pieve riaperto dal Tar, la Regione si mette contromano rispetto alle amministrazioni locali. Il solco si allarga, sembra quasi che a Perugia la Regione vogliano perderla (o regalarla agli avversari) senza nemmeno giocare la partita nel 2020.

Intanto – per chiarire- la fermata dei Frecciarossa a Chiusi a partire da dicembre è stata annunciata da Trenitalia, non solo dal sindaco Bettollini. Quindi non è solo un’ipotesi, o una promessa elettorale, ma una decisione presa. E se fosse stata una iniziativa elettorale va ricordato che la fece il viceministro Nencini, Psi, stesso partito di Chianella.

Per quale squadra gioca l’assessore umbro? Nel Trasimeno in molti hanno cominciato a chiederselo, così come qualcuno ha già invitato i sindaci a chiederne le dimissioni… A che serve un assessore contro i territori, contro i cittadini, contro i sindaci? Solo a giustificare la scelta di pagare coi soldi di tutti la fermata di un Frecciarossa a Perugia?

Vedere un territorio di confine unito intorno ad una opportunità, determinato a sfruttarla senza sottilizzare sui confini regionali, superando anche posizioni precedentemente assunte, non è cosa tanto usuale. E’ sicuramente un fatto rilevante e positivo. Vedere e sentire un assessore regionale che minimizza, che tende a spegnere gli entusiasmi e si mette di traverso per non si sa quali ragioni, è invece l’ennesima riprova di una politica che si sta incartando da sola, che più è espressione dei Palazzi, più è lontana dalla gente, dalle comunità locali, dalle necessità dei territori che amministra. E visto come la Regione Umbria sta trattando i comuni del Trasimeno, forse è giunta l’ora – almeno come provocazione – che i Comuni del Trasimeno (Castiglione del Lago e Città della Pieve, per esempio) chiedano di passare alla Toscana… Entrambi già parlano un dialetto che proprio umbro-umbro non è…

Quanto ai treni, noi, da queste colonne, abbiamo sempre sostenuto che si dovesse puntare sulla stazione di Chiusi per agganciare l’alta velocità, anche quando i sindaci e molti altri puntavano su avveniristiche quanto improbabili stazioni volanti, e si accapigliavano sulla loro ubicazione. Naturalmente riteniamo la fermata a Chiusi non alternativa a quelle di Arezzo o Perugia (anche se quella di Perugia è pagata dalla Regione Umbria e non a regime di mercato), se mai complementare ad esse e sappiamo bene che un Frecciarossa non farà primavera se non verranno salvaguardati e migliorati anche gli altri servizi, dai treni pendolari agli intercity ai collegamenti stradali. Oggi però, allo stato in cui stanno le cose, crediamo che la battaglia portata avanti nell’ultimo anno dal sindaco di Chiusi e che sta trovando appoggio dai suoi colleghi del Trasimeno e del senese, sia da sostenere, per fare in modo che la fermata dei treni AV possa avere successo, che trovi un’utenza adeguata e possa a breve essere potenziata con nuove fermate, sia di Trenitalia che di Italo. Chi sosteneva che i lavori di adeguamento alla stazione non avrebbero portato automaticamente alla fermata delle Frecce veloci, è stato smentito. E anche questo è un bene, perché vuol dire che quei quasi 7 milioni di euro non sono stati spesi invano per una semplice e inutile operazione di maquillage.

m.l.

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