IL FALLIMENTO DEL “CAMPO PROGRESSISTA” DI PISAPIA RACCONTATO DALL’INTERNO…

lunedì 11th, dicembre 2017 / 18:55
IL FALLIMENTO DEL “CAMPO PROGRESSISTA” DI PISAPIA RACCONTATO DALL’INTERNO…
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Da Alberto Baessato, candidato alle elezioni comunali di Chiusi del 2016 ed esponente del Movimeno Possiamo-Sinistra per Chiusi, riceviamo e pubblichiamo:

A seguito della decisione presa da Giuliano Pisapia di interrompere i colloqui con il PD è giusta e doverosa una riflessione.

Ho partecipato in prima persona alla genesi di Campo Progressita aderendovi dalla prima ora, senza tentennamenti perché, citando Buckminster Fullen, si voleva creare una modello nuovo che rendesse obsoleto il vecchio sistema. Dove per “vecchio sistema” si intende quel centrosinistra anomalo senza identità in balia di un verticismo esasperato che promuove una proposta politica orfana dei valori tanto cari al popolo della sinistra. Una proposta politica che ondeggiava pericolosamente tra proposte neoliberiste (Decreto Sblocca Italia) e proposte che occhieggiano alla peggior destra (Decreto Minniti). Abbiamo provato a tenere aperta una strada strettissima zeppa di insidie, cercando di riportare al centro del dibattito una proposta politica che potesse riunire tutte le migliori energie del centrosinistra o per meglio dire sinistra-centro. Dove ci fosse spazio anche per il civismo attivo, per l’associazionismo laico e cattolico, per i collettivi e per tutti quei singoli orfani di una casa dove l’IO fosse sostituito dal NOI. É vero abbiamo provato in tutti in modi a tenere aperto un dialogo con il PD. Abbiamo più volte chiesto al nostro interlocutore uno sforzo verso una radicale discontinuità dalle politiche messe in atto durante questa legislatura. Abbiamo chiesto con forza cambiamenti rispetto alle politiche sul lavoro, ci è stato risposto che non solo questo non avverrà, ma che vogliono rafforzare quello esistente visto che il primo ha creato 1 milione di posti di lavoro. Abbiamo chiesto di poter realizzare un reddito minimo garantito come paradigma di un nuovo welfare universale e inclusivo hanno preferito continuare con la politica delle mance, bonus e lavoretti stagionali. Abbiamo detto no al decreto Minniti, hanno risposto attaccando le ONG e lasciando mano libera ai torturatori libici. Abbiamo inoltre chiesto che il premier fosse scelto con delle primarie e hanno sempre risposto che il loro segretario era stato scelto da 2 milioni di elettori, che poi parte di questi non fossero elettori del PD poco importa. Poi indicazioni di ordine su ambiente, l’abbandono delle grandi opere come la seconda pista di Perentola e no a nuovi impianti di incenerimento di rifiuti. Infine abbiamo chiesto dei segnali minimi che indicassero una direzione, uno sforzo verso politiche inclusive e progressiste, su tutte Ius Soli e Biotestamento e taglio dei superticket. Sullo Ius Soli abbiamo visto come è andata, calendarizzarlo per ultimo vuol dire affossarlo lasciando 800 mila bambini senza un diritto sacrosanto.

Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze, ci credevamo. I molti colloqui erano finalizzati a questioni oggettive, non a garantirci delle poltrone come welfare personale. Siamo stati definiti in molti modi, stampelle, traditori e persino Renziani. Ma invero abbiamo sempre tenuto la nostra strada, l’idea di un centro sinistra ampio con vocazione governativa andando a cercare tutti quegli elettori smarriti e lasciati indietro dall’attuale centro sinistra. Non si voleva guardare alle biografie dei singoli ma ai contenuti dei molti. Contenuti che giungevano dalle OFFICINE DELLE IDEE, vero serbatoio di politica dal basso. Dal basso infatti è giunta ai vertici nazionali l’indicazione di mollare se non avessimo raggiunto un accordo sui punti indicati in precedenza. Preso atto che un alleanza con il PD non è oggettivamente possibile serve un’alternativa, che si radichi sul territorio che vada a raccogliere le macerie che saranno lasciate in eredità alle prossime elezioni. Una guerra fratricida tra componenti con la medesima anima che per questioni soggettive e biografiche preferiscono lasciare vittoria facile alle destre liberiste che faranno scempio tra i penultimi sugli ultimi, Trump “docet”.

Personalmente rimarrò a lavorare a testa bassa all’interno del gruppo Possiamo portando all’interno quella positività e quei contenuti maturati con Campo Progressista. Nel mentre con Giuliano e i vertici proseguiremo a lavorare con ancora più decisione. Lavorando sui territori appoggiando alle prossime elezioni il o i candidati che avranno nel programma i nostri principi e si avvicineranno maggiormente a quei contenuti per cui ci siamo tanti battuti.

Il 13 dicembre 2017 a Firenze ci sarà un incontro con Pisapia per decidere il lavoro dei prossimi mesi.

Alberto Baessato

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