E IL TRASIMENO SI TINGE DI… BLUES

lunedì 31st, luglio 2017 / 19:18
E IL TRASIMENO SI TINGE DI… BLUES
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La chiamano musica del diavolo. E come il diavolo spunta anche laddove meno te l’aspetti. E’ vero che è la base del rock, del soul, del jazz. Perché tutto viene da lì. E’ un po’ come lo zucchero per i dolci. Li puoi fare senza farina, con la panna o senza panna, con l’uovo e o senza uovo, ma senza zucchero o qualcosa che gli somigli i dolci vengono fuori improbabili. Così il blues te lo ritrovi anche nei festival rock di ultimisima generazione, dove regna l’elettronica e impazza l’hip hop. Si incunea nei concerti live di band che se gli dici di suonare un blues ti guardano storto come se gli avessi chiesto si suonare Rosamunda…  Recentemente, in zona abbiamo ascoltato pezzi dal sapore blues anche nelle performance funk-jazz dei Greengrocers, nell’indie-rock con venature psichedeliche dei Dudes, nel quasi hip hop dei Bangcock, per citare le band locali che hanno suonato di più in quest’estate di eventi più o meno di massa. E naturalmente nei concerti dei Big Blue House che hanno chiuso la Festa della Musica di Chianciano e il blues lo suonano per costituzione e per scelta politica ponderata, senza infingimenti o coperture di generi diversi.

Però se si parla di blues, dopo il festival torritese della fine di giugno, l’estate propone nel territorio a cavallo tra Umbria e Toscana un altro evento, ormai “storico” e diverso dagli altri, perché “itinerante”. Negli ultimi tempi e anche quest’anno, un po’ meno itinerante che in passato, ma comunque su più piazze. E location differenti e diversificate, per struttura e tipologia. Dal palco in piazza, appunto, alla spiaggia, all’anfiteatro da 2000 posti, fino al localino in cui tirare tardi. Parliamo di Trasimeno Blues, che non sarà più il festival di qualche anno fa, quando sulle rive del lago umbro arrivavano mostri sacri come Johnny Winter, Jack Bruce, Robin Trower, Robben Ford, i Canned Heat oppure Eric Sardinas, Ana Popovic, la band originale di Janis Joplin o, per parlare degli italiani Roberto Ciotti o Fabio Treves, ma è e resta un appuntamento di una certa qualità e di un certo richiamo. Venerdì scorso, per esempio, l’anfiteatro della Rocca di Castiglione del Lago (almeno 2000 posti dicono gli organizzatori) era gremito per ascoltare Reuben James Richards con Maurizio Pugno e la sua band per una serata all’insegna del soul e del R&B con qualche classicone del blues alla Eric Clapton… Bella cornice, bella atmosfera, bella musica.

Il festival umbro è in corso e propone tra le altre cose anche crociere blues sul battello in mezzo al lago.

Prossimi appuntamenti di rilievo, domani sera (1 agosto) a Tuoro sul Trasimeno – Parco il Sodo, con “Savana Funk”  cioè con il  trio composto dal chitarrista Aldo Betto, dal giovane bassista londinese Blake Franchetto e dal batterista di origine berbera Youssef Ait Bouazza che per l’occasione incontreranno due artisti del Mali: la cantante Cady Coulibaly e il polistrumentista Kalifa Koné. Funk jazz, blues newyorkese e echi nordafricani…

Il 2 agosto  in Piazza Mazzini a Tavernelle sarà la volta di Frances, al secolo Francesca English, cantautrice di timbro soul di origini jamaicane e italiane. Interessante la sua rilettura e riscrittura di celebri canzoni italiane secondo il suo personalissimo sound.

Il 4 agosto a Passignano (Piazza Garibaldi) le due straordinarie vocalist Deviana P. e Yelena Baker, che proporranno brani della grande Black Music dagli anni ‘60 ai nostri tempi, rivisitando il repertorio delle cantanti che hanno segnato la storia di questo genere musicale, quali Aretha Franklyn, Tina Turner, Etta James, Patti La Belle Chaka Khan e altre.

Chiusura il 5 agosto a Città della Pieve (Piazza Plebiscito) con Kevin Davy White è un giovane musicista francese che oggi vive a Londra. E’ un artista molto promettente, influenzato dal Rock, dal Funk e dal Blues. Autore molto originale, voce ipnotica, stile morbido, caldo e potente e grande padronanza della chitarra.

Dopo il “buco” dello scorso anno, Trasimeno Blues torna anche nella città del Perugino. Kevin Davy White è alla prima partecipazione al festival itinerante diretto da Gianluca Di Maggio, e la location non sarà più il viale Icilio Vanni, teatro di concertri memorabili, ma, appunto la piazza centrale, a fianco del Duomo. Atmosfera più raccolta per un artista comunque di ottimo livello.

Il Trasimeno non sarà il Mississippi, la Sr 71 non è la Route 66, ma per dirla con i Canned Heat il blues è… on the road again. E la sera intorno al lago si sta bene…

 

 

 

 

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