CHIUSI, PALASPORT O PALATENDA? POLEMICHE SULLA COSTRUENDA STRUTTURA. QUALCHE ASPETTO DA CHIARIRE C’E’

venerdì 21st, ottobre 2016 / 17:21
CHIUSI, PALASPORT O PALATENDA? POLEMICHE SULLA COSTRUENDA STRUTTURA. QUALCHE ASPETTO DA CHIARIRE C’E’
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CHIUSI –  La recente polemica dei 5 Stelle sul costruendo palasport (è un tendone da circo e costerà un sacco di soldi per riscaldarlo) in luogo dello stadio incompiuto, ha scatenato una serie di ulteriori commenti, alcuni anche sarcastici, sul tipo di struttura che il Comune ha deciso di realizzare. Crediamo che i 5 Stelle farebbero bene, per chiarire la questione e suffragare quanto hanno dichiarato circa possibili incongruenze o deficienze progettuali, a fare una conferenza stampa sul tema e, visto che siedono in consiglio comunale, anche una interrogazione, in modo da avere una risposta ufficiale ed esaustiva.

Come primapagina abbiamo sempre sostenuto, anche molto prima del Gabibbo, che lo stadio fosse un errore strategico, un monumento allo spreco; per primi sollevammo – sulla base di alcune segnalazioni – il problema che in quella zona (prima ancora che si cominciasse a costruire il primo stralcio dello stadio) potessero essere stati interrati e occultati dei rifiuti speciali e addirittura tossici. Cosa di cui si è parlato molto, senza però trovare riscontri oggettivi. Poi, quando due anni fa, sull’onda dei successi della Emma Villas Volley il Comune decise di cambiare la destinazione all’area e il progetto, da Stadio a palasport, con il concorso della stessa Emma Villas,  sostenemmo che quella poteva essere una soluzione per non gettare a mare il già costruito e i soldi spesi (1 milione e 800 mila euro) e per dotare la città di una struttura capace di ospitare eventi sportivi e non solo, che il palasport attuale non poteva ospitare, consentendo anche di decongestionare il palasport attuale e liberare le palestre delle scuole dalle attività sportive esterne.

Abbiamo denunciato l’incongruenza di una bando fasullo, fatto prima che i manufatti fossero collaudati, ma quando il Comune, nonostante la defezione di Emma Villas volley, ormai trasferita a Siena, ha deciso di andare avanti lo stesso e di costruire il palasport in proprio, utilizzando il residuo del mutuo (1 milione di euro, più 300 mila euro per la viabilità di accesso, già finanziati da Provincia, Comune e Fondazione Mps) siamo rimasti della medesima opinione. Ok al palasport. Anche perché con le decisioni prese dall’Amministrazione Comunale, ogni discussione sul sì o no, era ormai oziosa e ininfluente. Ok al palasport, ma a patto che fosse veramente una struttura che non c’è. Che potesse cioè colmare una carenza, dare risposte ad alcune esigenze locali (liberare le palestre scolastiche e decongestionare il palasport di Poggio Gallina), garantire la possibilità di ospitare eventi e campionati sportivi di livello nazionale e magari anche altri eventi (concerti, convegni ecc.). Insomma una struttura che non esiste nel raggio di parecchi chilometri e che sfruttando la centralità geografica di Chiusi potesse insomma arricchire la dotazione della città e diventare elemento di richiamo, lavorando ovviamente anche durante la fase di edificazione ad un piano industriale per renderla produttiva e appetibile.

Ora, dalla nota dei 5 Stelle e dai commenti apparsi sui social emergono dubbi sulla “qualità” della struttura e sulla soluzione tecnica adottata per la copertura e la pannellatura laterale.

Sappiamo che uno dei lati lunghi sarà costituito da parte della tribuna realizzata per lo stadio, sotto alla quale si trovano anche gli spogliatoi, i bagni per gli atleti e per il pubblico le palestre per riscaldamento ecc. Anche il retro della tribuna verrà coperto diventando di fatto un corridoio…  Tribuna e campo di gioco, più spazio per una eventuale seconda tribuna sul lato opposto verranno coperti con una tensostruttura sorretta da 10 capriate in legno lamellare con una altezza al top di circa 15 metri.  Le capriate semicircolari saranno ancorate a terra mediante apposite basi di cemento su palificazioni profonde. La copertura è costituita da “telo in poliestere ad alta tenacità, spalmato con mescole a base di PVC su entrambe le facce, trattato con particolari film protettivi antisporco e contro i funghi e le muffe e impermeabilizzato”. Il telo è a doppio strato con una camera d’aria tra l’uno e l’altro, soluzione questa che i tenici assicurano “permetterà di migliorare le prestazioni termiche della struttura e diminuire i costi di gestione invernali (per riscaldamento) oltre che dare beneficio anche durante la stagione estiva, unitamente all’apertura dei lati scorrevoli della struttura”. Si perché il lato opposto alla tribuna, non prevede strutture murarie, ma una chiusura scorrevole e apribile con teli ancorati o con serramenti in alluminio dotati di porte di accesso, e di sistemi per l’apertura e la chiusura. Nel caso del palasport di Chiusi, se non abbiamo capito male, saranno teli e non serramenti in alluminio.

Così come saranno teli, irrigiditi da “baraccature” e dotati di porte, a chiudere e tamponare i due lati corti del palasport.

Nella relazione allegata al progetto pubblicata sul sito web del Comune si legge che la parte apribile, rimarrà sempre aperta, salvo casi eccezionali. Beh, sarebbe un problema giocarci le partite di volley o di calcetto perché i palloni finirebbero continuamente nel parcheggio. Ecco, questo è un aspetto da chiarire…

Non sappiamo se la soluzione adottata dal Comune di Chiusi sia idonea per eventi come convegni o concerti, cioè se quel tipo di struttura e copertura garantiscano o meno una acustica sufficientemente adeguata. Qualche dubbio a dire la verità viene. Però è anche vero che di strutture di questo tipo ce ne sono tante in Italia e tutte vengono regolarmente utilizzate. Ed è vero anche che per l’acustica esistono sistemi e pannelli fonoassorbenti removibili, che in molti palasport sia con tensostruttura sia in muratura vengono utilizzati quando ci sono concerti o convegni.

Insomma da quanto abbiamo capito il nuovo palasport avrà dimensioni importanti, assolutamente idonee e a norma per gare sportive anche di livello nazionale. Il sindaco ha ribadito in una recente diretta facebook che il progetto ha ottenuto l’approvazione del Coni e questo dovrebbe in qualche modo essere una garanzia quantomeno per l’uso sportivo. Ma abbiano capito anche che sarà un pala-tenda. Un mezzo cilindro con scheletro in legno e copertura con telo a doppio strato sopra e teli irrigiditi mobili ai lati. Senza pareti murarie di sostegno o tamponatura.

Può funzionare ugualmente, ma è bene che tutto sia chiaro. E quella storia del lato sempre aperto, va senz’altro spiegata meglio: 1) perché quando c’è un evento sportivo con l’uso di palloni non può essere aperto, se no ci vorranno decine di raccattapalle per andare a cercarli in mezzo alle macchine nel piazzale circostante; 2) in inverno deve stare sempre chiuso se no la gente e gli atleti si congelano,  i costi di riscaldamento vanno alle stelle e il parquet salta dopo due giorni; 3)  quando il lato è chiuso, come avviene il ricambio d’aria?

Probabilmente nel progetto tutte queste cose ci saranno pure scritte, ma noi non siamo tecnici e vorremmo una spiegazione comprensibile. Comprensibile per noi, ma anche per chi nel nuovo palasport ci dovrà giocare, o ci andrà a vedere le partite. E se i concerti non ci s i potranno fare si dica. Sarà un punto in meno nel pallottoliere, perché gli eventi non sportivi possono dare linfa alla gestione e visibilità e ritorno economico alla città, ma inutile farli se poi vengono male e la pubblicità diventa negativa… Insomma aspettiamo risposte.

 

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