NUOVO PRESIDENTE (DI DESTRA) A ESTRA SPA. SCARAMELLI E FATIGHENTI SPARANO A ZERO

martedì 13th, settembre 2016 / 11:07
NUOVO PRESIDENTE (DI DESTRA) A ESTRA SPA. SCARAMELLI E FATIGHENTI SPARANO A ZERO
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FIRENZE –   Stefano Scaramelli torna a tuonare contro la “casta senese” (quella del suo partito) e contro gli inciuci trasversali dei suoi con altre cordate, magari di parte avversa.

Basta con gli #elefanti della #politica e con i politicanti di mestiere. Su Siena ed Arezzo già avete commesso troppi errori nel passato. Adesso non vi concederemo di rovinarci il nostro #futuro. Il peggio di un pezzo di sinistra senese unita con l’ambizione della destra aretina più spregiudicata, (con la copertura di due sindaci di capoluogo), unite forse solo da interessi ‘massonici’, vorrebbe farci credere che il futuro dei servizi energetici e delle multiutility verrà lasciato a chi ha già distrutto la storia di Mps o Banca Etruria? Anche no, grazie. Non vi lasceremo rovinare o speculare sull’ultima cosa buona che i nostri nonni hanno costruito nel territorio, cioè su Estra Spa. I servizi energia luce e calore e la loro gestione devono coincidere con gli interessi dei cittadini e dei comuni tutti e le nomine, cari amici, non le si fanno più nei caminetti ma alla luce del sole. #anchebasta.

Così scrive Scaramelli su facebook. E l’oggetto dell’invettiva è la nomina avvenuta ieri del nuovo presidente di ESTRA SPA la multiutility gas e luce e energie rinnovabili, nella persona di Francesco Macrì, manager con esperienza nel settore, ma anche politico ed ex amministratore comunale ad Arezzo in quota Fratelli d’Italia.

Il consigliere regionale Pd ed ex sindaco di Chiusi spara a zero sui sindaci di Arezzo e Siena (il senese Valentini è uno dei suoi bersagli preferiti) e sul consociativismo tra “il peggio di un pezzo di sinistra senese e la destra più spregiudicata”, dice basta agli “elefanti della politica” e ai “politicanti di mestiere”, dimenticando forse di essere ormai un po’ elefantino pure lui e che tra i politicanti di mestiere ci sono anche i suoi amici e sodali della amministrazione locale chiusina, sindaco e assessori, tutti a tempo pieno… Ma si sa, Scaramelli è sempre un po’ estemporaneo nelle sue esternazioni. E quando spara, spara, senza guardare troppo per il sottile. Scrive Scaramelli che le nomine si fanno alla luce del sole e non più nei “caminetti”… e anche qui sorvola su come siano stati nominati i vertici di Intesa, per esempio, la società pubblica che detiene il 28% del capitale di Estra Spa.  La segretaria del Pd di Chiusi, Pamela Fatighenti non ricandidata alle elezioni comunali  è stata ripagata con la nomina a vicepresidente di Intesa, per dire. Oppure non è stata ricandidata proprio per consentirle di diventare vicepresidente di Intesa, incarico meglio retribuito. Ora anche Pamela Fatighenti sembra essere sulla lunghezza d’onda di Scaramelli. Anzi aggiunge nuovi elementi di dissenso, compresa una valutazione sulla “compatibilità” della nomina di Macrì:

Intesa spa – scrive Fatighenti – è chiamato ad esprimere il voto per l’elezione del Presidente di Estra tramite delega data dal cda di Intesa al proprio Presidente. Quello che è successo lunedì mi lascia basita visto che nessuno aveva dato esplicito mandato al Presidente sul voto. Personalmente -continua – ho manifestato apertamente il mio dissenso alla convalida del nominativo di Macrì in sede di cda. Anche perché risultava necessario e indispensabile vista l’importanza dell’argomento un coinvolgimento dell’Assemblea dei soci di Intesa, cosa che non è avvenuta. Le questioni sollevate, relative ad una presunta incompatibilità del ruolo di Presidente, esigevano una valutazione più approfondita anche di carattere legale, che puntualmente ho richiesto di fronte allo stesso consiglio. Visti i tempi ristrettissimi, avevo chiesto un aggiornamento sulla questione prima della data stabilita per l’assemblea di ieri, ribadendo le mie perplessità anche per iscritto. Alle mie richieste non è stato dato ascolto e tant​omeno seguito. Solo a giochi fatti ho appreso la notizia della nomina che quindi è avvenuta di propria iniziativa. Questo è un modo di gestire una società che non mi rappresenta e non mi appartiene. Per questo chiedo a chi di competenza di fare luce al più presto sull’accaduto e sulla validità di quanto è stato ratificato.”

E se la vicepresidente di Intesa rimane nel suo ambito (quello aziendale), pur dicendo – fuori dal comunicato – che “si tratta di un sistema incancrenito che va scardinato”, l’affondo di Scaramelli apre anche un altro fronte, quello delle logiche e dei comuni  “interessi massonici” tra le cordate senese e aretina. Insomma l’inciucio tra “destra spregiudicata” e “peggiore sinistra” sarebbe avvenuto all’ombra di qualche loggia e dietro qualche grembiulino. Oltre che all’insaputa del Cda di Intesa e dello stesso Scaramelli che è ormai il più potente politico senese. E questo è abbastanza strano.

Del resto della possibile nomina di Macrì al posto del dimissionario Roberto Banchetti, negli ambienti vicini all’azienda si parlava da mesi. Non solo, ma i patti parasociali non scritti ma consolidati prevedevano e prevedono che la presidenza sia aretina e se nell’aretino la destra ha più forza che nel senese e in molti comuni più forza del Pd, è quasi normale che venga nominato un presidente di destra. Che poi la procedura seguita sia stata un po’ disinvolta e non concordata può essere vero. Come è vero che spesso sulla gestione delle municipalizzate e delle aziende pubbliche e di servizio ai Comuni si sia operato in un clima consociativo, con la maggioranza che fa la parte anche alla minoranza in cambio di un atteggiamento non ostile. Non è una novità. E’ praticamente la prassi.

Scaramelli usa toni forti, parole dure. Avrebbe pure ragione se non fosse che anche lui non si è sottratto a certe logiche anzi le ha più volte cavalcate senza troppe remore. Vedi Intesa. E’ probabile che la sua sparata non sia solo un’invettiva sul metodo, ma abbia anche altri scopi: quello, per esempio, di mettere in guardia o stoppare le velleità – soprattutto della cordata aretina –  di quotare in borsa Estra Spa. Su questo Scara notoriamente non è d’accordo e annuncia battaglia.

m.l.

 

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