CHIUSI, I 5 STELLE PARLANO DI BANCHE. E BETTOLLINI RILANCIA UN’IDEA DI PRIMAPAGINA: GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA

mercoledì 20th, gennaio 2016 / 12:19
CHIUSI, I 5 STELLE PARLANO DI BANCHE. E BETTOLLINI RILANCIA UN’IDEA DI PRIMAPAGINA: GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA
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CHIUSI –  Questa sera alla sala San Francesco si parla di banche. Di Banca Etruria e di Monte dei Paschi di sicuro. Delle fusioni tra le Bcc non si sa. E’ probabile. L’iniziativa è dei 5 Stelle locali che, ancora una volta scelgono un tema molto sentito, ma non propriamente e squisitamente locale. Fanno campagna elettorale, naturalmente. Ma la prendono larga. Come sui rifiuti e la sanità. Come dicevamo, però, il tema è caldo assai. Rovente. Il Monte dei Paschi è sull’orlo del baratro e il titolo è in picchiata; i contatti del padre della ministra Boschi, in qualità di dirigente di Banca Etruria, con il faccendiere piduista Flavio Carboni gettano ombre ancora più sinistre (sinistre, non “di sinistra”) e oscure sulla vicenda. E, diciamolo, anche sul Governo, perché se i genitori e i parenti non si scelgono, gli amici e i “consigliori” sì, quelli si possono scegliere. E i genitori di Renzi e della Boschi non li hanno scelti proprio tra i migliori e più specchiati a quanto pare…

Sia Mps che Banca Etruria sono due banche del territorio. Chiusi, per il fatto che voterà a primavera, può diventare campo di battaglia anche su questioni di più ampio respiro, che vanno al di là dei confini comunali. E i 5 Stelle fanno sapere che loro in campo ci sono. Il fatto che abbiamo scelto finora temi più ampi lascia intendere che puntino più al voto di opinione, sulle grandi questioni, piuttosto che su argomenti strettamente locali. Se sia una strategia vincente o meno, si vedrà.

Intanto anche il vicesindaco reggente e (salvo sorprese) candidato in pectore del Pd Juri Bettollini ha fatto la sua prima mossa. E ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale. Lo ha fatto ieri con una intervista ad una tv locale, senza infingimenti. Lo ha detto chiaro che è già in corsa anche lui. Se il Pd e la coalizione di centro sinistra (che di fatto non esiste più) lo candideranno a sindaco. Bettollini naturalmente ci spera. Non lo nasconde. Sta lavorando sodo per farsi trovare pronto. Le motivazioni, come si dice in gergo sportivo, sono a mille… Rispondendo alle domande, per la verità piuttosto morbide, della conduttrice, Bettolini ha annunciato l’imminente gara di appalto per la costruzione del nuovo palasport; la possibilità, mai avuta fino ad ora, di intervenire sull’area della Fornace, la messa a punto del progetto, lanciato dai sindaci di Venezia e Firenze, per inserire Chiusi in un circuito turistico nazionale, basato sul treno con la possibilità di qualche fermata di treni av, dopo i lavori di adeguamento della stazione, promessi da RFI… Poi, in chiusura, come una delle “priorità” su cui vuol lavorare, ha annunciato “gli stati generali della cultura e dell’arte“, per fare il punto della situazione e valorizzare le risorse e le eccellenze che Chiusi può vantare in questo settore. Non ha detto Bettollini, né l’intervistatrice glielo ha fatto notare, che la proposta degli Stati generali non è cosa nuova. Nè può essere sbandierata come tale.

Fu primapagina ad avanzarla per prima nel 2012, un anno dopo l’insediamento di Scaramelli e Bettolini alla guida del Comune. Allora nessun soggetto ufficiale la riprese. Nè il Comune, né la Fondazione Orizzonti, né le opposizioni. Molti fecero orecchi da mercante. Ci fu, anche tra le opposizioni, chi disse che non poteva farsi dettare l’agenda da un giornale… Fatto sta che la proposta, più volte ribadita e rilanciata da queste colonne, non fu mai accolta. Ora Juri Bettolini la fa sua e la lancia dagli schermi televisivi come un appuntamento irrinunciabile. E’ il primo a farlo, e se anche non ha citato la fonte, va bene lo stesso. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Anche se 4 anni non sono pochi.

Ma… a cosa servono gli stati generali della cultura e dell’arte? Secondo quella che era la nostra idea, a fare l’inventario delle risorse (materiali, umane, archeologiche, artistiche, musicali), a valutare le iniziative e gli eventi per capire quali funzionano e quali no; a fare una verifica sulla gestione delle strutture, degli eventi stessi (come il festival Orizzonti o Ragazzi in Gamba o la stagione teatrale)  e poi a mettere in fila qualche idea per rendere produttive le risorse disponibili e farle diventare da giacimento latente, un motore pulsante.

Perché, diciamolo, Chiusi ha bisogno di ritrovare qualche occasione di rilancio della propria economia, ma soprattutto deve ritrovare la propria identità, un senso di comunità.  E in un paese come Chiusi, la risorsa principale, l’unica in grado di dare la “scossa” non può che essere la cultura, ovvero l’arte, il patrimonio storico, ma anche il teatro e i teatranti, la musica e i musicisti… La vitalità culturale è una condizione essenziale per qualsiasi ipotesi di ripresa.

L’annuncio degli Stati generali, fatto da Bettolini puzza di campagna elettorale? Sì. Ma se l’imminenza delle elezioni serve a fare qualcosa di utile (un tempo si asfaltavano le strade), ben vengano le elezioni. E ben venga anche l’annuncio di Bettollini. Il vicesindaco si è appropriato indebitamente di un’idea non sua? Non importa, pazienza. L’importante è che dia seguito all’annuncio. Se vorrà o ce lo chiederà potremmo dare anche una mano a organizzarli gli Stati Generali… Altrimenti parteciperemo e diremo la nostra, come tutti gli altri soggetti interessati.

Noi siamo ancora convinti che serva un confronto sulla cultura e sulla gestione e organizzazione della cultura. E poi magari anche sull’economia, sullo sport ecc. Il confronto non fa mai male. Purtroppo a Chiusi, ma non solo a Chiusi, se ne è persa l’abitudine. 

m.l.

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