CHIUSI, IL “RIDOTTO” DEL TEATRO COME SPAZIO CULTURALE ACCESSIBILE A TUTTI. LANCIATA UNA RACCOLTA FONDI PER LA RISTRUTTURAZIONE

mercoledì 04th, novembre 2026 / 12:04
CHIUSI, IL “RIDOTTO” DEL TEATRO COME SPAZIO CULTURALE ACCESSIBILE A TUTTI. LANCIATA UNA RACCOLTA FONDI PER LA RISTRUTTURAZIONE
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INIZIATIVA DA SOSTENERE. MA SERVE UNA SALA POLIVALENTE PUBBLICA ANCHE ALLO SCALO

CHIUSI – La Fondazione Orizzonti lancia una campagna di raccolta fondi per sostenere la ristrutturazione e l’adeguamento del Ridotto del Teatro Mascagni (la Saletta, per intenderci). Uno spazio che dovrebbe diventare un vero e proprio teatro off, aggiuntivo, per ospitare corsi di musica e teatro, concerti, spettacoli off appunto, residenze artistiche, mostre, proiezioni, presentazioni di libri, conferenze e tutto ciò che fa cultura. Ovviamente a costi più accessibili rispetto al Mascagni, che è praticamente inaccessibile per compagnie locali o spettacoli autoprodotti.

“Il progetto – scrive la Fondazione – prevede il rifacimento della pavimentazione in parquet e l’acquisto di nuove sedute, per adattare la sala a utilizzi diversi. Saranno inoltre migliorate l’acustica e la dotazione scenica, con pannelli fonoassorbenti, tendaggi, un palcoscenico e una struttura americana con impianto professionale audio e luci.
Il costo complessivo è di 38.400 euro. Il progetto rientra in Let’s Art! della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha riconosciuto un contributo di 15.000 euro, cui si aggiungono 11.000 euro del Comune di Chiusi e 7.000 euro previsti dalle aziende del territorio. La campagna di crowdfunding punta a raccogliere i restanti 5.400 euro, destinati a parte dell’allestimento tecnico, alle sedute e alla pavimentazione”.

Un obiettivo insomma non insormontabile. Ma la raccolta fondi fra i cittadini e chiunque voglia contribuire punta non solo a trovare il tassello mancante per finanziare i lavori, quanto soprattutto a coinvolgere le persone e dunque la comunità nella realizzazione di uno spazio condiviso, attrezzato e adeguato, che resterà a disposizione nel tempo. I donatori ne diventeranno di fatto soci fondatori: spatium liber, così viene definito adesso il progetto. La sala un nome ce lo ha già: è intitolata a Roberto Carloncelli .

“E chi sottoscriverà un contributo, non finanzierà semplicemente dei lavori, ma permetterà a
centinaia di artisti, studenti, cittadini e spettatori di trovare una casa”, conclude la Fondazione, auspicando che l’operazione abbia successo e in tempi rapidi. In effetti un luogo pubblico, attrezzato, per iniziative e spettacoli che non richiedano le dimensioni di un teatro da 400 posti come il Mascagni, e che abbia costi ridotti, accessibili a chiunque abbia qualcosa da dire, da raccontare o da far ascoltare, e non preveda adempimenti burocratici capestro per l’utilizzo, è assolutamente necessario.

Come primapagina per esempio abbiamo utilizzato il ridotto del Teatro (Saletta) nel gennaio 2025 per lo spettacolo La Bomba. E in passato per presentare libri e per conferenze. Quindi con noi la proposta della Fondazione sfonda una porta aperta. Sono anni che da queste colonne proponiamo qualcosa del genere, ovvero uno spazio pubblico ad uso e consumo della collettività per attività culturali et similia. Per la verità noi, anche in occasione di alcune campagne elettorali comunali (nel 2011, nel 2016 e nel 2021) abbiamo sollevato l’opportunità e la necessità di realizzare una sala polivalente (per gli stessi scopi) anche a Chiusi Scalo, dove non esistono spazi pubblici del genere e dove anche utilizzare le piazze in estate è veramente complicato e quasi proibitivo, appunto per norme capestro, costi e adempimenti vari.

Va benissimo ristrutturare e adeguare a saletta del Teatro, che è già lì. E in qualche modo contribuiremo. Ma, dato che fra l’altro a primavera Chiusi tornerà al voto per eleggere sindaco e consiglio comunale, noi la proposta di una sala pubblica polivalente allo Scalo la rilanciamo ancora una volta. Il Centro Giovani non è adatto allo scopo, lo spazio usato quest’anno in via Leonardo da Vinci da Chiusinvetrina per mostre ed eventi, è e resta privato, e comunque per dimensioni e tipologia poco idoneo. Di contenitori vuoti e idonei ce ne sarebbero parecchi sia nel centro che in periferia.

Nell’agosto 2025 avanzammo una proposta al sindaco Sonnini per una “galleria d’arte permanente” casa comune di tutti gli artisti del territorio… Secondo noi le due cose non sono antitetiche o alternative. L’una potrebbe sorreggere l’altra. Chiusi e Chiusi Scalo in particolare sono in una posizione talmente comoda da raggiungere che anche puntare su arte e cultura potrebbe risultare una scommessa vincente. Chi si presenterà alle elezioni ci pensi.

m.l.

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