BALLOTTAGGI: AD AREZZO VINCE IL CENTRO DESTRA. BATTUTO DI 10 PUNTI L’EX ASSESSORE REGIONALE CECCARELLI, FAUTORE N.1 DELLA STAZIONE IN LINEA A RIGUTINO
AREZZO – L’ex assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e il “campo largo” non sfondano e non riconquistano Arezzo che resta in mano al centro destra, precisamente a Marcello Comanducci, eletto al ballottaggio, con il 55,7 % contro il 44,3% di Ceccarelli. Più di 10 punti di scarto, praticamente la stessa distanza registrata al primo turno due settimane fa. Niente da fare dunque per il centro sinistra che evidentemente non ha raccolto i voti che al primo turno aveva ottenuto l’altro candidato, il civico Donati. E’ una botta dura da digerire per il centro sinistra, che ha puntato tutto sull’usato sicuro, su un candidato, diciamo così, di apparato, confidando sullo zoccolo duro e su una alleanza che invece fa acqua da tutte le parti. Perché anche dove ha vinto il campo largo (vedi Pistoia, Sesto Fiorentino ecc) ha preso meno voti di 5 anni fa. E al ballottaggio ha perso anche a Viareggio. Di poco, pochissimo: solo 160 voti, ma ha perso. Sara Grilli , prima donna sindaco della città del Carnevale ha ottenuto infatti 12.541 voti parti al 50,5 % contro i 12.381 di Federica Maineri (49,7%), candidata del centro sinistra e liste civiche. I ballottaggi in Toscana segnano dunque una bella botta anche per il governatore Giani. Ma già si sentono voci e mugugni contro Elly Schlein.
Ad Arezzo un manrovescio lo prende anche l’dea della stazione volante per l’alta velocità a Rigutino, fortemente sostenuta da Vincenzo Ceccarelli. Ma su questo fronte la vittoria del candidato del centro destra Comanducci sposta di poco o nulla l’asse della discussione, perché ad Arezzo anche la destra ha sempre sostenuto la bufala della stazione in linea. Ceccarelli però ha spinto di più su questo tasto e evidentemente non gli ha giovato.









Troppo spesso non si fa tesoro delle lezioni dell’elettorato. Le solite porte girevoli e i soliti premi di consolazione.
nel caso di Ceccarelli il premio o la consolazione mi sembrano piuttosto magri…
Inutile girarci intorno, la verità è che il PD ha puntato sul cavallo sbagliato, e al 90% ne pagherà le conseguenze. Recitava un vecchio adagio, “le elezioni si vincono al centro”, a significare che per vincere bisogna possibilmente attrarre i voti di indecisi e moderati, e di conseguenza per costituire un campo largo adatto a tale scopo serve un federatore, ruolo per il quale la Schlein in tutta franchezza non ha proprio la stoffa. Vi ricordate di Romano Prodi, quando un giornalista gli chiese come mai di rosso c’era solo l’ apostrofo nella scritta “L’ Ulivo”? Rispose che era più che abbastanza, e chi vuol intendere intenda (tant’è che poi i “rossi” lo buttarono giù…). A me non piaceva perchè solo a sentirlo parlare faceva venire sonno, ma intanto è stato il solo leader di centrosinistra (per modo di dire, visto il suo passato di vecchia lenza dell’ apparato democristiano) capace di vincere le elezioni battendo Berlusconi due volte su due .
Invece ora il centrosinistra, o campo largo se riusciranno a metterlo in piedi, ha un aspirante leader che fa di tutto per far scappare gli elettori moderati, uscendosene con discorsi stupidi come patrimoniale e imposte di successione che storicamente hanno fatto SEMPRE perdere le elezioni. Se vuoi migliorare la situazione economica di un paese capitali e aziende li devi attrarre, non far scappare, prendere esempio se non da Monaco, Lussemburgo e Liechtenstein, quantomeno dall’ Irlanda o dall’ Olanda, non certo da miseri paesi sudamericani andando oltretutto a confliggere con i 5 stelle sul loro stesso terreno. Una sinistra che intende essere competitiva deve essere riformista, non pauperista, e invece più passa il tempo e più i possibili attori riformisti si allontanano.