CHIUSI: BAR, BISTROT, MOVIDA… IL RINASCIMENTO DEL CENTRO STORICO. UNA CITTA’ CHE NON SI RICONOSCE

CHIUSI: BAR, BISTROT, MOVIDA… IL RINASCIMENTO DEL CENTRO STORICO. UNA CITTA’ CHE NON SI RICONOSCE
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CHIUSI – Da qualche settimana Chiusi non si riconosce. Parliamo del centro storico che da paese desertificato, silenzioso, spettrale, dove non c’era un bar aperto neanche a ferragosto (è successo l’anno scorso), negli ultimi 4 o 5 week end è tornato ad essere non sollo un paese normale, ma addirittura luogo di “movida” e punto di riferimento e di ritrovo anche per la gente dei dintorni, che prima non la incontravi neanche con il cane da tartufi. Cosa è successo per determinare un cambio così repentino e quasi clamoroso? Niente di particolare. E’ bastato poco: in sostanza è bastato che riaprisse un locale un bar storico rimasto chiuso per un bel po’, e aprisse un locale nuovo, con un’idea nuova e un po’ di tavoli all’interno e all’aperto. Non un bar e neanche un pub, una focacceria dove si può cenare con con 12 euro…  Poi è bastato che il bar riaperto proponesse un po’ di musica dal vivo il venerdì o il sabato sera… Anche gli altri locali, quelli già esistenti hanno seguito l’esempio, così i bar con musica sono diventati due o tre, i bistrot altri tre… e la gente ha cominciato ad arrivare a frotte. Giovani per lo più. Ma non solo. I tavoli predisposti all’esterno lungo il “corso” (Via Porsenna) hanno cominciato a non bastare, i gestori ne hanno aggiunti altri, creandone un unico lunghissimo… Che fa anche più convivialità e aiuta a socializzare. Tutti pieni anche i ristoranti e i bar che coraggiosamente sono rimasti in funzione anche nei periodi bui, quando non girava un’anima neanche a pagamento. Probabilmente il progetto Pop Up, con l’apertura di varie attività, una spintarella l’ha data contribuendo a ripopolare commercialmente la città e riaccendere un po’ di luci in un ambiente che era innegabilmente depresso.

Un percorso del genere lo aveva già fatto Chianciano paese, adesso anche Chiusi Città è tornata vivere e a pulsare. Come succedeva un tempo. E trovandoci in mezzo alla movida di questi ultimi week end, abbiamo notato che molti Chiusi non la conoscevano, non l’avevano mai vista così. Non avevano fatto caso ad alcuni particolari. Fra i tavoli della focacceria  sotto alle logge in piazza del Comune, per esempio qualcuno discuteva di quella strana installazione che si trova all’angolo sinistro delle logge stesse. Una fontana a con due mammelle da cui un tempo usciva il latte per gli orfanelli o per i bambini le cui famiglie non potevano permetterselo. E’ del ‘700… Un altro gruppetto di ragazzi e ragazze in età da esami maturità si è soffermato davanti ad una targa posta davanti ad un palazzo di via Porsenna che segnala che  l’edificio è stato progettato dal Vignola una della archistar del ‘500…  Naturalmente i più erano lì per mangiare, bere una birra e stare insieme, per fare serata insomma, senza tanti retroscena culturali. Ma quando un posto lo frequenti e lo respiri, dopo un po’ ti accorgi di cose che non avevi notato. Che non sapevi.

Certo, dal punto di vista architettonico Chiusi non è Montepulciano e neanche Città della Pieve e nel 1944 fu danneggiata al 90% dalle cannonate, ma qualche scorcio significativo ce l’ha. Il centro storico è ben tenuto. I posteggi non cono comodissimi, ma ci sono, soprattutto dopo le 20 e in estate quando è aperto quello delle scuole. Le piazze e i locali si raggiungono in 5 minuti a piedi. E adesso l’offerta è piuttosto ampia: tre bar, una gelateria, tre ristoranti, 4 bistrot, una rosticceria… tutti “dentro le mura” nel raggio di qualche centinaio di metri. E Chiusi piena di gente è indubbiamente più bella. Poi, si sa, la gente chiama gente. Gioventù chiama gioventù. Ora tocca ai chiusini, anche quelli che non hanno più 20 anni, riprendere l’abitudine di spegnere il televisore o il Pc e uscire di casa. L’abitudine di scambiare quattro chiacchiere, di fare anche i turisti a casa nostra.

C’è da prevedere che qualcuno storcerà il naso perché la “movida” fa rumore. La musica nei locali pure. Perché chi è abituato al silenzio, avverte disturbo per qualsiasi volo di mosca o se incontra troppa gente per strada…  Ma Chiusi senza auto e con tante persone in giro è decisamente meglio. E che nessuno parli del “borgo che rinasce”, perché Chiusi (così come Montepulciano, Città della Pieve o Pienza) non è un borgo. E’ una città che è stata pure una “capitale” e grande nodo stradale fin dall’antichità, quindi per forza d cose luogo di incontro, di transito, di movimento. Ora, dopo un lungo periodo di appannamento, sembra aver re-imboccato la strada per risalire la china e riprendersi un ruolo e uno spazio che ha sempre avuto…

A Chiusi Scalo non è la stessa cosa (e non può essere la stessa cosa) perché l’ambiente è diverso, ma anche alla stazione è bastato riaprire e rinnovare uno storico bar e tenere aperta la gelateria di piazza Garibaldi anche dopo cena per rivedere un po’ di gente in giro. D’estate in piazza Garibaldi qualche iniziativa ci sarà. E anche lo Scalo si animerà. Come ogni anno, da diversi anni a questa parte, anche noi di primapagina cercheremo di fare la nostra parte con un evento: 18 luglio. Segnatevi la data: a breve comunicheremo i dettagli. E prima ci sarà il Lars Rock Festival che ormai è un evento top…

m.l.

Nella foto: il centro storico di Chiusi durante la festa per il progetto Pop Up.

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