CHE FINE HANNO FATTO I TRITONI?

sabato 16th, maggio 2026 / 14:57
CHE FINE HANNO FATTO I TRITONI?
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CHIUSI – Leggo sulle cronache locali che ad Arezzo c’è stata una operazione di salvataggio di una colonia di animali a rischio di estinzione. Per la precisine tritoni crestati: “Nei giorni scorsi era partita la prima fase del loro spostamento. Grazie ad alcune segnalazioni ricevute dal Wwf e dagli attivisti di Operazione Bufo Bufo, era stata individuata nei pressi di un cantiere una rara popolazione di tritone crestato, una specie anfibia vulnerabile in via d’estinzione e quindi protetta che si è stabilita in un piccolo specchio d’acqua formatosi nella zona Eurospin… Fino a questo momento siamo nell’ordine di qualche centinaio di esemplari messi in salvo, tra i tritoni crestati protetti e quelli punteggiati che sono i più comuni. Non ci aspettavamo una popolazione così numerosa. In ogni caso dovremo aspettare la fine per fare le stime corrette”. I tritoni salvati verranno trasferiti postati in un punto concordato con la Regione Toscana e non lo comunichiamo per motivi di sicurezza. È però in provincia di Arezzo perché gli esperti hanno valutato che è meglio se stanno in un raggio di 25-30 chilometri massimo, quindi visto che ci sono pozze simili che hanno condizioni adeguate abbiamo optato per quelle”.

Fin qui la cronaca. La cosa mi ha fatto tornare in mente quando da ragazzi, a Chiusi Scalo, andavamo a cercare i tritoni nelle pozze d’acqua e nei laghetti che si formavano in primavera intorno alla vecchia cava della Fornace. Ce n’erano almeno 4 o 5… Uno, il più grande, nei pressi della scuola elementare di via Oslavia. Una specie di oasi naturalistica, che raccoglieva le acque piovane e quelle che scendevano dalla collina del Porto. In quello specchio d’acqua, ma anche negli altri dietro la Fornace, c’era una fauna composita: rane, raganelle, nutrie, salamandre, uccelli di varie specie. Stanziali e migratori.  E anche i tritoni, quelli con la cresta sul dorso e la pancia maculata nera e arancione. Noi ragazzi della via Pal (via Oslavia era la nostra via Pal) ci andavamo con i retini e anche con le carabine ad aria compressa. Lo spirito ecologista lo abbiamo acquisito più tardi, all’epoca, fine anni ’60, primi ’70, eravamo degli “stronzi matricolati” e gli animali, se potevamo, li facevamo fuori, per puro divertimento. In quei laghetti ci abbiamo consumato decine di scatole di “piombini” Diablo. Sparavamo a tutto ciò che si muoveva. Con una eccezione: i tritoni. I tritoni no. Quelli ci sembravano creature mitologiche e ancestrali. Al massimo ne catturavamo qualcuno e poi lo portavamo a casa e lo mettevamo dentro quelle “bagnarole” trasparenti di plexiglass, che chiamavamo acquario… Con sassi, fango e vegetazione presa dal laghetto, per ricrearne l’habitat. Dei tritoni avevamo rispetto. E anche quelli catturati e portati a casa, dopo un po’ li rilasciavamo o nel laghetto da cui erano stati “prelevati” o nelle due vasche della Fonte del Porto. Che non è più come allora, ma c’è ancora. Aveva acqua limpida e corrente e i tritoni ci sguazzavano come pascià, infrattandosi fra le alghe che coprivano il fondo e le pareti delle vasche. Lì altri animali non c’erano e loro ne erano i padroni incontrastati.

Chissà se ci sono ancora i tritoni alla Fonte del Porto e nei “laghetti” creati qualche anno fa per raccogliere le acque piovane e di dilavamento, per evitare le alluvioni dello Scalo come quelle devastanti del 2006 e del 2012…  Opere utilissime, diciamolo.

Sono belli a vedersi i tritoni, perché sembrano dei piccoli dinosauri arrivati fino a noi. Draghi d’acqua dolce. Sono anche un segnale che l’acqua lì non è inquinata più di tanto. Non è facilissimo vederli, ma a guardar bene si possono scorgere. Un tempo popolavano tutte le “gore” di campagna. Anche i vecchi abbeveratoi e le fonti con acqua corrente.

Dopo aver letto la notizia del “salvataggio” di Arezzo, ho provato a dare un’occhiata in giro, intorno a Chiusi Scalo. Gore, laghetti di raccolta, pozze, fonti, fossetti ce ne sono ancora, ma di tritoni non ne ho visto neanche uno… E neanche salamandre, che un tempo erano numerose.  Ci riproverò tra qualche giorno, quando tornerà il tempo buono, dopo le piogge… Ma non sono molto fiducioso. Ho l’impressione che anche i tritoni ormai appartengano ad un passato che non c’è più.

Marco Lorenzoni

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