VIA AI CONGRESSI PD NEL SENESE: NICO BARTALINI, ARIA NUOVA E UN… RISCHIO NASCOSTO
SIENA – Sono cominciati in questi giorni, precisamente il 15 maggio, i Congressi del Pd in provincia di Siena. Quello provinciale e quelli dei circoli territoriali. A livello provinciale, come è noto e come abbiamo già scritto in un precedente articolo una sintesi unitaria non è stata trovata e dunque si va alla conta fra due candidati per la segreteria: l’ex sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi, proveniente dall’area ex Margherita e il giovane torritese Nico Bartalini, 32 anni, consigliere comunale a Torrita di Siena. Quest’ultimo ha l’appoggio del segretario uscente Valenti, del capogruppo in Regione Bezzini e di molti sindaci e dirigenti della Valdichiana, dal coordinatore di zona Fallarino, all’ex responsabile enti locali Paolucci, da Francesco Landi a Gianluca Sonnini, da Simona Cardaioli a Grazia Torelli…
Ora, diciamolo, candidare un giovane di 32 anni, faccia tutto sommato nuova e pulita, con l’orecchino, ma i capelli già un po’ imbiancati, un ragazzo che ama il rock e ha un debole per i CCCP (Nella sua pagina fb campeggia, come motto, proprio una frase di un brano della band), che comunque ha già alle spalle una esperienza nelle istituzioni, quindi ha già presente come funziona il circo della politica, può essere una buona idea. Un segnale di apertura e di attenzione verso quel mondo giovanile che la politica se lo è perso per strada e che a votare ci va quando si ricorda o solo quando la domanda e lo schieramento è netto e definito, vedi il referendum sulla riforma della Giustizia (ma in realtà sula Costituzione). Una ventata di aria fresca, insomma, per dare una svegliata e una svecchiata al partito e anche in vista delle elezioni politiche e delle amministrative in diversi comuni, che si terranno nel 2027.
A nostro avviso, può non essere una buona idea invece un candidato segretario (e quindi se vince il congresso, un segretario del partito) che di mestiere fa il funzionario in Regione, a stretto contatto con il capogruppo del partito in Consiglio regionale Bezzini e con il governo regionale. Chi è “dipendente” di una struttura, si sa, per ragioni comprensibili, non può avere le mani del tutto libere rispetto a quella struttura. Non solo non ne può parlare male, perché non si sputa sul piatto in cui si mangia, ma potrebbe non avere la necessaria autonomia di giudizio, il necessario distacco qualora capitasse di dover discutere o valutare un atto, una proposta di legge, un qualunque provvedimento.
Ecco, noi, nei panni dei militanti del Pd, questo problemino ce lo porremmo nello scegliere il segretario. Perché stare sempre allineati e coperti rispetto ai piani alti porta ad avallare scelte che magari la base non comprende, o giudica sbagliate. Vedi la recentissima elezione di Stefano Scaramelli a Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Dopo operazioni del genere è difficile andare a spiegare ai giovani come Bartalini o amici di Bartalini, che la politica si fa in quella maniera. Quelli ti mandano a fare in culo, senza passare dal via e alle urne non si presentano neanche se gli mandi il pulmino a casa…
Il nodo (e il problema) è che la buona idea di candidare un giovane appassionato di rock e la non buona idea di candidare un funzionario regionale, nel caso specifico di Siena, rispondono entrambe allo stesso nome. Quello di Nico Bartalini.
Con questo non vogliamo dire che il giovane candidato torritese sia già vecchio. O sia comunque espressione della politica ingessata e preconfezionata che ci è stata spesso propinata anche dal Pd, o che lavorare come funzionario in Regione, sia una cosa disdicevole. Ma il rischio di una contraddizione piuttosto evidente c’è. E il partito non è che possa chiedere a Nico Bartalini di lasciare il lavoro in Regione. Di questi tempi poi… Ma far finta di niente e sorvolare su questa questione potrebbe anche dimostrarsi un autogol.
Non si può neanche risolvere la questione dicendo che visti i possibili rischi di una sovranità limitata di Bartalini, meglio fare segretario Bassi. Non è questo il punto, e non intendiamo entrare della “conta” che spetta solo agli iscritti al Pd e non certo a noi. Diciamo solo che se Nico Bartalini fosse stato un artigiano, o dipendente di una ditta di spedizioni, di un mobilificio, o anche di una banca o di una cooperativa, nei panni dei militanti Pd, lo avremmo sostenuto più volentieri. E senza alcuna remora.
m.l.









Ma i congressi locali sono. pubblici?
Un tempo i congressi del partito si facevano in luoghi pubblici invitando gli altri partiti e le varie associazioni. Un’occasione di vero confronto. Oggi come funziona?
L’impressione, dall’esterno, è che nei congressi locali vada in onda la “conta” e basta. Il dibattito-confronto sia interno che con interlocutori esterni, come avveniva un tempo, non è più all’odg. Ormai nella migliore delle ipotesi è solo contorno. Come un’insalatina, leggera leggera…
E allora dalla tua risposta che hai dato a Luca Scaramelli anche il giovane Nico Bartalini fa inevitabilmente parte di quel complesso nel quale si verifica la ”chiusura verso l’esterno” della quale tu parli, anche nelle discussioni e negli inviti alla società aperta che era come di costume una volta ad essere presente visto anche che nel recente passato per le elezioni a segretario anche chi passava per strada poteva votare e versare l’obolo…. O mi sbaglio ? Tutto questo fra l’altro ti rammento che non avveniva nemmeno in una bocciofila….quindi …pur essendo giovane e di ”belle speranze” come tu dici e nel confronto con l’altro contendente anche per me sarebbe chiaro chi appoggiare se condividessi la politica di tale partito. Il rock c’entra poco caro Marco e non certifica che una posizione ”ribelle ” per quanto il rock oggi possa essere giudicata una musica ribelle- ma sempre musica è non lo dimenticare- e dal momento che lo porti come paragone non è detto assolutamente che come osservante di detta musica si possa avere e corrispondere ad una posizione ribelle,progressista e scevra da legami ufficiali di partito anche in politica- ma codesto è un metro mediatico secondo me- che porta a giudizi che nulla hanno a che fare oggi su come venga intesa la politica: non sono più gli anni ’70 ! Certo, ancor meno a rigor di logica-come tu dici- chi è già come Bassi nel tritacarne di tale partito. Ma siccome un dibattito grande sulle posizioni generali dovrebbe servire soprattutto in politica internazionale riguardante temi come le armi, il sostegno della guerra in Ucraina ed anche altro, sarebbe ed è un fattore guida per capire le posizioni e quindi anche l’etica della politica che si porta sul piatto della bilancia, io vorrei che il neo candidato si esprimesse con estrema chiarezza su tali temi e sulle alleanze che il suo partito debba avere con gli altri con i quali collabora o dice di collaborare.Dopo di che-se fossi un militante di tale partito- io credo che tirerei fuori di tasca il metro e giudicherei secondo coscenza.
Tutto quanto ho detto si ricollega anche strettamente alla posizione ed alle istanze-speranze del partito di cui parliamo espresse dopo il risultato referendario.I milioni di giovani che si sono recati alle urne hanno dato un segnale anche ben preciso e non ci sarebbe bisogno più di tanto per interpretarlo….Un partito che si rispetti e che tenga conto di questo e lo usi ”politicamente” come un grimaldello per uscire dalle secche dove lo ha messo la società italiana per forza di cose ed in cui si trova, dovrebbe sostenere questo andazzo e non risultare essere come dici te un ” contorno di insalatina leggera leggera”. Io credo che anche le fazioni-perchè di fazioni a questo punto si parla, chiamale anche correnti se vuoi – come quelle dei vari Franceschini, Del Rio e nostalgici reali del prato esteso pieno di ”margherite” ma non solo loro, dovrebbero tener conto che se si faccia finta di remare ma si rimane sempre fermi nello stesso punto con la barca e s’imbarchino i profughi del campo largo di nostra conoscenza che non vedono l’ora di riuscire ad emergere per ritornare alle direzioni ed alle segreterie che sono anche coloro che a tempo debito hanno ”fregato” il partito come ha avuto modo di dire l’altra sera Travaglio sulla Rete 7 a Carofiglio ed a Gad Lerner pronti ad accettare il ”renzismo” perchè anche loro sanno bene di cosa si parli ma fanno finta di non saperlo e mai lo dicono perchè sono figli di quel partito , quei milioni di giovani li vedremo che dureranno poco e segneranno un processo scadente come quello delle ”sardine” che tutti hanno dimenticato….(ma ve lo ricordate che film abbiamo tutti visto oppure no e non fa parte anche quello della vostra memoria ? Uscire dagli inciuci, contare sulle proprie forze e se queste sono insufficienti a raggiungere numericamente la maggioranza lavorare per fare dei passi avanti e non quello di un passo avanti e due indietro.Si sta affermando nel paese velocemente una idea forte contro la guerra, contro le stragi che le destre in tutto il mondo compiono in ogni continente e se non si ha la lungimiranza di perseguire una politica forte e decisa lottando e portando masse umane innumerevoli nel confronto su questo , la sinistra è perdente.Quello che si stà affermando in Inghilterraed in Germania è un vento di destra e ci vuole poco a trasformarlo in Europa in vento distruttore perchè dalla maggioranza generale dei partiti popolari in europa si fa presto a scavallare a destra proprio perchè la crisi quando è generale e batte forte sono proprio le circostanze materiali che portano il timone a destra se a sinistra si stia balbettando. Con tutte le differenze che ci possono essere anche dopo un secolo e più, ma l’abbiamo già visto nel 1921 e nel 1924 in Italia di chi siano stati preda i poveri, e pensare che questo in circostanze diverse non avvenga perchè i tempi sono diversi è essere complici di tale ignoranza. E oggi spesso tale ignoranza a sinistra è molto comune a parecchi….