CHIUSI SCALO, SE IL BIGLIETTO DA VISITA E’ IL DEGRADO… DECORO, FANTASIA E QUALCHE COLPO DI COLORE PER USCIRE DAL LOOP DI DECADENZA

giovedì 18th, gennaio 2024 / 11:55
CHIUSI SCALO, SE IL BIGLIETTO DA VISITA E’ IL DEGRADO…  DECORO, FANTASIA E QUALCHE COLPO DI COLORE PER USCIRE DAL LOOP DI DECADENZA
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CHIUSI SCALO – Una nostra lettrice ci ha inviato ieri alcune fotografie, per segnalare lo stato di degrado della banchine stradali e di alcune cassette elettriche, nel tratto che dall’ex passaggio a livello porta alla rotatoria e ai supermercati di Po’ Bandino, molto frequentati anche dai chiusini: cartacce, bottiglie di vetro e di plastica, oggetti vari lasciati per terra o accumulati dal vento, manufatti in cemento crollati, cassette con impianti elettrici (in funzione?) aperti, sgangherati, cadenti. Dentro vi si notano cavi e prese “a ciondoloni”… 

La nostra lettrice fa notare che anche il grande posteggio, con coperture fotovoltaiche, antenna per la telefonia mobile e casotto dei bagni pubblici che si trova sull’altro lato della strada, versa in condizioni “non proprio idilliache” e meriterebbe una “maggiore manutenzione ordinaria”. Così come il sottopasso pedonale-ciclabile meriterebbe una “maggiore illuminazione”.

Siamo andati a verificare, ieri, mercoledì 17 gennaio, e in effetti la situazione è esattamente quella fotografata e descritta. Chi ha inviato le foto segnala situazioni di degrado e abbandono anche all’interno del perimetro della vecchia “Sottostazione Fs”. E in effetti anche questo è vero, l’edificio razionalista con vetrata si presenta in pessimo stato, con vetri rotti ed evidenti segni di abbandono. E’ un peccato, perché trattasi di edificio di un certo pregio, testimonianza di archittetura industriale tutt’altro che banale. Ma quella è area di competenza Fs. Le banchine stradali invece sono di competenza comunale. Un passaggio ogni tanto con i mezzi della nettezza urbana e il ripristino o l’eliminazione – se in disuso – dei manufatti sgangherati ci sembrano quanto mai opportuni. 

Quanto al sottopasso pedonale-ciclabile ci permettiamo di suggerire una soluzione da accompagnare ad una maggiore illuminazione. Quella di “dipingerlo” con opere di street art. In effetti le pareti sono già adesso coperte di “graffiti”, ma senza nulla togliere alla spontaneità e anche alla… “poesia” di certe frasi d’amore tracciate frettolosamente, pensiamo che qualche opera vera, strutturata, potrebbe offrire un colpo d’occhio migliore e una sensazione di “accoglienza” migliore. D’altra parte quel sottopasso è utilizzato dagli utenti del citato posteggio per entrare in Chiusi Scalo o accedere alla stazione ferroviaria. E’ una delle “porte” della cittadina. E come tale va trattato.

Quanto alle opere di street art (è un nostro vecchio pallino), ce n’è una piuttosto bella sotto il ponte che si trova lungo il Sentiero della Bonifica. Ecco, una cosa del genere nel sottopasso ferroviario non ci starebbe male. Darebbe colore e respiro ad un passaggio obbligato che così come è adesso appare piuttosto lugubre e incute ansia.

Chiusi Scalo, un tempo “mecca del commercio” e cittadina “più americana” del comprensorio, deve per forza uscire da questo loop di decadimento, così è come se si prentasse in ciabatte e con la camicia sporca di sugo ad aprire la porta. Deve ritrovare il gusto di mettere il vestito buono. Deve ritrovare l’orgoglio di presentarsi presentabile. Anche con la cravatta o un foulard fuori ordinanza che fa strabuzzare gli occhi… Insomma manutenzione ordinaria, decoro e qualche colpo di genio, di fantasia, qualche pennellata di colore a dare un tono all’ambiente, come il tappeto del Grande Lebowsky. No?

m.l.

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